Detenuti italiani in Libia: Haftar jr alza il prezzo per il loro rilascio
Un negoziato complesso è in corso per la liberazione di due italiani detenuti in Libia, mentre si intensificano i fattori di pressione legale e politica legati all’operazione della Global Sumud Flotilla. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fornito rassicurazioni ai familiari, confermando l’impegno del governo italiano. Sullo sfondo, le autorità della Libia Orientale, non riconosciute a livello internazionale rispetto a Tripoli, sembrano però alzare la posta nell’ambito delle accuse contestate ai dieci “negoziatori” della carovana di terra diretta verso Gaza.
global sumud flotilla: trattative e aumento delle accuse in libia orientale
Secondo quanto riportato dall’Agenzia Nova, le contestazioni a carico dei dieci sarebbero passate da due a quattro capi d’accusa. Le fonti libiche indicano che, oltre a ingresso illegale nel territorio e raduno non autorizzato, verrebbe contestata anche l’utilizzo di un visto politico per svolgere attività politiche e un tentativo di raggiungere l’Egitto attraversando un confine che, secondo gli accordi con Il Cairo, non può essere superato da cittadini di Paesi terzi.
La posizione della Libia Orientale è collegata al sostegno dell’Egitto, con un governo descritto come filo-Usa e preoccupato dall’eventuale apertura verso azioni di solidarietà verso i gazawi. In questa cornice vengono richiamati episodi passati: la Global March to Gaza sarebbe stata bloccata al Cairo l’anno precedente e anche un convoglio partito dalla Tunisia sarebbe stato fermato in Cirenaica.
carovana di terra e arresti: chi sono i detenuti e da dove arrivano
Gli arresti avvenuti dal 24 maggio hanno coinvolto un gruppo composto da persone provenienti da diversi Paesi e dai due italiani citati dal governo. Oltre agli italiani Dina Alberizia e Domenico Centrone, risultano detenuti anche uomini e donne provenienti da Spagna, Portogallo, Polonia, Stati Uniti, Argentina e Uruguay.
profilo di dina alberizia e domenico centrone
Dina Alberizia è descritta come un’educatrice foggiana in pensione di 67 anni, residente in Piemonte. Domenico Centrone è un documentarista di 33 anni, residente a Molfetta, docente a contratto di Cinematografia all’Università di Bari.
land convoy verso tripoli e sirte: il gruppo non ha fatto ritorno
Il Land Convoy della Global Sumud Flotilla era partito a fine aprile dalla Mauritania ed era giunto a Tripoli ricongiungendosi agli attivisti arrivati dall’Europa. Il convoglio includeva cinque pullman e camion con componenti di case mobili, ambulanze e aiuti umanitari destinati ai palestinesi di Gaza.
Secondo i dati riferiti, erano circa 200 le persone coinvolte nel movimento e i dieci negoziatori che erano andati a Sirte per trattare il passaggio nel territorio della Cirenaica non sarebbero più tornati dopo la partenza.
figure di riferimento in libia orientale: ruolo di sadiam haftar e assetto militare
La decisione della linea dura sui dieci prigionieri sarebbe stata assunta da Saddam Haftar, figlio del generale Khalifa Haftar, indicato come figura dominante della Libia Orientale almeno dal 2015 e considerato vicino a una possibile successione. Saddam Haftar opererebbe come vicecomandante della Libyan national army, formalmente ancora guidata dall’anziano Khalifa.
Le dinamiche interne vedrebbero Saddam Haftar in vantaggio sul fratello Khaled, più grande ma descritto come un profilo prevalentemente legato alla sfera militare e meno politica. Viene inoltre riportato che Saddam avrebbe rapporti con Usa, Italia e Turchia, e che sarebbe stato ricevuto all’Eliseo da Emmanuel Macron. Khaled risulterebbe invece più vicino a Russia ed Egitto.
aiuti e udienze: consegna della mezzaluna rossa e tempistiche del rilascio
Le fonti dell’Agenzia Nova sostengono che i negoziatori della “flottiglia di terra” avrebbero rifiutato di consegnare gli aiuti alla Mezzaluna Rossa, che li avrebbe accompagnati fino a Gaza. In base a quanto riferito dagli attivisti umanitari, già dal primo momento le lettere indirizzate alle autorità di Bengasi avrebbero contemplato la possibilità della consegna, con o senza l’accompagnamento di una mini-delegazione internazionale di tecnici.
Le trattative per il rilascio risultano ancora lontane da una conclusione positiva: l’udienza fissata per il 9 giugno è stata rimandata di un mese e, di conseguenza, si prospetta una fase lunga. Gli elementi richiesti dai libici non sono specificati.
farnesina e governo italiano: impegno per alberoizia, centron e matias alvarez rodriguez
La Farnesina e il governo italiano confermano l’impegno per Alberizia e Centrone, insieme a Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano. Quest’ultimo avrebbe comunicato alle autorità italiane di possedere anche la cittadinanza italiana.
Antonio Tajani ha riferito di aver parlato con il fratello di Alberizia e di aver incontrato, a Bari, i genitori e la sorella di Centrone. Le rassicurazioni fornite ai familiari si concentrano sul carattere dell’iniziativa: gli attivisti sarebbero impegnati nella solidarietà alla popolazione di Gaza e l’obiettivo dichiarato sarebbe ottenere il rilascio “al più presto”, con l’auspicio che possa seguire anche un’operazione di espulsione nel più breve tempo possibile.
Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, ha ringraziato il ministro degli Esteri.
persone detenute citate nella vicenda
- Dina Alberizia
- Domenico Centrone
- Matias Alvarez Rodriguez
- persone provenienti da Spagna
- persone provenienti da Portogallo
- persone provenienti da Polonia
- persone provenienti dagli Stati Uniti
- persone provenienti da Argentina
- persone provenienti da Uruguay
