Allenamento con i pesi allunga la vita: bastano 90 minuti a settimana secondo lo studio

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Allenamento con i pesi allunga la vita: bastano 90 minuti a settimana secondo lo studio

Un nuovo lavoro scientifico porta al centro dell’attenzione un aspetto spesso trascurato nella pianificazione dell’attività fisica: l’allenamento con i pesi come leva concreta per migliorare la salute e sostenere la longevità. Analizzando grandi quantità di dati raccolti nel tempo, lo studio evidenzia che inserire esercizi di forza nella routine settimanale si associa a benefici misurabili, con un profilo di efficacia legato soprattutto a una fascia precisa di durata. Il risultato non riguarda soltanto chi già pratica esercizio, ma anche chi sceglie di non limitarsi esclusivamente all’aerobica.

allenamento con i pesi e longevità: cosa dice lo studio

La palestra viene descritta come un contesto in grado di migliorare la salute e allungare la vita. Secondo i dati pubblicati sul British Journal of Sports Medicine, svolgere esercizi abbinati ai pesi per circa un’ora e mezza a settimana riduce il rischio di morte prematura. La ricerca si basa su un arco temporale di 30 anni e coinvolge le informazioni relative all’attività fisica di 147 mila persone.

Il lavoro è coordinato dal professor Edward Giovannucci, docente di nutrizione e epidemiologia presso la Harvard T.H. Chan School of Public Health. Un punto chiave emerge chiaramente: qualsiasi esercizio combinato ai pesi risulta utile, indipendentemente dal tempo complessivo dedicato all’allenamento nel suo insieme.

quanto allenamento con i pesi serve davvero: il “numero magico”

L’effetto positivo viene indicato come evidente rispetto a chi non utilizza macchinari o non solleva ghisa. In termini di impatto sulla longevità, la ricerca colloca gli allenamenti con i pesi anche in relazione ad attività come corsa, camminata ed esercizio aerobico in generale.

La parte più operativa dello studio riguarda la durata settimanale. I ricercatori individuano un intervallo associato a benefici più rilevanti: il vantaggio massimo si manifesta quando l’allenamento con i pesi oscilla tra 90 e 119 minuti a settimana. In termini pratici, l’ipotesi indicata è che 3 allenamenti da 40 minuti possano rappresentare un punto di equilibrio, pur senza definire un programma specifico.

benefici sulla salute: cardiovascolare e neurologico

Il lavoro attribuisce al training di forza un ruolo particolarmente rilevante nel ridurre il rischio di decesso legato a patologie specifiche. Viene riportato che lavorare sulla forza riduce il rischio di morte per patologie cardiovascolari, con riferimento all’infarto in primis, e per Alzheimer.

riduzione del rischio: percentuali legate alla durata

Nel dettaglio, l’intervallo ottimale (tra 90 e 119 minuti settimanali) è associato a una riduzione del 13% del rischio di morte prematura complessivo. Il dato sale al 19% considerando il rischio legato alle patologie cardiovascolari e raggiunge il 27% per quanto riguarda le malattie neurologiche.

Se la durata scende sotto i 90 minuti settimanali, il beneficio si riduce ma non scompare, anche nel caso in cui il tempo dedicato sia chiaramente inferiore. Aumentare oltre 119 minuti in sette giorni contribuirebbe ad aumentare volumi e massa muscolare, ma in termini di longevità non inciderebbe in modo ulteriore secondo le evidenze raccolte.

forza e aerobica insieme: il mix più efficace

Lo studio mette anche in relazione il lavoro con i pesi con l’esercizio aerobico. Le linee guida generali prevedono almeno 150 minuti a settimana di attività moderata, e viene ricordato che anche impegni più contenuti risultano utili per la longevità. L’analisi, però, sottolinea soprattutto il rapporto tra forza e rischio di morte.

Il contributo sembra aumentare quando all’allenamento con i pesi viene affiancata attività aerobica: il mix viene indicato come strategia in grado di ridurre al minimo la mortalità. La formulazione riportata attribuisce questo passaggio a Yiwen Zhang, coinvolto nello studio: “Questo mix riduce al minimo il rischio di mortalità”.

come sono stati raccolti i dati: corsa, camminata e pesi

Per costruire il risultato, i ricercatori hanno preso in considerazione un ampio insieme di studi confluiti in un database di quasi 150 mila persone da analizzare. I soggetti, nel corso dei 30 anni, hanno compilato questionari relativi alle proprie routine di allenamento.

attività considerate nella valutazione

Le informazioni includono sia attività aerobiche sia allenamenti di forza. Sul versante aerobico rientrano durata e frequenza di corsa, camminata, bicicletta e nuoto. Per la parte di forza vengono considerati gli allenamenti con macchinari e con pesi liberi, con conseguente valutazione dei dati rispetto ai decessi registrati nei successivi trent’anni.

modelli di analisi e soglia di efficacia

Le valutazioni sono state effettuate attraverso modelli complessi allo scopo di stimare l’associazione tra quantità di allenamento e mortalità nel tempo. Da tale analisi emerge la soglia indicata: tra 90 e 119 minuti settimanali come intervallo associato al beneficio più rilevante.

limiti dello studio e domande ancora aperte

Lo studio non stabilisce un rapporto causa-effetto e non chiarisce attraverso quale meccanismo l’allenamento con i pesi riduca il rischio di morte prematura. Pur in assenza di una spiegazione diretta, viene richiamata la possibilità che aumentare la forza migliori aspetti funzionali legati all’età.

possibili spiegazioni citate: forza, mobilità e salute metabolica

Le altre ricerche menzionate suggeriscono che essere più forti può migliorare la mobilità e contribuire alla prevenzione delle cadute con l’avanzare dell’età. La massa muscolare è collegata anche alla salute metabolica nel lungo periodo. Inoltre, l’esercizio di resistenza potrebbe sostenere la salute cerebrale tramite sostanze rilasciate nel flusso sanguigno che raggiungono il cervello e favoriscono processi associati al mantenimento della sua condizione nel tempo.

variabili ancora da chiarire

Restano questioni da approfondire per arrivare a indicazioni più precise sull’implementazione del lavoro di forza. Lo studio si interroga su quale struttura sia più efficace per raggiungere la soglia dei 90 minuti settimanali, ad esempio se siano preferibili 3 sessioni da 30 minuti oppure 6 allenamenti da 15 minuti. Altre domande riguardano l’opzione tra aumentare i carichi oppure utilizzare pesi più bassi per aumentare il numero di ripetizioni. Viene anche segnalata l’incertezza su quanto esercizi come push up o allenamenti con corpo libero possano essere comparabili a esercizi svolti con macchine e manubri.

Il riferimento conclusivo riportato attribuisce a Giovannucci la necessità di ulteriori ricerche per chiarire questi aspetti.

personaggi e figure citate nello studio

  • Edward Giovannucci
  • Yiwen Zhang
Categorie: NewsSalute

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