Tigli di belluno salvati consiglio di stato: cosa cambia per la tutela
Un gruppo di tigli a Belluno, in via Feltre, è riuscito a evitare l’abbattimento all’ultimo momento. A bloccare l’operazione è intervenuto un decreto arrivato in extremis da Roma, sospendendo temporaneamente la procedura che il Comune aveva già programmato per lunedì 1 giugno.
La vicenda si inserisce in mesi di mobilitazione cittadina e nelle decisioni giudiziarie che hanno accompagnato il progetto di riqualificazione urbana, culminando in una richiesta urgente rivolta al Consiglio di Stato.
decreto del consiglio di stato blocca l’abbattimento dei tigli a belluno
Per circa ottantina di tigli in via Feltre, la sospensione dell’abbattimento è stata disposta grazie a un provvedimento giunto da Roma. La misura ha fermato, al momento in via temporanea, un intervento già calendarizzato dall’amministrazione comunale.
La decisione è stata adottata dal presidente della Quarta Sezione del Consiglio di Stato, Vincenzo Neri, che ha considerato la situazione caratterizzata da estrema gravità e urgenza. Nel provvedimento è stata inoltre indicata la presenza di un pregiudizio derivante dall’abbattimento degli alberi, ritenuto tale da rendere l’esito irreversibile se l’operazione fosse stata eseguita entro la data fissata.
procedura d’urgenza contro il calendario comunale
L’istanza che ha ottenuto la sospensione è stata promossa dall’associazione Italia Nostra, assistita dagli avvocati Federico Mazzei e Laura Polonioli. L’intervento ha seguito una procedura d’urgenza presentata al Consiglio di Stato, con l’obiettivo di bloccare l’operazione già indicata dal Comune.
Il magistrato romano ha scelto di adottare la decisione senza il contraddittorio delle parti, facendo riferimento alla pendenza del ricorso in appello e alla necessità di intervenire rapidamente per evitare che l’abbattimento trasformasse il danno in irreparabile.
perché la decisione è arrivata così tardi e così rapidamente
Il Comune aveva già fissato il momento dell’operazione per lunedì 1 giugno. A fronte di questa scadenza ravvicinata, l’azione legale si è concentrata su un blocco immediato, inviando a Roma un ricorso d’urgenza quando la nuova data per il taglio veniva comunicata dal municipio.
tigli di via feltre: mobilitazione e tappe giudiziarie
La storia degli alberi di via Feltre a Belluno è al centro da mesi dell’attenzione locale, con una mobilitazione popolare e manifestazioni che hanno coinvolto esponenti dell’area ambientalista. In alcune occasioni, persone appartenenti al mondo ambientalista si sono incatenate agli alberi durante eventi descritti come tranquilli e pacifici.
Oltre alla dimensione sociale, la vicenda ha seguito una linea giudiziaria composta da più passaggi.
aprile: avvio del taglio di una prima parte
Ad aprile il Comune di Belluno aveva avviato il taglio di una prima parte delle piante lungo la strada coinvolta da un processo di riqualificazione urbana.
Nel quadro del progetto viene richiamata una donazione di tre milioni di euro da parte di un cittadino, finalizzata a una serie di interventi, tra cui la sistemazione dei marciapiedi e la realizzazione di una pista ciclabile. All’interno di questo percorso, l’operazione comporterebbe la scomparsa dei tigli.
30 aprile: prima sospensiva al tar del veneto
Davanti a tali sviluppi, Italia Nostra Belluno e Onda (Organismo nazionale difesa alberi) si sono rivolti al Tar del Veneto. Il 30 aprile è stata ottenuta una prima sospensiva che ha interrotto temporaneamente la procedura.
tar: via libera al progetto e ricorso in appello
La successiva evoluzione si è materializzata nella decisione intervenuta circa una settimana fa: il Tar ha dato ragione al Comune, respingendo la sospensiva e consentendo la prosecuzione del progetto.
Secondo la ricostruzione della vicenda, il Comune e la provincia di Belluno risultavano inoltre coinvolti insieme alla società Servizi Integrati Bellunesi. Gli ambientalisti hanno quindi presentato ricorso al Consiglio di Stato, muovendosi nell’ambito di un procedimento in appello contro la sentenza del Tar.
motivazioni e impatto atteso: rischio di danno irreparabile
La sospensione disposta a Roma è collegata al rischio connesso all’esecuzione dell’abbattimento entro la data prevista. Se i tigli fossero stati tagliati, il danno sarebbe diventato irreparabile, perché gli alberi oggetto della misura non sarebbero più stati presenti.
Le ragioni citate nell’impianto decisorio riguardano urgenza, gravità e pregiudizio. Nel contesto descritto, viene anche richiamato quanto la popolazione stia già sperimentando lungo via Feltre, in relazione alla mancanza di un congruo numero di alberi.
Personaggi e soggetti citati
- Vincenzo Neri, presidente della Quarta Sezione del Consiglio di Stato
- Federico Mazzei, avvocato
- Laura Polonioli, avvocata
- Giovanna Cenier, Italia Nostra


