Tumore al seno, quando si può curare senza chemioterapia e in quali casi
Le cure per il tumore al seno stanno vivendo un cambiamento concreto e misurabile: non si tratta di una promessa futura, ma di un’evoluzione già applicata nella pratica clinica. Grazie alla medicina di precisione e ai test genomici, una parte delle pazienti riesce a seguire percorsi terapeutici che non includono necessariamente la chemioterapia, con l’obiettivo di aumentare efficacia delle cure e qualità di vita.
medicina di precisione e test genomici: ridisegnare le cure del tumore al seno
Secondo quanto dichiarato dal direttore del centro integrato di senologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, Gianluca Franceschini, la trasformazione in corso riguarda soprattutto la capacità di personalizzare il trattamento. Il riferimento centrale è alla possibilità di analizzare i geni tumorali tramite i test genomici e, in specifici scenari clinici, valutare se la chemioterapia possa essere realmente utile oppure se possa essere evitata.
tassi di sopravvivenza: miglioramenti legati a diagnosi precoce e cure più mirate
Nel commentare l’evoluzione della prognosi, Franceschini collega il miglioramento dei risultati a due fattori principali: diagnosi precoce e perfezionamento delle cure. Il quadro complessivo viene descritto con un dato indicativo di sopravvivenza intorno al 90% a 5 anni dalla malattia.
All’interno di questo progresso, la medicina di precisione viene presentata come elemento decisivo perché, attraverso i test genomici, consente di distinguere meglio le caratteristiche del tumore e di scegliere il trattamento più appropriato.
ormono-responsivo e oltre il 70% dei casi: come cambia il percorso terapeutico
Le informazioni riportate sul sito del Policlinico Gemelli riguardano in particolare il tumore al seno ormono-responsivo, che costituisce oltre il 70% dei casi. Per questo gruppo, la medicina di precisione viene indicata come uno strumento capace di modificare il percorso di cura delle pazienti.
La nuova impostazione si basa su analisi genomiche che misurano l’attività di 21 geni del tumore. Questo approccio rende possibile comprendere chi necessita davvero della chemioterapia e chi, invece, può essere trattata in sicurezza con la sola ormonoterapia.
evitare la chemioterapia: dalla logica preventiva ai trattamenti più selettivi
Franceschini evidenzia che, in passato, in alcune pazienti la chemioterapia veniva talvolta eseguita anche con finalità preventiva. Oggi, grazie alla disponibilità dei test, la chemioterapia può essere evitata quando non risulta necessaria, riducendo l’esposizione a trattamenti aggressivi.
La conseguenza attesa, nel quadro descritto, è un miglioramento della qualità di vita delle pazienti, attraverso una scelta terapeutica più aderente alle caratteristiche del tumore.
figure citate
- Gianluca Franceschini