Tecnologie green cinesi limiti agli inverter per l’energia solare rischio blackout e attacchi alle infrastrutture
L’Europa stringe il controllo su componenti fondamentali degli impianti a energia solare, puntando a rafforzare la sicurezza digitale delle infrastrutture energetiche. La Commissione europea ha deciso di limitare l’impiego di inverter provenienti da Paesi considerati ad alto rischio nei progetti finanziati con fondi del Vecchio continente. La misura nasce dall’esigenza di ridurre i rischi legati ad attacchi informatici e alla vulnerabilità della rete elettrica, con un impatto potenziale rilevante sull’economia dei progetti rinnovabili.
limiti agli inverter made in china per la sicurezza cyber negli impianti solari
Gli inverter sono dispositivi impiegati negli impianti fotovoltaici per convertire la corrente prodotta dai pannelli solari in energia utilizzabile dalla rete elettrica. La decisione europea riguarda la presenza di inverter provenienti da Paesi ritenuti ad alto rischio, includendo cina, russia, corea del nord e iran, con la specifica che solo pechino detiene una presenza significativa nel mercato degli inverter.
Il provvedimento è stato adottato dal Collegio il primo aprile e verrà applicato tramite orientamenti interni ai servizi della Commissione. L’azione si fonda su prove sufficienti, secondo quanto indicato dall’Unione europea, e mira a prevenire che specifiche componenti possano diventare un vettore per minacce informatiche legate a infrastrutture critiche.
quali rischi informatici e perché la dipendenza diventa un problema
La Commissione europea inquadra i limiti come intervento di sicurezza economica, sottolineando che non si tratta di uno strumento di negoziazione né di una politica industriale, secondo quanto riportato da un funzionario europeo.
Secondo l’analisi presentata dalle autorità, emergono due rischi principali:
- vulnerabilità informatiche, con possibile esposizione a attacchi remoti o a componenti considerate a rischio.
- dipendenza crescente da fornitori di un singolo Paese, che può trasformarsi in un collo di bottiglia e diventare così più facilmente sfruttabile.
L’intelligence degli Stati membri sostiene che alcuni Paesi terzi potrebbero riuscire a compromettere infrastrutture critiche europee, arrivando fino a provocare blackout attraverso dispositivi legati alla gestione e all’immissione in rete dell’energia prodotta.
impatto sui finanziamenti Bei e scadenze del periodo transitorio
La portata potenziale della misura viene descritta come molto rilevante per il settore. I progetti della banca europea per gli investimenti (bei) nel comparto energetico ammontano a circa 17 miliardi di euro e coprono una quota significativa della capacità di energia rinnovabile nell’Unione.
Sono previsti tempi differenziati di applicazione:
- Per i progetti più avanzati, opererà un periodo transitorio con scadenze tra maggio e novembre 2026.
- Per i progetti fuori dall’ue non connessi alla rete europea, l’applicazione sarà graduale fino ad aprile 2027.
