Tremori parkinson stop senza bisturi: 10 pazienti curati con ultrasuoni a napoli
La terapia a ultrasuoni guidata da risonanza magnetica sta ridefinendo le possibilità di trattamento per disturbi del movimento come il Parkinson resistente ai farmaci e il tremore essenziale. Al Policlinico universitario Vanvitelli di Napoli, la tecnologia è stata applicata ai primi pazienti e i risultati descritti indicano un recupero dell’autonomia funzionale con una riduzione del tremore compresa tra l’80 e il 100%, con effetti riferiti come immediati e stabili nel tempo nella maggior parte dei casi. Un passaggio importante per il Sud, dove l’ospedale risulta tra i primi a dotarsi della versione aggiornata del sistema.
terapia a ultrasuoni guidata da risonanza magnetica: perché è rilevante nel parkinson e nel tremore
Il nuovo trattamento riguarda pazienti con tremori invalidanti dovuti a Parkinson farmacoresistente e tremore essenziale. Il punto centrale è la possibilità di intervenire senza bisturi né procedure invasive come la stimolazione cerebrale profonda, che prevede l’impianto di elettrodi nel cervello. La tecnologia descritta consente di agire su aree cerebrali molto piccole, con un controllo guidato dalla risonanza magnetica per aumentare precisione e appropriatezza clinica.
i primi 10 pazienti trattati al policlinico vanvitelli di napoli
Tra i primi destinatari della procedura figurano 10 pazienti, con 8 provenienti dalla Campania e 2 da fuori regione. Secondo le informazioni riportate, il gruppo comprende 4 persone con Parkinson e 6 con tremore essenziale. Il trattamento viene collocato tra la fine di novembre e il periodo successivo fino alla data di comunicazione, con osservazioni cliniche dell’effetto e indicazioni sul recupero dell’autonomia funzionale.
effetti riferiti: recupero immediato dell’autonomia e riduzione del tremore
Nei primi casi, la risposta terapeutica descritta associa un recupero dell’autonomia funzionale con effetto immediato a una riduzione del tremore nell’intervallo 80-100%. È presente anche un’eccezione: in un singolo caso la risposta è indicata tra 40-50%, comunque considerata clinicamente rilevante. Il quadro complessivo viene presentato come risultato del binomio tra ricerca e assistenza, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita.
come funziona il “caschetto anti-tremore” nel trattamento
Il sistema operativo del trattamento si basa sull’uso di un caschetto indossato dal paziente durante la sessione in scanner per risonanza magnetica. Il dispositivo è descritto come dotato di oltre mille sorgenti ultrasoniche e orienta gli ultrasuoni verso una porzione molto ristretta del cervello coinvolta nei disturbi del movimento. L’obiettivo indicato è la “necrotizzazione” dell’area responsabile del tremore, con un risultato che viene riferito come immediato e duraturo nel tempo.
azione controlaterale e durata della procedura
La modalità di intervento viene definita controlaterale: il bombardamento applicato sull’emisfero cerebrale destro si associa al miglioramento del tremore a sinistra, e viceversa. L’intervento ha una durata media di 3-4 ore. Durante la procedura il paziente risulta sveglio e vengono eseguiti controlli in tempo reale, finalizzati a evidenziare un beneficio motorio immediato.
selezione dei pazienti e follow-up: risultati fino a cinque anni
L’accesso alla terapia viene presentato come limitato a soggetti selezionati attraverso un rigoroso processo di screening. I dati di follow-up riportati indicano che, sia nei pazienti con Parkinson sia in quelli con tremore essenziale, il controllo dei sintomi resta significativo anche dopo 5 anni. Viene evidenziata la possibilità di una parziale ricomparsa dei sintomi collegata alla progressione naturale della malattia.
ripetibilità della procedura in base alla valutazione clinica e radiologica
Nei casi in cui si verifica una ricomparsa parziale dei sintomi, la documentazione descrive la possibilità di ripetere la procedura dopo una valutazione clinica e radiologica accurata.
estensione delle indicazioni: rigidità e rallentamento motorio nel parkinson
Le informazioni disponibili riportano anche evoluzioni tecniche e selezione di bersagli terapeutici differenziati. In particolare, vengono segnalati benefici motori in pazienti con forme di Parkinson prive di tremore, caratterizzate invece da rigidità e rallentamento motorio prevalenti da un lato del corpo. Questa estensione dell’ambito clinico viene descritta come un’opzione utile quando la terapia farmacologica non è più sufficiente, con un consolidamento progressivo nella pratica.
vanvitelli nel sud: primo ospedale con la tecnologia aggiornata
Il Policlinico universitario Vanvitelli viene indicato come primo ospedale nel Sud a dotarsi della tecnologia in una versione aggiornata. L’approccio, tramite il caschetto nello scanner per risonanza magnetica, permette di colpire in modo preciso aree cerebrali responsabili dei disturbi del movimento. La tecnologia viene collegata a miglioramenti in sicurezza e appropriatezza clinica, oltre che a un impatto positivo sulla qualità della vita.
ricerca traslazionale, programmi scientifici e formazione
Viene riportata anche l’idea di un impiego della tecnologia per stimolare nuove prospettive di ricerca traslazionale e clinica, con lo sviluppo di programmi scientifici avanzati nell’area delle patologie neurologiche e neurodegenerative. Sono menzionati inoltre percorsi formativi qualificanti per studenti, specializzandi e giovani ricercatori.
finanziamento e copertura regionale: il trattamento nei pazienti selezionati
L’acquisizione dell’apparecchiatura viene attribuita all’impiego di fondi regionali e al lavoro coordinato delle componenti aziendali con gli uffici regionali competenti. La Campania viene indicata come unica regione del Mezzogiorno e tra le poche a livello nazionale in grado di offrire il trattamento efficace in tutti i pazienti selezionati.
testimonianza di mauro sellitto: recupero delle attività quotidiane
Una testimonianza concreta viene riportata da Mauro Sellitto, 72 anni, ingegnere di Caserta. La descrizione attribuisce al trattamento a ultrasuoni guidato da risonanza magnetica la scomparsa del tremore dal lato destro e un ritorno dell’autonomia: è indicato che è tornata la possibilità di guidare l’auto, farsi la barba, scrivere a mani libere e usare le posate per mangiare. Il risultato viene presentato come un cambiamento significativo rispetto all’autonomia compromessa dalla malattia.
personaggi citati nel racconto
- Mauro Sellitto
- Alessandro Tessitore
- Gianfranco Nicoletti
- Manlio Barbarisi
- Mario Cirillo
- Mario Iervolino