Abusi sessuali su figlia minorenne della compagna: condanna a 4 anni e mezzo a roma

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Abusi sessuali su figlia minorenne della compagna: condanna a 4 anni e mezzo a roma

Violenza e abusi protratti per anni, culminati in una condanna definitiva in sede giudiziaria. Le accuse hanno riguardato un uomo che, durante la convivenza con la madre della vittima, avrebbe tenuto condotte sessuali nei confronti della figlia minorenne, caratterizzate da palpeggiamenti, abbracci non richiesti e tocchi alle parti intime. Il caso si è concluso con la decisione dei giudici, dopo un percorso processuale che ha ricostruito dinamiche ripetute e un lungo periodo di silenzio della giovane.

condanna per violenza sessuale aggravata: 4 anni e mezzo

Il 3 giugno, i giudici della v sezione collegiale di piazzale clodio hanno condannato f.d.g. a quattro anni e mezzo di carcere. La responsabilità è stata contestata per violenza sessuale aggravata, con riferimento alle condotte consumate ai danni di una minorenne.

relazione e convivenza: l’ambiente in cui maturano gli abusi

Secondo la ricostruzione riportata, l’uomo, 49enne, intratteneva da diversi anni una relazione con la madre della ragazza, con la quale viveva insieme. Nel tempo, gli atteggiamenti avrebbero assunto un carattere sempre più intrusivo e molesto nei confronti della giovane, in un contesto di vicinanza quotidiana che avrebbe reso più complesso l’emergere delle violenze.

il 2022 come momento di rottura dopo anni di silenzio

La situazione avrebbe trovato un punto di svolta nel 2022, quando la compagna lo avrebbe sorpreso mentre metteva la mano destra al di sotto del pigiama della figlia. A quel momento la vittima, fino ad allora, avrebbe confidato quanto accaduto solo a un’amica, mantenendo il racconto all’interno di un perimetro limitato.

condotte descritte nelle carte del processo

Le accuse delineate nelle carte del processo fanno riferimento a costrizioni e atti sessuali descritti come subdoli e repentini. In più circostanze, mentre si trovavano sul divano, l’uomo avrebbe posto un braccio intorno alle spalle per poi arrivare alle parti intime. In cucina, invece, la ragazza sarebbe stata palpeggiata anche nonostante il tentativo di sottrarsi, fino a quando l’uomo non si sarebbe allontanato dirigendosi nella propria camera.

il perché del mancato racconto: senso di colpa e percezione della “normalità”

La giovane non avrebbe raccontato le molestie per timore delle conseguenze sulla madre. Sarebbe stato riferito che avrebbe temuto il senso di colpa e la possibilità che la relazione tra gli adulti potesse interrompersi a causa del suo parlare. Con il trascorrere del tempo, la ragazza avrebbe iniziato a comprendere che le attenzioni ricevute dall’uomo non erano affatto normali, pur continuando a subire le condotte.

conseguenze sulla salute: disturbi alimentari

Nel quadro emerso in sede processuale, è stato indicato che, per effetto delle violenze subite, la ragazza avrebbe sviluppato disturbi alimentari. Questi elementi hanno rappresentato un aspetto rilevante nella ricostruzione complessiva del danno e nella valutazione della gravità delle condotte.

richiesta della pm e posizione della parte civile

La sostituta procuratrice barbara trotta, nella requisitoria, avrebbe chiesto inizialmente sette anni di carcere per l’imputato, coerentemente con la ricostruzione degli episodi e con le ripercussioni riferite. Al termine del procedimento, l’avvocata di parte civile patrizia perugini ha espresso soddisfazione per l’esito, sottolineando la necessità che i minori possano vivere un’infanzia e un’adolescenza felice e protetta, con la tutela riconosciuta alle fasce più fragili.

nomi citati nel caso

  • f.d.g.
  • barbara trotta
  • patrizia perugini
  • maria (nome di fantasia)
Abusa per anni la figlia minorenne della compagna: 49enne condannato a quattro anni e mezzo di carcere a Roma
Categorie: Cronaca

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