Valditara contro tutti dopo la gaffe su mattarella: bullismo mediatico per un lapsus banale

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Valditara contro tutti dopo la gaffe su mattarella: bullismo mediatico per un lapsus banale

Una dichiarazione diventata rapidamente bersaglio di polemiche e ironie, fino a trasformarsi in “bullismo mediatico”. Il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara interviene sulla vicenda legata a una gaffe ricordata in occasione di un incontro di campagna elettorale ad Avellino, ricostruendo la dinamica dell’errore e contestando l’attenzione riservata al caso rispetto ai temi politici e istituzionali.

giuseppe valditara: “lapsus” e critica al bullismo mediatico

Nel corso della trasmissione Il caffè della domenica, condotta da Maria Latella su Radio24, Valditara definisce la propria uscita come un “lapsus molto banale”. Le parole vengono inquadrate come effetto di un “bias di ancoraggio” e di un “trascinamento del pensiero”, con l’obiettivo di spiegare come l’errore sia nato senza intenzioni.

Il ministro si dice “francamente stupefatto” per il rilievo dato da alcuni giornali alla dichiarazione. Il punto centrale della contestazione è che si sarebbe trattato di un episodio isolato, trasformato invece in oggetto di una narrazione amplificata: “Evidentemente si è trattato di un caso di bullismo mediatico”.

la gaffe su sergio mattarella e piersanti mattarella

La vicenda prende avvio dal racconto del ministro a margine di un evento di campagna elettorale, svolto al cinema Partenio di Avellino. In quella circostanza Valditara richiama una “foto drammatica” attribuendo al presidente Sergio Mattarella un episodio in cui prende in braccio suo fratello Piersanti, assassinato dalle Brigate rosse, con l’ulteriore indicazione che “lo tirava fuori dalla macchina”.

Secondo quanto ricostruito, l’errore riguarda la confusione tra due fatti: viene indicato infatti che Piersanti Mattarella, ucciso nel 1980, sarebbe stato vittima di un omicidio riconducibile alla mafia, non a un attentato brigatista. Lo strafalcione, una volta circolato, diventa virale e alimenta ironie sui social.

valditara: “se ne parla solo per il lapsus, siamo scesi in basso”

Valditara amplia la critica all’attenzione mediatica concentrata sulla gaffe. Il ministro sottolinea che, se la discussione pubblica finisce per ridursi al “lapsus del ministro” in occasione dell’inaugurazione di una scuola, ciò comporta un ribaltamento sproporzionato del focus: “Se… ci si riduce a parlare del lapsus del ministro… facendone un processo… francamente vuol dire che siamo scesi molto in basso”.

Nel passaggio successivo, Valditara richiama alcuni argomenti che ritiene dovrebbero avere maggiore spazio: successi dell’Italia, crollo della dispersione scolastica, riforme in grado di garantire prospettive occupazionali ai giovani e competitività alle imprese.

un ministro può sbagliare: conclusione tra fastidio e richiesta di chiusura della polemica

La chiusura dell’intervento è affidata a un ragionamento identitario e pragmatico. Valditara afferma che “un ministro è un uomo” e che come “tutti gli uomini può anche sbagliare”. Viene citata l’esistenza di “dinamiche psicologiche” come cornice generale degli errori.

Il ministro distingue poi tra errore per ignoranza e banale lapsus, ribadendo la volontà di mettere fine alla discussione: “Non voglio neanche più sentire parlare di questa storia”. L’istanza dichiarata è quella di non alimentare polemiche: “non mi interessa fare polemiche”. Valditara conclude indicando che continuerà a lavorare per la scuola italiana e per i giovani, invitando chi desidera polemizzare a farlo liberamente, lasciando intendere che la questione non rientra tra le priorità operative.

Conduttore: Maria Latella.

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