Aosta educazione con lo scalpello e la pazzia di vivere in russia
La storia di Aimone di Savoia intreccia infanzia, scelte di rottura e legami dinastici che non cessano con il passare del tempo. Crescere in una famiglia reale ha significato regole rigide, educazione modellata su un’impostazione tradizionale e un rapporto complesso con il padre Amedeo, descritto come una figura fortemente segnata dal peso del nome. Tra trasferimenti, lavoro all’estero e posizioni sulla successione, il racconto del principe restituisce un equilibrio delicato tra appartenenza e autonomia.
aimone di savoia e il rapporto complicato con papà amedeo
Nel descrivere la propria infanzia, Aimone di Savoia usa parole nette: crescere in un contesto monarchico viene percepito come complicato. L’educazione, secondo un’idea radicata nella famiglia, sarebbe impartita con la stessa logica con cui si scolpisce un blocco, così da restare nella vita futura.
Il rapporto con il padre Amedeo, indicato come “ambasciatore dei Savoia in Italia”, nasce dentro un contesto storico e identitario preciso: Amedeo è descritto come l’unico Savoia maschio rimasto in Italia dopo l’esilio di re Umberto. Tra padre e figlio, però, non mancarono le difficoltà.
Quando Aimone parla delle relazioni in famiglia, emerge un equilibrio fatto di regole e limiti. Amedeo e la moglie Claudia d’Orléans si separarono e i figli rimasero con il padre. La crescita avvenne con le sorelle Bianca e Mafalda, in una tenuta nel cuore della Toscana. In quel contesto, Aimone racconta che non era ammesso discutere: la forma e l’autorità del capofamiglia risultavano dominanti.
Pur senza scontri frequenti, la comunicazione risultava comunque problematica. Aimone spiega che, anche quando la discussione era sollecitata, dopo un certo tempo cadeva sul tema del gap generazionale e dell’idea del rispetto. A 15 anni, la scelta decisiva fu l’invio al Collegio navale Morosini di Venezia, indicata come la salvezza dall’ambiente domestico.
educazione, peso del nome e aspettative di casa savoia
Nel quadro descritto da Aimone, non si trattava solo di un padre autoritario o di un’impostazione personale. Anche l’appartenenza a Casa Savoia portava con sé una pressione costante. L’attenzione era rivolta a come educare un ragazzo con quel cognome e a quanto restasse forte l’idea di ciò che Casa Savoia aveva compiuto e del modo in cui doveva essere tramandato.
Aimone collega questa difficoltà anche al modo in cui Amedeo viveva il proprio ruolo. Il padre, più di Aimone, avrebbe sentito tutto il peso del nome, trovando spazio per una forma di felicità soltanto in ambienti meno vincolanti: la Pantelleria oppure i viaggi in Africa con la Range Rover, quando i contatti sociali diventavano meno stringenti.
la ribellione di aimone di savoia e la scelta di trasferirsi in russia
Lo scarto tra aspettative familiari e bisogno di autonomia emerge con forza quando Aimone decide di cambiare vita. A 24 anni, compie una scelta descritta come una “pazzia”: trasferirsi a Mosca vivendo con un amico. In quel momento storico, Aimone richiama il contesto del 1992 e ricorda anche un passaggio legato al lavoro e ai canali di contatto con l’esterno.
Prima dell’avventura russa, Aimone riferisce di avere già un’offerta di lavoro in Spagna. A quel punto entra in scena un elemento dinastico personale: Amedeo si sarebbe accordato con re Juan Carlos, indicato come padrino di Aimone.
La reazione del padre alla scelta di andare in Russia è descritta in modo diretto: quando Aimone comunica l’avventura, Amedeo non parla per un anno e mezzo. Successivamente, il padre comprenderebbe il senso della decisione: l’idea di mettersi in gioco e osservare come si vive senza pregiudizi. A Mosca, secondo Aimone, il suo cognome non risultava un elemento determinante: a nessuno interessava chiamarlo Savoia.
aimone di savoia e il lavoro in russia con pirelli
Dopo il trasferimento, Aimone inizia a lavorare in ambito commerciale. Il percorso passa prima attraverso società di trading e società di ingegneria, fino al passaggio nel 2000 in Pirelli. Da allora, il racconto conferma la continuità del ruolo: Aimone lavora ancora oggi con un incarico ritenuto importante e nel 2023 sarebbe tornato in Italia.
In ambito professionale, viene citata la responsabilità di un ufficio di rappresentanza in Russia: Aimone coordina Russia, Paesi Baltici e Bulgaria.
famiglia, rapporti dinastici e connessioni europee
Nel quadro genealogico, Aimone indica la presenza di una figura Romanov oltre a quasi tutte le principali famiglie reali. La moglie Olga è presentata come figlia di Michele, principe di Grecia e Danimarca, e come legame con l’area britannica tramite il cugino Filippo Mountbatten, indicato come marito della regina Elisabetta. Il racconto include anche un dettaglio storico: Amedeo avrebbe partecipato all’incoronazione della regina Elisabetta, perché le madri risultavano cugine prime; da lì Amedeo sarebbe stato messo al tavolo dei bambini insieme a re Carlo.
relazioni con windsor e divergenze dinastiche con emanuele filiberto
Oggi Aimone afferma di non frequentare i Windsor. La spiegazione è ricondotta a una dinamica comune nelle famiglie: con il tempo alcuni rapporti tendono a affievolirsi. Aimone dichiara di vedere più spesso i cugini dal lato greco e francese.
Anche le relazioni con il cugino Emanuele Filiberto non sarebbero quelle di un’intesa piena. La motivazione indicata riguarda una visione opposta sulla successione dinastica di Casa Savoia. Aimone rivendica il proprio ruolo di capo, richiamando il rispetto delle leggi della Casa e delle istituzioni che le condividono, oltre alla continuità del proprio status dinastico e delle prerogative connesse. Nella posizione espressa viene ricordato che lo stesso ruolo era stato comunicato dal padre alle altre Case Reali Europee.
Parallelamente, viene indicato che Emanuele Filiberto non avrebbe accettato la proposta di sospendere ogni rivendicazione, continuando a portare avanti la propria linea.
persone citate
- Aimone di Savoia
- Amedeo di Savoia-Aosta
- Claudia d’Orléans
- Bianca di Savoia
- Mafalda di Savoia
- Vittorio Emanuele
- Olga
- Michele, principe di Grecia e Danimarca
- Filippo Mountbatten
- regina Elisabetta
- re Carlo
- re Juan Carlos
- Emanuele Filiberto
- Casa Savoia


