Corte suprema stoppa trump: bocciato lordine sullo ius soli

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Corte suprema stoppa trump: bocciato lordine sullo ius soli

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto un ordine esecutivo con cui Donald Trump aveva disposto la fine dello ius soli, cioè la cittadinanza per diritto di nascita. La decisione rappresenta un arresto netto a uno dei temi più marcanti della campagna elettorale del tycoon e a uno dei primi atti assunti durante il secondo mandato, annullando così un provvedimento che aveva suscitato forti reazioni.

corte suprema boccia fine dello ius soli nel secondo mandato trump

La pronuncia arriva come un colpo diretto per il presidente Usa. L’ordine esecutivo contestato puntava a rimuovere un principio considerato cardine dell’assetto costituzionale statunitense e che, per oltre un secolo, ha riconosciuto la cittadinanza a chiunque nasca sul suolo americano.

Secondo quanto riportato da Nbc News, i giudici hanno stabilito che il provvedimento firmato da Trump nel primo giorno del secondo mandato contrasta in modo esplicito il 14° emendamento della Costituzione. Tale norma garantisce la cittadinanza a chi nasce negli Stati Uniti, con eccezioni molto limitate, e viene utilizzata come base giuridica consolidata per interpretare l’assegnazione della cittadinanza.

14° emendamento e interpretazione consolidata della cittadinanza per nascita

La decisione si fonda su un’interpretazione ritenuta consolidata del 14° emendamento, entrato in vigore dopo la guerra civile, e sul riferimento alle leggi federali più recenti. I giudici hanno quindi ritenuto che la regola generale stabilisca chiaramente che chi nasce nel Paese, salvo ristrette eccezioni, debba essere considerato cittadino statunitense.

Gli effetti pratici delle restrizioni volute da Trump non si sono mai concretizzati in modo pieno: i limiti imposti erano stati bloccati da diversi tribunali di grado inferiore e, di conseguenza, non avrebbero prodotto conseguenze in alcuna parte degli Stati Uniti.

decisione con voti 5 a 4: chi ha sostenuto la bocciatura

La sentenza è stata adottata con una maggioranza risicata. La Corte Suprema si è espressa con 5 voti favorevoli alla bocciatura dell’ordine esecutivo e 4 contrari, evidenziando una divisione netta tra i giudici.

Tra coloro che hanno votato a favore del mantenimento dello ius soli figurano: John Roberts, Sonya Sotomayor, Helena Kagan, Amy Coney Barrett e Ketanji Brown Jackson.

risposta di trump: accettare la sentenza e ribadire l’impatto negativo

Donald Trump aveva dichiarato, prima della sentenza, che avrebbe accettato la decisione della Corte Suprema. Nella stessa presa di posizione aveva però ribadito la propria contestazione, sostenendo che i giudici avrebbero considerato il diritto alla cittadinanza per nascita come negativo per il Paese.

Secondo quanto riportato, Trump ha anche affermato che gli Stati Uniti sarebbero l’unico Paese a prevedere tale regola, descrivendola come distruttiva e costosa.

corte suprema e divieto per atleti trans: vittoria per trump nello sport femminile

Oltre alla bocciatura dello ius soli, la Corte Suprema ha emesso anche un’altra decisione rilevante, mantenendo un divieto deciso da Trump relativo alla partecipazione di atleti trans alle gare femminili in scuole e università.

Trump ha commentato pubblicamente la pronuncia esprimendo soddisfazione. Nel messaggio diffuso su Truth ha definito l’esito come una “grande vittoria” e ha sostenuto che la decisione della Corte avrebbe stabilito che gli uomini non possono gareggiare negli sport femminili. Ha poi aggiunto che la misura avrebbe posto fine a una situazione definita “assurda”.

giudici coinvolti nella decisione sullo ius soli

La sentenza sulla fine dello ius soli ha visto una votazione divisa. I giudici citati come favorevoli al mantenimento della cittadinanza per nascita sono:

  • John Roberts
  • Sonya Sotomayor
  • Helena Kagan
  • Amy Coney Barrett
  • Ketanji Brown Jackson
Duro colpo per Trump: la Corte suprema boccia il suo ordine esecutivo che cancellava lo ius soli

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