Calcio è morto: ibrahimovic attacca fifa e infantino per i mondiali 2026

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Calcio è morto: ibrahimovic attacca fifa e infantino per i mondiali 2026

Le decisioni arbitrali stanno accendendo il dibattito calcistico e, dopo il match tra Turchia e Paraguay, la discussione ha trovato un protagonista inatteso: Zlatan Ibrahimovic. Il dirigente del Milan ha commentato con toni molto duri il cartellino rosso mostrato ad Almiron, collegando l’episodio alle nuove impostazioni volute dalla Fifa e al clima regolamentare che attraversa tornei internazionali.

zlatan ibrahimovic attacca la fifa dopo il rosso ad almiron

Nel corso di un intervento in diretta per un’emittente televisiva americana, Ibrahimovic ha discusso l’accaduto durante Turchia-Paraguay, in cui Almiron è stato sanzionato con cartellino rosso diretto per essersi coperto la bocca parlando con un avversario. Secondo il dirigente rossonero, quella misura rappresenterebbe un allontanamento dai principi autentici dello sport.

Le parole usate puntano a contrapporre un’immagine del calcio più libera e diretta a una realtà percepita come controllata da norme e interpretazioni restrittive. Il dirigente del Milan ha definito la situazione come “non più calcio”, denunciando un controllo che, nella sua lettura, finirebbe per colpire condotte emotive o comunicative prima ancora che diventino parole effettive.

la lettura di ibrahimovic: coprirsi la bocca diventa un cartellino rosso

Al centro della critica c’è l’idea che una semplice azione, come coprirsi la bocca, venga trattata alla stregua di un’infrazione grave. Ibrahimovic ha collegato il provvedimento al modo in cui la Fifa starebbe cercando di prevenire nuovi casi tramite regole pensate per limitare comportamenti comunicativi tra i giocatori.

Nel suo ragionamento, la direzione intrapresa porterebbe a un controllo sempre più pervasivo: dal tentativo di interpretare ciò che avviene in campo, fino all’ipotesi evocata che possano arrivare ulteriori restrizioni, con conseguenze immaginate come soffocanti sul rapporto tra calciatori ed emozioni durante le partite.

emozioni e comunicazione: la critica al controllo anticipato

Ibrahimovic ha insistito sul concetto che le decisioni disciplinari, nel caso specifico, riguarderebbero una manifestazione potenzialmente non verbale. Il dirigente del Milan ha prospettato l’idea che l’evoluzione regolamentare finisca per anticipare i provvedimenti, arrivando a interpretare atteggiamenti e reazioni come elementi “illegali” da sanzionare.

la regola Fifa e il riferimento al caso Prestiani

Il commento di Ibrahimovic collega l’episodio di Turchia-Paraguay a un contesto più ampio: il presidente della Fifa avrebbe spinto per una nuova impostazione per prevenire nuovi casi dopo un’accusa di natura razzista emersa in un incontro di Champions League tra Benfica e Real Madrid.

La vicenda citata riguarda Prestiani, indicato come protagonista dell’accusa per frasi razziste contro Vinicius Jr. Ibrahimovic ha usato questo passaggio come base per contestare la reazione regolamentare: cambiamenti rapidi introdotti, nella sua visione, dopo un singolo episodio, con un impatto che si estenderebbe ben oltre il caso specifico.

il confronto tra sanzioni: gomitata e condotte verbali

Nel suo intervento, Ibrahimovic ha inserito un confronto tra tipologie di infrazioni. Il dirigente del Milan ha sostenuto che episodi come una gomitata o comportamenti che possono causare danni fisici vengano gestiti con ammonizioni o provvedimenti più leggeri, mentre condotte interpretate come comunicazioni diventerebbero oggetto di un livello disciplinare massimo.

Questa lettura si traduce in una tesi netta: il calcio avrebbe due livelli, con una protezione più marcata per determinati aspetti e una punizione più severa per altri. Ibrahimovic ha dichiarato di aver osservato questo schema nel corso della propria esperienza in vari campionati.

distopia e ruolo dei controlli: l’accusa di rigidità crescente

Le parole riportate includono un riferimento al possibile utilizzo di strumenti di controllo, citando la presenza di operatori legati alla gestione delle decisioni e alla verifica in campo. Nella ricostruzione proposta, il rischio sarebbe una deriva verso una governance eccessivamente tecnica e automatizzata, capace di trasformare l’interpretazione di emozioni e gesti in materia disciplinare.

zlatan ibrahimovic: dichiarazioni e ruolo nell’episodio

Al termine del ragionamento, Ibrahimovic ha ribadito la propria contrarietà alla linea adottata, definendo l’evoluzione come distopica e sostenendo che il calcio stia perdendo la propria identità. Il dirigente rossonero ha collegato la sua presa di posizione a ciò che, nella sua interpretazione, rappresenta un allontanamento dal campo reale e dalla sua fisicità.

personaggi citati nell’episodio

  • Zlatan Ibrahimovic
  • Almiron
  • Gianni Infantino
  • Prestiani
  • Vinicius Jr

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