Consolato usa milano secondo arresto convalidato per sfruttamento degli operai

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Consolato usa milano secondo arresto convalidato per sfruttamento degli operai

Una nuova decisione rafforza l’impianto accusatorio nell’ambito dell’inchiesta milanese sul presunto sfruttamento di manodopera nel cantiere del nuovo Consolato degli Stati Uniti in piazzale Accursio. La giudice per le indagini preliminari Angelica Cardi ha convalidato il fermo di Aji Appukuttan, cittadino indiano che compirà 52 anni il prossimo luglio, disponendo nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.

custodia cautelare ad Aji Appukuttan nel caso sul cantiere del consolato

Secondo la ricostruzione fornita dalla Procura di Milano, Appukuttan avrebbe assunto un ruolo ritenuto centrale nella gestione dei rapporti con i lavoratori impiegati nel cantiere. Gli investigatori lo descrivono come “caporale operativo” e “intermediario tra società e lavoratori”, figura indicata come determinante all’interno del presunto meccanismo di sfruttamento oggetto dell’indagine.

Nel materiale raccolto tramite le testimonianze degli operai migranti, Appukuttan viene descritto anche come il “cane da guardia” della multinazionale americana operante nel settore delle costruzioni. La decisione della giudice per le indagini preliminari rappresenta un passaggio ulteriore dopo la richiesta avanzata dalla Procura in merito al fermo.

secondo arresto convalidato: il caso di Ulas Demir

Il provvedimento relativo ad Appukuttan si inserisce come secondo arresto convalidato nel perimetro dell’inchiesta. L’indagine è coordinata dai pm Paolo Storari e Mauro Clerici e viene condotta dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro.

Nei giorni precedenti era stato fermato anche Ulas Demir, manager coinvolto, secondo quanto emerso, nella realizzazione dell’opera. Il fermo era avvenuto all’aeroporto di Orio al Serio, quando l’uomo stava per imbarcarsi su un volo diretto a Istanbul. Anche nei suoi confronti era stata disposta la custodia cautelare, confermando la linea investigativa su responsabilità e ruoli all’interno della filiera operativa.

inchiesta sullo sfruttamento: reclutamento, debito e controllo dei lavoratori

L’inchiesta riguarda le condizioni di lavoro di numerosi operai, in gran parte di nazionalità indiana, impiegati nella costruzione della nuova sede consolare statunitense. Gli elementi raccolti puntano a verificare l’esistenza di un sistema articolato di reclutamento e gestione della manodopera ritenuto idoneo, secondo l’accusa, a aggirare le norme a tutela dei lavoratori e a ridurre costi comprimendo diritti.

il reclutamento in India e il pagamento per ottenere il visto

Secondo le indagini dei militari dell’Arma, lo sfruttamento avrebbe inizio già in India. I lavoratori verrebbero reclutati tramite la società Dynamic House con sede a New Delhi. Il reclutamento sarebbe avvenuto, secondo quanto contestato, dietro pagamento, descritto come un importo indicato nel testo in misura pari a 5mila euro.

In particolare, i pagamenti sarebbero stati richiesti in contanti ai dipendenti della Dynamic House per ottenere il visto per il soggiorno di lavoro. Subito dopo l’arrivo in Italia, il quadro prospettato ai lavoratori risulterebbe cambiato: le promesse avrebbero avuto esito diverso da quanto indicato, con la creazione di un debito trasformato in vincolo.

trattenute sul salario, alloggio e minacce di licenziamento

Una volta giunti in Italia, gli operai avrebbero scoperto che le aspettative non corrispondevano alla realtà. Il debito contratto sarebbe diventato una forma di coercizione, sostenuta dal controllo esercitato in cantiere tramite il ruolo attribuito al presunto caporale. Secondo la ricostruzione riportata, una parte rilevante del salario, già considerato esiguo, verrebbe trattenuta con la giustificazione legata a alloggio e vitto.

La gestione del sistema includerebbe inoltre minacce di licenziamento, elementi che avrebbero ridotto le possibilità di scelta dei lavoratori e avviato una condizione descritta come “vita da nuovi schiavi”.

ruolo di Appukuttan nella gestione quotidiana e nei rapporti con le società

La figura di Appukuttan viene indicata come particolarmente rilevante perché, secondo l’accusa, avrebbe costituito il punto di contatto diretto con gli operai. L’ipotesi investigativa attribuisce a questa figura la responsabilità dell’organizzazione quotidiana del lavoro e la funzione di tramite con le società coinvolte nella realizzazione dell’opera.

Proprio questi elementi hanno portato la Procura a chiedere il fermo, e la giudice per le indagini preliminari ha ritenuto le risultanze sufficienti per confermare la misura cautelare. Le verifiche continuano per chiarire responsabilità, ruoli e modalità operative del presunto sistema di sfruttamento, con l’attenzione rivolta anche a un eventuale coinvolgimento di ulteriori soggetti.

sintesi delle persone al centro dell’inchiesta

  • Aji Appukuttan
  • Ulas Demir
  • Angelica Cardi
  • Paolo Storari
  • Mauro Clerici
Consolato Usa di Milano, convalidato il secondo fermo nell’inchiesta sullo sfruttamento dei lavoratori
Categorie: Cronaca

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