Zapatero indagato: caso che mette in difficoltà il governo sánchez
José Luis Rodríguez Zapatero torna a catalizzare l’attenzione della stampa spagnola e internazionale, non per iniziative politiche recenti, bensì per accuse giudiziarie gravissime che lo riguardano direttamente. L’ex capo di governo, già al centro di scelte rilevanti durante il suo doppio mandato, viene ora indicato da un giudice spagnolo per presunti reati collegati al salvataggio pubblico di una compagnia aerea e a un presunto traffico di influenze. Il quadro dell’imputazione, articolato e dettagliato, ha innescato reazioni differenti all’interno della galassia progressista, mentre il processo si avvicina con una data fissata con precisione.
zapatero imputato: le accuse del giudice calama
José Luis Rodríguez Zapatero è stato convocato a comparire come indagato davanti a un tribunale spagnolo. L’iniziativa è legata alle accuse formulate dal giudice José Luis Calama dell’Audiencia Nacional di Madrid, che comprendono organizzazione criminale, falsità documentale e traffico di influenze. Per la prima volta nella storia democratica spagnola, un ex presidente del governo viene chiamato a comparire con questa formula.
La data dell’udienza è fissata per il 2 giugno. In base alla ricostruzione contenuta nelle 85 pagine dell’ordinanza, Zapatero viene descritto come il “vertice decisorio” di una struttura finalizzata a favorire un’operazione con fondi pubblici, attraverso relazioni istituzionali e meccanismi di mediazione.
accuse legate al salvataggio di plus ultra e alle indagini
L’indagine ruota attorno al salvataggio pubblico della compagnia aerea Plus Ultra, una low-cost caratterizzata da bilanci fragili e da legami ritenuti opachi con l’ambiente chavista venezuelano. Nel 2021, in piena pandemia, il governo di Pedro Sánchez concesse un sostegno straordinario tramite la SEPI, la holding delle partecipazioni statali spagnole.
Quella misura, fin dall’inizio, fu ritenuta controversa. La compagnia appariva piccola, con rotte considerate marginali e con una proprietà poco trasparente. L’opposizione parlò di salvataggio politicamente motivato, mentre le indagini presero avvio su segnalazione della Fiscalía Anticorrupción, attivata a sua volta da comunicazioni arrivate dalla Francia e dalla Svizzera.
Secondo l’impostazione del magistrato, Zapatero avrebbe facilitato l’erogazione dei fondi pubblici a Plus Ultra usando le proprie relazioni istituzionali, ricevendo in cambio commissioni quantificate in quasi due milioni di euro. Il pagamento sarebbe avvenuto tramite società intermediarie, inclusa una con sede a Dubai. Zapatero, dal canto suo, ha negato ogni addebito.
reazioni progressiste: lawfare, sospetti e distanza dalle accuse
Le prime reazioni nel campo progressista alla notizia dell’imputazione sono state molto simili tra loro: gran parte dell’interpretazione ha fatto riferimento al lawfare. Il termine, nato nella dottrina militare anglosassone, è entrato nel linguaggio politico latinoamericano e poi in quello spagnolo, indicando l’uso degli strumenti giudiziari in chiave strumentale e politicamente orientata per colpire avversari.
le prime parole di sumara, podemos e sinistra catalana
Già prima della disponibilità integrale del testo dell’ordinanza, diversi esponenti si sono mossi in quella direzione. Verónica Martínez, portavoce di Sumar al Congresso, ha parlato di “sospetti” sull’indagine. Ione Belarra, di Podemos, ha citato altri ex premier come Rajoy e Aznar (popolari) e González (socialista), sostenendo che avrebbero avuto “meriti maggiori” per finire sotto processo. Gabriel Rufián, di Esquerra Republicana de Catalunya, ha lanciato un avvertimento generico su “certi giudici” che farebbero politica.
frenata alleata e interrogativi sul traffico di influenze
Con l’evoluzione del caso, una parte degli alleati socialisti ha cambiato tono in modo evidente. Enrique Santiago, portavoce aggiunto di Sumar e segretario generale di Izquierda Unida, ha dichiarato che se somme di denaro fossero state incassate per gestioni politiche, allora si tratterebbe di un reato, aggiungendo l’invito a regolamentare l’attività degli ex presidenti.
interrogativo: lobbying e traffico di influenze
Rufián si è espresso in maniera critica, dicendo di essere “a pezzi” e ponendo una domanda che, secondo la ricostruzione delle reazioni, nessun altro alleato del governo aveva formulato apertamente: dove finisce il lobbying e dove comincia il traffico di influenze.
Movimiento Sumar, legato a Yolanda Díaz, ha scelto prudenza e ha evitato riferimenti diretti al lawfare. Águeda Micó, deputata di Compromís, dopo aver ipotizzato il giorno precedente una “guerra dei giudici”, ha ammesso che non sembra più così chiaro che si tratti di lawfare. Verónica Martínez, in seguito, ha smesso di rispondere alle domande dei giornalisti sull’argomento.
linea di sostegno a zapatero: la posizione di sánchez
Nel quadro delle reazioni, l’unico indirizzo rimasto costante è quello del presidente del governo. Solo Pedro Sánchez ha mantenuto una linea di piena solidarietà verso Zapatero. In Parlamento ha dichiarato: “Tutto il mio sostegno al Presidente Zapatero”.
pressioni giudiziarie sul governo: koldo e begona gomez
L’imputazione di Zapatero arriva in un momento in cui il governo Sánchez è già investito da molteplici procedimenti. Santos Cerdán, ex numero tre del PSOE, ha trascorso cinque mesi in carcere preventivo nel 2025 nel caso Koldo, legato a una trama di tangenti su appalti pubblici presso il ministero dei Trasporti, ed è ora a processo. Inoltre, Begoña Gómez, moglie del presidente, è prossima a giudizio con accuse di peculato e traffico di influenze, collegate a una cattedra universitaria e ai rapporti con un imprenditore privato.
In questo scenario, Zapatero viene presentato come una figura centrale anche per la dimensione politica: non un dirigente qualsiasi, ma il soggetto che avrebbe coperto politicamente Sánchez nelle fasi più difficili della sua leadership.
fuoco amico nel psoe: felipe gonzález tra critiche e distanza
Un elemento che emerge dalla cornice politica è l’accoglienza dell’imputazione anche in ambienti non riconducibili alla destra. Da tempo è indicata una posizione critica di Felipe González. L’ex premier socialista, descritto come protagonista storico legato all’ingresso della Spagna in NATO e in Europa, non ha nascosto l’ostilità verso Sánchez e negli ultimi anni ha moltiplicato le uscite pubbliche di critica su diversi aspetti, inclusa la gestione della crisi catalana, la legge di amnistia, la coalizione con Sumar e lo stile di governo.
Gli esponenti definiti felipisti, identificati come corrente interna del PSOE legata a una tradizione moderata e atlantista, avrebbero ritenuto non digeribile la “deriva identitaria” attribuita a Sánchez. Con Zapatero, ritenuto il principale sostenitore interno di Sánchez e anche un avversario all’interno della stessa area politica, colpito ora da un’accusa grave, la posizione dei felipisti viene descritta come ambigua: impossibilità di esultare apertamente e al contempo assenza di ragioni politiche per difendere entrambi.
elezioni in andalusia e contraccolpo politico sul governo
Secondo la ricostruzione dei tempi, l’imputazione di Zapatero giunge quarantotto ore dopo un’altra notizia negativa per Sánchez sul piano elettorale. Il 17 maggio si sono svolte le elezioni regionali in Andalusia, regione popolosa e storico feudo del socialismo spagnolo, poi passato al Partito Popular negli anni più recenti.
In tale tornata, il PSOE guidato dalla ministra delle Finanze María Jesús Montero, scelta da Sánchez come candidata di punta per provare a invertire la tendenza, ha ottenuto 28 seggi, il peggior risultato della storia del partito nella regione. Il PP guidato da Juanma Moreno ha conquistato 53 seggi, fermandosi a due dalla maggioranza assoluta. Vox ha ottenuto 15 seggi, configurandosi come probabile partner del governo regionale. Nella competizione, la sinistra radicale di Adelante Andalucía avrebbe superato la lista ufficiale di Sumar, approfondendo la crisi interna della coalizione governativa di Madrid.
Il piano originario per l’Andalusia prevedeva Zapatero come risorsa elettorale capace di mobilitare consenso nel sud. Il rischio rappresentato dall’imputazione avrebbe ridimensionato quella prospettiva.
quadro parlamentare e prospettive di sopravvivenza politica
Sul piano parlamentare, il governo mantiene per ora i numeri per proseguire e resistere, poiché l’opposizione non avrebbe la maggioranza per procedere a una sfiducia. La vicenda giudiziaria, insieme al contesto elettorale recente, contribuisce a definire un perimetro politico sotto pressione su più fronti.
principali figure citate nel caso
- José Luis Rodríguez Zapatero
- José Luis Calama
- Pedro Sánchez
- Verónica Martínez
- Ione Belarra
- Gabriel Rufián
- Enrique Santiago
- Águeda Micó
- Yolanda Díaz
- María Jesús Montero
- Juanma Moreno
- Santos Cerdán
- Begoña Gómez
- Felipe González
- Koldo
- Plus Ultra
