Trump annuncia tregua in ucraina 9 all’11 maggio: cosa cambia e quali rischi restano

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Trump annuncia tregua in ucraina  9 all’11 maggio: cosa cambia e quali rischi restano

Donald Trump ha annunciato una tregua di tre giorni nella guerra tra Russia e Ucraina, prevista dal 9 all’11 maggio. L’obiettivo dichiarato è legato alle celebrazioni russe per la vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, con una pausa delle ostilità accompagnata anche da uno scambio di prigionieri.

cessate il fuoco trump 9-11 maggio e scambio 1.000 prigionieri

Secondo quanto comunicato dal presidente statunitense su Truth, il cessate il fuoco entrerà in vigore dal 9 maggio fino all’11 maggio. Nel messaggio, Trump ha indicato che la tregua includerà lo scambio di mille prigionieri per ciascun Paese.

Trump ha inoltre affermato di aver chiesto personalmente a Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky l’attuazione della misura, presentandola come un possibile avvio verso la fine di una guerra definita lunga e estremamente dura.

zelensky conferma accordo russo e richiesta agli Stati Uniti

La conferma è arrivata da Zelensky, che ha collegato il valore dell’intesa alla possibilità di far tornare a casa i prigionieri ucraini. Il presidente ucraino ha indicato che, nel quadro del processo negoziale con mediazione statunitense, è stato ottenuto l’accordo per uno scambio di mille contro mille.

Zelensky ha poi ringraziato Trump e il suo team, aggiungendo l’aspettativa che gli Stati Uniti possano garantire che gli impegni vengano rispettati dalla parte russa.

tregua russa dell’8 maggio e battute d’arresto parziali

Prima dell’annuncio di Trump, Mosca aveva proclamato in modo unilaterale una tregua per la giornata dell’8 maggio, richiamandosi alla vittoria sul nazifascismo. Dalle informazioni disponibili, gli attacchi non si sono fermati del tutto, anche se risulta una riduzione sensibile dell’intensità.

droni in territorio russo e monito lavrov sulla sfilata

Dopo il sorvolo di decine di droni ucraini anche sulla capitale russa, il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha ribadito il monito lanciato nei giorni precedenti: qualora venisse colpita la sfilata, la Russia colpirà Kiev “senza pietà”.

contestazioni ucraine e dati sull’attacco con droni

Zelensky ha accusato la Russia di non aver rispettato la tregua nella pratica, sostenendo che non ci sarebbe stato nemmeno un gesto simbolico di cessate il fuoco sul fronte. Secondo l’Aeronautica di Kiev, la Russia avrebbe lanciato 67 droni d’attacco a lunga distanza contro l’Ucraina, con un numero descritto come il più basso da un mese a questa parte.

risposta russa, intercettazioni e chiusure aeroportuali

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver risposto “in modo simmetrico” alle violazioni attribuite all’Ucraina. Secondo Mosca, a partire dall’entrata in vigore della tregua, alla mezzanotte tra giovedì e venerdì, sono stati intercettati oltre 400 droni ucraini su diverse regioni russe.

Inoltre, tredici aeroporti nel sud della Russia sono stati temporaneamente chiusi al traffico dopo che un drone avrebbe colpito un edificio del controllo del traffico aereo a Rostov sul Don. Nel frattempo, fonti locali filorusse riportano anche la morte di un uomo e della sua figlia di 15 anni in un attacco di droni ucraini nella parte della regione di Kherson occupata dalle truppe di Mosca.

Negoziati sullo sfondo e ruolo di mediazione Usa e Ue

Prima dell’annuncio di Trump, è tornato a circolare in modo graduale il tema dei negoziati. La capacità di mediazione degli Stati Uniti, secondo le ricostruzioni, sarebbe passata in secondo piano dall’inizio della nuova guerra nel Golfo Persico.

visita a Kiev tra primavera ed estate e prudenza sul rispetto dei tempi

Zelensky ha dichiarato di attendersi una visita di rappresentanti del presidente Trump a Kiev “a cavallo tra primavera e estate”, dopo una missione negli Stati Uniti del negoziatore ucraino Rustem Umerov.

Da Roma, il segretario di Stato Marco Rubio ha espresso un avvertimento: l’impegno negoziale non deve trasformarsi in perdita di tempo nel caso in cui gli sforzi non producano risultati.

dialogo Ue-Russia, posizione europea e replica del Cremlino

Giovedì, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, aveva ipotizzato l’apertura di un dialogo tra l’Ue e la Russia per la sicurezza e per l’architettura della futura pace. A tale linea si è opposto il portavoce del Cremlino, Dmitry, affermando che il confronto potrà procedere solo nella misura in cui anche gli europei lo faranno, richiamandosi a quanto già sostenuto da Putin: dopo le posizioni assunte dagli europei, Mosca non avrebbe intenzione di avviare contatti.

accordo potenziale e impatto sull’evoluzione dello scenario

Il quadro resta legato all’effettiva applicazione delle intese annunciate da Trump e alle risposte sul campo tra le parti. La combinazione tra cessate il fuoco, scambio di prigionieri e riemersione dei contatti diplomatici potrebbe contribuire ad accelerare gli sviluppi, mantenendo allo stesso tempo aperte incognite sul rispetto delle condizioni previste.

personaggi e rappresentanti citati

  • Donald Trump
  • Vladimir Putin
  • Volodymyr Zelensky
  • Serghei Lavrov
  • Rustem Umerov
  • Marco Rubio
  • Antonio Costa
  • Dmitry (portavoce del Cremlino)
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