Acido in faccia, l’attacco durante un tentativo di rapina al figlio appena nato di yoane wissa ai mondiali

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Acido in faccia, l’attacco durante un tentativo di rapina al figlio appena nato di yoane wissa ai mondiali

Un gol all’esordio ai Mondiali 2026 ha cambiato il volto di una serata storica e ha portato alla ribalta il nome di Yoane Wissa. L’attaccante, protagonista di un pareggio 1-1 contro il Portogallo, ha firmato il primo gol nella Coppa del Mondo per la Repubblica Democratica del Congo, Paese che prima di questa edizione aveva partecipato soltanto nel 1974, quando la nazione era nota come Zaire. La storia sportiva del giocatore è inseparabile da una vicenda umana complessa, fatta di rinascita, determinazione e recupero dopo un’aggressione devastante.

yoane wissa: il primo gol mondiale della repubblica democratica del congo

Il debutto ai Mondiali 2026 della Repubblica Democratica del Congo si è acceso grazie a Yoane Wissa. L’attaccante del Newcastle ha realizzato la rete che ha consegnato alla sua nazionale un risultato fondamentale: 1-1 contro il Portogallo. Questo momento rappresenta un traguardo storico, perché si tratta del gol inaugurale del Paese in Coppa del Mondo.

La ricaduta sportiva dell’episodio è ancora più significativa perché il confronto è stato messo in relazione con una sfida di alto profilo, con la soddisfazione di riuscire a fermare il Portogallo di Cristiano Ronaldo, citato come punto di riferimento del match.

la crescita calcistica: dalla francia al professionismo

Nato in Francia nel 1996, Wissa ha iniziato la carriera in un contesto diverso dal calcio. Il percorso sportivo ha preso avvio con il rugby a 15, prima della scelta di passare al calcio con il ruolo di portiere. La trasformazione verso il professionismo ha richiesto una lunga fase di gavetta, con esperienze in competizioni di livello inferiore.

Le tappe fondamentali del periodo di formazione sono state nelle categorie francesi, con maglie indossate tra terza serie e ligue 2. Tra le squadre citate figurano Chateauroux, Angers, Laval e Ajaccio.

lorient e l’esplosione: 2018 e i numeri decisivi

L’accelerazione del rendimento di Wissa è arrivata con l’approdo al Lorient nel 2018. Nella stagione 2019/2020 la squadra ha vinto la Ligue 2 grazie anche a un contributo decisivo dell’attaccante, capace di segnare 15 gol.

l’aggressione con l’acido e la condanna: la ricostruzione dopo il trauma

La carriera di Wissa è stata segnata in modo profondo da un’aggressione con l’acido, alla quale è sopravvissuto. Il fatto è avvenuto nel luglio 2021, quando il congolese aveva appena concluso l’ultima stagione con il Lorient in Ligue 1 ed era prossimo a trasferirsi in Premier League al Brentford.

l’episodio: un tentativo di rapina contro il neonato

Una donna, entrata nella casa senza permesso dopo aver ricevuto un autografo nel pomeriggio, ha tentato di rapinare il bambino appena nato. L’aggressione è avvenuta con il lancio di acido in faccia, causando gravi ustioni agli occhi. Wissa ha rischiato la perdita della vista, con interventi medici tempestivi che hanno ridotto le conseguenze peggiori e favorito anche la salvaguardia del figlio.

La donna, riuscita a fuggire, il giorno successivo avrebbe ripetuto l’aggressione contro un’altra vittima, sottraendo un neonato poi ritrovato. La vicenda è arrivata in tribunale e si è conclusa con una condanna a 18 anni di prigione.

il racconto in tribunale: effetti, interventi e recupero

Durante il processo, Wissa ha descritto l’aggressione e le conseguenze immediate: apertura della porta, liquido lanciato in faccia, difficoltà respiratorie e indicazioni ricevute dai soccorsi per sciacquare gli occhi sotto la doccia. In ospedale sarebbe stato confermato che gli occhi erano ustionati e si sarebbe reso necessario sciacquarli con regolarità per mantenere il controllo del danno.

Secondo la testimonianza, è seguito un intervento chirurgico a entrambi gli occhi e una terapia con collirio da proseguire per il resto della vita. La completa ripresa della vista avrebbe richiesto circa sei mesi, con la precisazione che, senza un trattamento rapido, le conseguenze sarebbero state ben più gravi.

impatto emotivo e vita quotidiana dopo l’attacco

Nel racconto, Wissa ha collegato l’esperienza a un cambiamento profondo nella gestione della paura e della routine: panico al solo sentire un rumore, difficoltà a stare intorno a persone sconosciute, tendenza istintiva a guardare dietro durante il cammino e insonnia quando si resta da soli. Ha inoltre sottolineato il rapporto con i figli, che gli chiedono cosa sia successo alla faccia, ricordando che sono troppo piccoli per comprendere pienamente l’accaduto.

È stato anche menzionato l’aspetto psicologico: Wissa e sua moglie avrebbero dovuto seguire uno psicologo, mentre la moglie avrebbe sofferto di depressione. L’eventuale operazione proposta non sarebbe stata accettata, perché indicata come parte della propria storia personale.

la rinascita calcistica: brentford, newcastle e continuità in premier league

La ripartenza sportiva è descritta come un percorso di continuità. Da circa 5 anni Wissa è protagonista in Premier League, prima con il Brentford e poi con il Newcastle. In cinque stagioni con il Brentford avrebbe totalizzato 137 presenze e 45 gol.

Con il Newcastle, Wissa avrebbe segnato una rete con debutto anche in Champions League nella stagione più recente citata.

riconoscimenti dalla bocca di ex compagni e allenatori

Il percorso di determinazione viene collegato anche alle testimonianze raccolte nel tempo. L’ex allenatore del Lorient, Christophe Pelissier, a settembre 2025 alla BBC ha evidenziato la volontà di Wissa nonostante conseguenze fisiche e mentali, sottolineando che non si è mai arreso.

Secondo Pierre-Yves Hamel, ex compagno di squadra al Lorient, dopo l’attacco non ci sarebbe stato lamento e l’obiettivo sarebbe stato andare avanti, con il ritorno sul campo interpretato come una ricompensa per gli sforzi.

prestazione e significato storico: un premio per perseveranza e sacrifici

Nel quadro complessivo della vicenda, il primo gol della Repubblica Democratica del Congo ai Mondiali rappresenta il punto d’arrivo di un percorso costruito attraverso sacrifici e perseveranza. Il risultato ottenuto contro il Portogallo, oltre al valore tecnico della rete, conferisce al traguardo una dimensione simbolica legata alla possibilità di fermare una squadra di riferimento internazionale come quella guidata da Cristiano Ronaldo.

personaggi citati

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“Ho aperto la porta e mi ha lanciato dell’acido in faccia. Non riuscivo a respirare”: Yoane Wissa, l’eroe del Congo ai Mondiali, racconta quando cercarono di rapinare suo figlio appena nato

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