Bastardo: madre di pamela genini contro soncin in aula
Il processo per l’omicidio di Pamela Genini a Milano entra in una fase decisiva, con la Corte d’Assise di Milano che definisce chi avrà il ruolo di parte civile. Al centro della vicenda c’è l’imputato Gianluca Soncin, accusato di aver ucciso l’ex compagna il 14 ottobre scorso nell’abitazione nel quartiere Gorla. Parallelamente, resta acceso il confronto giudiziario sulla posizione di Francesco Dolci, indicato come figura coinvolta nell’inchiesta sulla profanazione della tomba.
corte d’assise di milano: ammesse parti civili e rigetti delle istanze
La Corte d’Assise di Milano ha ammesso come parti civili i familiari di Pamela Genini. Tra loro rientrano la madre della vittima, anche in qualità di amministratrice di sostegno del marito malato, oltre ai due fratelli di Pamela: Nicola e Veronica Genini.
È stata invece respinta la richiesta di costituzione di parte civile presentata da Francesco Dolci, ex fidanzato della vittima e oggi indagato dalla Procura di Bergamo per l’inchiesta relativa alla profanazione della tomba di Pamela. La motivazione, letta dai giudici in aula, si fonda sul fatto che l’esistenza di un rapporto sentimentale di pochi mesi (tra maggio e ottobre 2025), privo di una stabile e continuativa convivenza, e caratterizzato dalla presenza di un rapporto sentimentale parallelo, non avrebbe i requisiti per riconoscere la legittimazione alla costituzione di parte civile oltre le questioni relative a separati procedimenti.
corte e motivazioni sulla legittimazione di francesco dolci
La decisione sulla posizione di Dolci ha acceso un duro confronto tra le parti. L’istanza è stata al centro delle dinamiche processuali, con la famiglia della vittima che ha contestato con forza il ruolo richiesto per il procedimento in corso.
fronte processuale: accuse a carico di gianluca soncin e ricostruzione della procura
Nel processo, Gianluca Soncin risponde di omicidio volontario pluriaggravato dalla premedidazione, dalla crudeltà, dai futili motivi e dalla relazione affettiva cessata. Secondo la ricostruzione della Procura, coordinata dall’aggiunta Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo, l’uomo avrebbe fatto realizzare di nascosto una copia delle chiavi dell’abitazione della donna.
La stessa ricostruzione indica che Soncin sarebbe entrato in casa armato con un coltello prelevato dalla sua collezione e avrebbe colpito Pamela Genini con 76 fendenti.
udienza: presenza dei familiari e reazione in aula
All’apertura dell’udienza erano presenti la madre di Pamela, Una Smirnova, i fratelli Nicola e Veronica Genini e gli altri familiari. Quando l’imputato è entrato in aula scortato dalla polizia penitenziaria, la donna ha urlato contro di lui: “Bastardo”.
Poco dopo, la madre si è sentita male ed è stata accompagnata fuori dall’aula. Al termine dell’udienza ha spiegato il senso della reazione, richiamando la devastazione provocata dalla sua presenza e citando crudeltà, lucidità, mancanza di rispetto e assenza di pentimento. Ha inoltre affermato di attendere giustizia e ha sottolineato l’impatto del “guardarlo per la prima volta”.
richieste della famiglia e posizione della difesa
La famiglia mira alla massima pena. Pier Giuseppe Rota, compagno della madre di Pamela, ha dichiarato prima dell’inizio del processo: “Noi chiediamo giustizia e l’ergastolo”.
confronto su stalking e rapporto sentimentale
Durante la discussione sulla parte civile, l’avvocato della madre della vittima, Nicodemo Gentile, ha chiesto di respingere l’istanza di Dolci sostenendo che Francesco Dolci sarebbe stato uno stalker prima della morte di Pamela e anche dopo. Il legale ha affermato che l’istanza sarebbe stata in contrasto con la realtà vissuta dalla famiglia, già duramente colpita.
La difesa ha invece ribaltato l’impostazione, richiamando l’esistenza di una relazione stabile e continuativa tra Dolci e la vittima. L’avvocata Eleonora Prandi ha sostenuto che, dal maggio 2025, tra i due vi sarebbe stato un rapporto definito come stabile, richiamando cellulari e testimonianze dei genitori. Secondo la stessa difesa, sarebbe stato un rapporto parallelo, ma comunque duraturo e continuativo, con Dolci indicato come l’ultima persona con cui Pamela avrebbe parlato.
ultima comunicazione con pamela e ruolo di francesco dolci secondo gli atti
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Dolci sarebbe stato effettivamente l’ultima persona a cui Pamela ha rivolto la propria voce tramite messaggi. Poco prima dell’omicidio la giovane gli avrebbe inviato: “E’ matto (…) che faccio?”. Dopo aver allertato le forze dell’ordine, Dolci avrebbe risposto: “Stanno arrivando, la polizia, li ho chiamati”. Quando gli agenti sono arrivati nell’appartamento, però, la donna era già stata uccisa.
commenti di francesco dolci dopo l’esclusione e sviluppi istruttori
Dopo la decisione della Corte, Dolci ha commentato all’Adnkronos la propria esclusione dal processo. Ha indicato che, come parte civile, avrebbe potuto sostenere con il proprio avvocato un confronto contro Soncin. Dolci ha inoltre richiamato la vicinanza alla vittima e la circostanza che, quando Pamela aveva bisogno, lo cercava. Ha aggiunto di non aver intrapreso iniziative per costituirsi parte civile per un interesse economico, ma per combattere “fino alla fine” la vicenda.
In seguito ha risposto alle accuse della famiglia della vittima, dichiarandosi “totalmente allibito”. Ha sostenuto di aver ricevuto la sensazione che il processo fosse stato percepito come rivolto a lui più che a Soncin, aggiungendo che, dalla morte di Pamela in poi, la famiglia avrebbe concentrato l’attenzione su di lui anziché sull’imputato.
Dal punto di vista delle attività processuali, la difesa di Gianluca Soncin ha depositato una serie di richieste istruttorie, tra cui una consulenza medico-legale e accertamenti sui telefoni cellulari acquisiti durante le indagini. L’obiettivo indicato è contestare le aggravanti formulate dall’accusa e ricostruire in modo completo come sia avvenuto il fatto e perché.
perizia medico-legale e decisione della corte sui rinvii
La Procura si è opposta alla richiesta di una nuova perizia medico-legale, definendola “solo esplorativa” e finalizzata a cercare una nuova ricostruzione della dinamica. La Corte si è riservata di decidere sulle richieste difensive alla fine dell’istruttoria dibattimentale e ha rinviato il procedimento al 13 luglio, data in cui inizierà l’esame dei primi testimoni.
persone citate nella vicenda processuale
- Pamela Genini
- Gianluca Soncin
- Francesco Dolci
- Una Smirnova
- Nicola Genini
- Veronica Genini
- Pier Giuseppe Rota
- Letizia Mannella
- Alessia Menegazzo
- Nicodemo Gentile
- Eleonora Prandi
- Pietro Sartori
- Simona Luceri
