Vallanzasca raccontò il piano per rapire Marco van Basten e poi rinunciò per non favorire l Inter

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Vallanzasca raccontò il piano per rapire Marco van Basten e poi rinunciò per non favorire l Inter

Il nome di Renato Vallanzasca torna a intrecciarsi con la storia del calcio italiano grazie a un racconto emerso in un’intervista. Al centro c’è un piano mai realizzato legato al rapimento di Marco Van Basten, il fuoriclasse olandese che in quegli anni fece la fortuna del Milan, e a svelare i dettagli è Giampaolo Manca, indicato come il “Doge” della Mala del Brenta.

rapimento van basten: il piano di renato vallanzasca

Secondo quanto riferito da Giampaolo Manca, Vallanzasca avrebbe predisposto un piano per rapire Marco Van Basten e chiedere un riscatto. Il racconto specifica che la sorveglianza sarebbe durata mesi, con i suoi complici impegnati a pedinare l’attaccante.

Il progetto, però, non sarebbe stato portato a termine. Manca collega la rinuncia a un elemento personale: “Ci volevamo bene” e soprattutto la condivisione di un’appartenenza calcistica. La motivazione indicata è il tifo per il Milan, che avrebbe spinto Vallanzasca a desistere dal compimento del rapimento.

van basten e il milan: l’impatto tra fine anni ottanta e inizio anni novanta

Nel periodo descritto, Van Basten viene presentato come l’attaccante più forte al mondo. Il racconto ricorda che il giocatore vinse tre volte il Pallone d’Oro, portò il Milan a conquistare quattro scudetti e due Coppe dei Campioni, oltre ad altri otto trofei complessivi.

La scelta di non procedere viene ulteriormente collegata, nel racconto, a un’ultima motivazione: Vallanzasca avrebbe rinunciato perché non intendeva fare un favore all’Inter.

manca e la mala del brenta: dal carcere alla passione calcistica

La figura di Giampaolo Manca è legata a una lunga detenzione. Nel racconto emerge che ha trascorso metà della sua vita in carcere dopo aver contribuito a terrorizzare il Veneto con la Mala del Brenta, organizzazione descritta come protagonista di rapine, sequestri di persona, omicidi e traffico di droga e armi.

tifo milanista e fuga a milano

La passione calcistica compare anche in un episodio giovanile: Manca riferisce di essere stato costretto a fuggire da Milano perché ricercato dalla polizia, ma di aver comunque raggiunto lo stadio in modo nascosto.

Il racconto situa l’episodio nel giorno in cui San Siro ospitava la partita Milan-Cagliari. Manca dichiara di essere riuscito ad entrare di nascosto e di aver assistito alla gara, che finì 2-2 con una doppietta di Gigi Riva.

Un dettaglio rende l’episodio ancora più concreto: Manca riferisce la telefonata del fratello gemello Fabio, che avrebbe spiegato che la televisione lo aveva inquadrato allo stadio e che “adesso sanno tutti” della sua presenza a Milano.

docufilm “il doge: il ritratto di una redenzione” e messaggio finale

Oggi Manca, dopo aver scontato la pena, presenta “Il Doge: il ritratto di una redenzione”, un docufilm in bianco e nero che racconta la sua storia. Il messaggio che emerge dal racconto è definito e diretto: non è possibile pensare di ottenere tutto e subito, serve il sacrificio per arrivare a ciò che si desidera, e soprattutto non bisogna seguire una strada che conduce “dritta all’inferno”.

personaggi citati nel racconto

  • Giampaolo Manca
  • Renato Vallanzasca
  • Marco Van Basten
  • Silvio Berlusconi
  • Gigi Riva
  • Fabio (fratello gemello di Giampaolo Manca)
Manca: “Vallanzasca mi confessò il suo piano per rapire Marco Van Basten. Rinunciò per non favorire l’Inter”

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