Alzheimer europe più informazioni e investimenti meno stigma

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Alzheimer europe più informazioni e investimenti meno stigma

La trasformazione della cura dell’Alzheimer e della demenza passa da un punto fermo: evitare che le persone restino invisibili dopo i primi segnali. Angela Bradshaw, Director for Research di Alzheimer Europe, intervenendo a Roma all’evento internazionale “MindShift - A cross-country mission to reshape Alzheimer's Care”, ha richiamato l’attenzione su diagnosi, supporto post-diagnostico e necessità di interventi coordinati a livello europeo, con il coinvolgimento di esperti, istituzioni e rappresentanti dei pazienti provenienti da 12 Paesi.

divario tra pazienti integrati e persone senza diagnosi

Nel corso dell’intervento è stato evidenziato un divario enorme tra il numero di persone affette da demenza che vivono nelle comunità e quelle che non vengono diagnosticate. La parte definita come “maggioranza invisibile” non risulterebbe visibile né alla società né ai sistemi clinici e sanitari. L’obiettivo indicato è ridurre questa distanza, affinché le persone possano ricevere percorsi di cura e sostegno senza restare sole.

stigma e paura: il nodo da sciogliere per chiedere aiuto

Un passaggio centrale riguarda lo stigma della demenza. L’auspicio espresso è che le persone non abbiano più paura di rivolgersi al medico quando compaiono sintomi. In parallelo, viene sottolineata l’esigenza che famiglie e contesti di riferimento comprendano che la demenza è una malattia, non una conseguenza naturale dell’invecchiamento.

supporto post-diagnosi e informazione su percorsi e diagnosi

Bradshaw ha indicato che il sostegno post-diagnostico è un elemento essenziale. Secondo quanto riportato, garantire questo tipo di supporto consente di ridurre la paura, rafforzare la possibilità di comprensione e facilitare l’accesso a sistemi assistenziali già disponibili. Il focus comprende anche la necessità di chiarire come ottenere una diagnosi, a chi rivolgersi e quali passi compiere per attivare i servizi.

medici di base informati sui segnali e invio verso cure specializzate

Le indicazioni includono un coinvolgimento diretto dei medici di base. La richiesta è che ricevano informazioni utili a essere attenti a cambiamenti che potrebbero indicare la demenza, così da indirizzare rapidamente i pazienti verso cure specializzate.

informazioni, meno stigma e investimenti nei sistemi sanitari

Per accelerare il cambiamento, l’intervento ha richiamato tre esigenze: più informazioni, meno stigma e maggiori investimenti nei sistemi sanitari. La finalità dichiarata è evitare che, in Europa, le persone restino senza supporto e senza diagnosi.

monitoraggio 2023 e quadro eterogeneo tra i paesi

Nel contesto del Dementia Monitor 2023, Bradshaw ha spiegato che sono state consultate le associazioni affiliate per valutare cure, assistenza sanitaria e altri aspetti disponibili. Il risultato descritto è un quadro molto eterogeneo: in alcuni Paesi l’accesso a iniziative a misura di demenza sarebbe risultando ottimo, mentre l’accesso a tecniche diagnostiche avanzate appare molto limitato altrove.

strategia paneuropea per screening, diagnosi, trattamento e sostegno

La conclusione dell’intervento individua una direzione chiara: una strategia paneuropea per screening, diagnosi, trattamento, sostegno e assistenza. L’obiettivo è garantire che nessuno venga lasciato solo e che le persone possano accedere tempestivamente al supporto necessario.

Personaggi coinvolti menzionati:

  • Angela Bradshaw

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