Cgil remigrazione è propaganda servono accordi coi paesi

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Cgil remigrazione è propaganda servono accordi coi paesi

Il rinnovo del contratto nel comparto sicurezza riaccende il dibattito pubblico su integrazione, remigrazione ed espulsioni. Daniele Bena, segretario generale del sindacato dei poliziotti Silp-Cgil Lombardia, interviene sulle proposte avanzate dal generale Vannacci e riprese dal governo, richiamando l’attenzione su procedure, strumenti e soprattutto sulle condizioni politiche necessarie per renderle davvero efficaci.

remigrazione come tema di propaganda: integrazione come priorità

Bena definisce la remigrazione una scelta che rischia di trasformarsi in propaganda quando viene usata per “cercare il nemico” a partire da fatti di cronaca. Pur riconoscendo l’esistenza del tema relativo ai reati commessi da persone migranti, afferma che la risposta non può ridursi a una sola parola o a una soluzione semplice.

La linea indicata mette al centro una sequenza precisa: “La prima parola dev’essere integrazione, la seconda è quella di rendere effettive le espulsioni”. Per il segretario, l’obiettivo operativo passa da strumenti che consentano valutazioni rapide e concrete.

espulsioni efficaci: servono strumenti rapidi e accordi con i paesi

Secondo Bena, per rendere praticabile l’idea di espulsione occorrono strumenti veloci e rapidi per valutare la possibilità di allontanare persone che non si integrano e commettono reati gravi. Una parte di questi strumenti sarebbe già disponibile, ma il punto decisivo resterebbe un altro: l’esistenza di accordi tra l’Italia e i paesi di provenienza.

Il paradosso segnalato è chiaro: senza intese internazionali, il sistema rischia di non chiudere davvero la questione. Il segretario evidenzia il rischio di conseguenze negative per le persone e per chi lavora nei servizi, con la creazione di centri che finirebbero per accogliere persone in condizioni non ideali.

cpr e rischio di spostare i problemi: non basta creare strutture

Alla domanda se servano nuovi cpr, Bena sposta il focus: il problema non sarebbe creare nuovi centri, ma stringere accordi per rendere effettive le espulsioni. In assenza di capacità reali di esecuzione, il risultato diventerebbe lo spostamento del problema.

Il ragionamento riportato è legato anche a dinamiche territoriali: inviare una persona a un cpr in una città, come Como, e poi ritrovarsi con una ricollocazione verso Milano dopo mesi di attesa non risolverebbe la situazione. Il passaggio descritto porta a una conclusione operativa: “abbiamo spostato le persone, abbiamo spostato i problemi, non li abbiamo risolti”.

integrazione prima di tutto: lavoro, formazione e ruolo della scuola

Prima delle espulsioni, per Bena deve arrivare l’integrazione. Il punto viene collegato a una realtà cittadina e regionale: a Milano e in Lombardia si registrerebbe forte bisogno di manodopera e, allo stesso tempo, difficoltà a trovare lavoratori. In quest’ottica, il contributo di persone arrivate in Italia dovrebbe passare attraverso percorsi di ingresso e impiego.

Il segretario sottolinea che serve un processo di formazione a partire dalla lingua e da una formazione concreta legata al lavoro. La questione viene quindi ricondotta alla funzione della scuola, indicata come un collante fondamentale per il Paese.

scuola in difficoltà e integrazione più complessa

Bena richiama una criticità: oggi la scuola sarebbe in difficoltà. Secondo la posizione espressa, se le classi fossero composte soprattutto da persone con genitori provenienti da paesi esteri, l’integrazione diventerebbe più complessa anche solo nell’apprendimento della lingua.

Ne deriva una priorità: gli investimenti indicati dovrebbero concentrarsi sulla scuola. Sul tema viene proposta una contrapposizione netta: sarebbe troppo semplice indicare la remigrazione come soluzione principale.

figura di riferimento

Nel quadro delle dichiarazioni riportate, compare una sola personalità direttamente citata.

  • Daniele Bena, segretario generale del sindacato dei poliziotti Silp-Cgil Lombardia

Le posizioni attribuite riguardano le proposte sul tema della remigrazione e la necessità di rendere effettive le espulsioni attraverso accordi, integrando la risposta con percorsi reali di integrazione e con un rilancio del ruolo della scuola.

Categorie: PoliticaCronaca

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