Valditara cancella spinoza e marx licei: 60 prof insorgono
Una riforma che impone nuove indicazioni nazionali per i licei e che, nella percezione di una parte del mondo accademico, finirebbe per ridisegnare in modo rilevante l’impianto dello studio filosofico. Al centro della contestazione figurano sia il nodo legato ai Promessi sposi, sia l’insieme di scelte che interessano autori e percorsi disciplinari: esclusioni, riduzioni e una redistribuzione dei contenuti che ha acceso un confronto acceso, culminato in una petizione online.
petizione su Change.org: adesioni e struttura dell’appello
La protesta ha preso forma attraverso una petizione pubblicata su Change.org, arrivata finora a oltre 3mila adesioni. Un elemento ulteriore di rilevanza riguarda le firme di 60 professori provenienti da diverse parti d’Italia, tra cui Massimo Cacciari, indicato come figura già attiva in politica locale e con un ruolo accademico e universitario.
massimo cacciari e il coinvolgimento dei professori
Nella cornice dell’appello compare la sottoscrizione di docenti universitari e professori di filosofia. Tra i nominativi citati risulta Massimo Cacciari, descritto come già sindaco di Venezia, professore presso Cà Foscari e preside della facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Le firme, secondo la ricostruzione dell’appello, provengono da un’ampia rete di docenti.
indicazioni nazionali per i licei: promessi sposi e filosofia al centro della critica
Il caso dei Promessi sposi riguarda l’indicazione secondo cui, con le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, il romanzo manzoniano non verrebbe più studiato al secondo anno di Liceo, come avverrebbe invece negli assetti precedenti. Parallelamente, la contestazione si estende all’impostazione complessiva dello studio della filosofia nelle scuole superiori, ritenuta oggetto di scelte considerate “gravi” anche in base al fatto che i contenuti sarebbero presentati in forma esemplificativa e non vincolante.
esclusioni e riduzioni di autori: spinoza, marx, kant e altri nomi contestati
La petizione sostiene che l’elenco proposto nelle indicazioni darebbe luogo a una drastica riscrittura del canone degli autori. Tra i passaggi più contestati figurano l’esclusione di autori indicati come imprescindibili per la tradizione razionalista e materialista e per il pensiero critico. Nello specifico, la critica cita:
- Spinoza escluso dalla lista degli autori;
- Leibniz presente solo con un riferimento relativo a un Leibniz definito “logico”, con riferimento alle Linee guida per il Liceo Classico;
- Marx escluso;
La contestazione riguarda anche l’impostazione di alcuni nodi della filosofia politica moderna e la riduzione di figure decisive per la continuità del percorso storico-critico.
filosofia politica moderna: hobbes, locke e rousseau trattati in modo ritenuto superficiale
Secondo la petizione, il tema di Hobbes, Locke e Rousseau sarebbe affrontato in modo non adeguato: le linee guida, nel richiedere lo studio di “almeno uno” tra i tre, suggerirebbero implicitamente di non approfondire le diverse opzioni che avrebbero contribuito alla costruzione della razionalità politica moderna.
kant e il criticismo: riduzione a “idea di critica”
Un ulteriore punto di scontro riguarda Kant. La petizione afferma che lo studio del pensatore sarebbe limitato alla sola “idea di critica”, con la conseguenza di un rimaneggiamento dello studio del criticismo in molteplici aspetti, includendo anche quelli morali e storico-politici.
fichte e schelling: scomparsa della filosofia classica tedesca
La critica include anche l’ignorare Fichte e Schelling, con l’effetto di ritenere “sradicata” la filosofia classica tedesca dal panorama del pensiero moderno. La contestazione sottolinea che la rimozione riguarderebbe un passaggio centrale della tradizione filosofica.
sostituzioni e approccio tematico: “filosofia italiana dell’ottocento” e neo-idealismo citati
Nel testo dell’appello viene riportata l’idea che alle esclusioni contestate farebbe seguito la proposta di una “filosofia italiana dell’Ottocento”, oltre al riferimento al “neo-idealismo crociano e gentiliano”. La critica precisa che il recupero del neo-idealismo sarebbe indicato come astratto dalle radici storiche, richiamando in particolare la tradizione del marxismo italiano e la critica ad essa collegata attribuita a Gramsci.
mancata consultazione del mondo della scuola
La petizione sostiene inoltre che tali scelte siano state elaborate senza un confronto con il mondo della scuola. Nel testo viene descritto un processo di definizione basato su un numero limitato di consultazioni, senza una discussione ampia e diffusa, con l’obiettivo di far emergere un metodo giudicato verticistico e associato a un risultato ritenuto regressivo.
studio del novecento ridotto: compressione e spostamento verso l’attualità
Un altro passaggio della contestazione riguarda l’ulteriore compressione dello studio del Novecento. L’appello sostiene che nuove linee guida finirebbero per peggiorare una situazione già complessa, poiché lo studio del “secolo breve” viene descritto come spesso sacrificato da programmi non capaci di ricomprenderne tratti caratterizzanti e decisivi. Nella ricostruzione della petizione, l’esito sarebbe una scelta di priorità che comprimerebbe il diciannovesimo e soprattutto il ventesimo secolo, a favore di uno sguardo approssimativo sulla più stretta attualità.
proposta di discussione e richiesta di ritiro delle linee guida
La petizione presenta la richiesta di apertura di una discussione autenticamente democratica sul tema. L’invito rivolto ai soggetti coinvolti mira a favorire un confronto tra docenti, studenti e società di settore. Il testo definisce come obiettivi concreti la richiesta di ritiro delle linee guida e l’elaborazione di una proposta alternativa considerata davvero condivisa da tutti gli attori del mondo della scuola e dell’università, con impegno distinto per ruolo e possibilità.
personaggi citati nella petizione
Tra i nominativi menzionati compaiono figure con incarichi pubblici e ruoli accademici:
- Massimo Cacciari
- Gramsci
