Atto di forza nessuno doveva scherzare con schwarzenegger: cosa accadde sul set

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Atto di forza nessuno doveva scherzare con schwarzenegger: cosa accadde  sul set

Il set di Atto di Forza ha brillato per intensità e dinamiche da produzione, ma anche per alcune regole rigide che hanno spento sul nascere ogni tentativo di “rompere il ghiaccio”. Tra battute attese e limiti imposti, un episodio racconta come persino la leggerezza abbia incontrato confini precisi, soprattutto quando al centro c’era Arnold Schwarzenegger.

divieti sul set di atto di forza: niente scherzi con arnold schwarzenegger

Non si scherza con Arnold Schwarzenegger sul set: la presenza della star di Terminator avrebbe potuto intimidire alcuni co-protagonisti, mentre altri avrebbero puntato su battute per creare un clima più leggero. Nel caso specifico, però, l’obiettivo non è mai stato raggiunto.

La produzione ha stabilito un divieto che ha impedito a Robert Picardo di fare scherzi con Schwarzenegger durante le riprese di Atto di Forza (titolo originale Total Recall). Di conseguenza, i due non si sono mai incontrati durante il lavoro sul film.

robert picardo: voce di johnny cab e distanza dal lavoro sul set

Il motivo è legato al ruolo di Picardo: l’attore prestava la voce a Johnny Cab, il tassista robot. Per registrare le battute, non era necessario recarsi sul set né svolgere attività fianco a fianco con il protagonista. In questo modo, anche la semplice possibilità di uno scambio sul posto si riduceva drasticamente.

provini e accento austriaco: la battuta pianificata che il regista non ha accettato

Se le riprese sul set non hanno creato incontri reali tra i due, l’ipotesi di un confronto si è spostata verso un’altra fase: i provini. In quell’occasione, Picardo aveva preparato uno scherzo collegato all’idea del famoso accento austriaco di Schwarzenegger.

syfy e il ricordo del provino: richiesta di una battuta mai concessa

Secondo quanto raccontato da Picardo in un’intervista a Syfy, al provino l’attore avrebbe cercato di convincere Paul Verhoeven a inserire una battuta su Arnold. Il punto, per Picardo, era il modo in cui l’accento austriaco della star fosse noto, anche se nei film sembrava non essere stato particolarmente evidenziato. Il ricordo riportato evidenzia un’intenzione precisa: far emergere quel tratto in forma di gag.

la scaletta dello scherzo: taxi, “guida, guida e basta!” e reazione di verhoeven

Picardo aveva previsto un copione dettagliato: quando Schwarzenegger sale in taxi e dice “Guida, guida e basta!”, l’attore avrebbe girato la situazione verso una battuta. L’idea era spostare l’attenzione sul modo di parlare, suggerendo che la voce risultasse “non del posto”. Il regista, però, avrebbe bloccato chiaramente la proposta.

Nel racconto riportato, Verhoeven avrebbe risposto no a qualunque forma di scherzo legato ad Arnold, ribadendo l’impossibilità di realizzare quelle “cose”. Picardo avrebbe poi provato a spostare la giustificazione su un’eventuale gag per la troupe, ma la risposta sarebbe rimasta invariata: non si sarebbe fatto nulla con Schwarzenegger.

equilibrio sul set: perché nemmeno una battuta avrebbe avuto spazio

Le “cose” che Picardo intendeva mettere in scena non sono state realizzate, e la vicenda si collega a un clima produttivo delicato. Anche il rapporto con il materiale promozionale del film viene evocato: Schwarzenegger avrebbe odiato il primo trailer di Total Recall. In un contesto così fragile, una battuta di troppo avrebbe potuto compromettere l’equilibrio già definito durante le attività.

La ricostruzione conferma, quindi, una doppia barriera: il divieto in produzione durante le riprese e il blocco del regista rispetto a qualsiasi scherzo anche nei momenti potenzialmente più liberi, come i provini.

personaggi coinvolti nella vicenda

  • Arnold Schwarzenegger
  • Robert Picardo
  • Johnny Cab
  • Paul Verhoeven
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