Tassa sui grandi patrimoni 1%: parte la proposta di riforma e cosa cambia

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Tassa sui grandi patrimoni 1%: parte la proposta di riforma e cosa cambia

Una nuova proposta mira a ridefinire il peso fiscale sui grandi patrimoni, introducendo un’imposta patrimoniale progressiva e un coordinamento con i principali tributi già presenti. L’iniziativa, collegata al riequilibrio del sistema e al rafforzamento dei servizi pubblici, prevede aliquote differenziate per scaglioni e una raccolta firme programmata lungo un arco temporale definito, con la possibilità di sottoscrizione anche tramite identità digitale.

imposta patrimoniale progressiva oltre 2 milioni di euro

La proposta di legge di iniziativa popolare 1%EQUO stabilisce un’imposta patrimoniale progressiva applicata ai grandi patrimoni superiori a 2 milioni di euro, con esclusione della prima casa. Le aliquote previste oscillano tra 1% e 3,5%, seguendo l’ampiezza del patrimonio e la sua collocazione negli scaglioni indicati.

aliquote e scaglioni dell’imposta

Il meccanismo delineato prevede:

  • 1% sulla quota di patrimonio compresa tra 2 e 5 milioni
  • 1,7% sulla quota di patrimonio compresa tra 5 e 8 milioni
  • 2,1% sulla quota di patrimonio compresa tra 8 e 20 milioni
  • 3,5% sulla quota di patrimonio oltre i 20 milioni

coordinamento con imu, ivie e ivafe e scomputo

La disciplina proposta prevede un coordinamento dell’imposta con Imu, Ivie e Ivafe, ossia le patrimoniali esistenti. Le imposte già dovute verrebbero scomputate dall’ammontare finale calcolato ai sensi dell’iniziativa, in modo da mantenere continuità con il sistema tributario attuale.

imposta di successione e franchigia da 1 milione

Accanto alla patrimoniale progressiva, l’iniziativa contempla un allineamento alle aliquote della media europea dell’imposta di successione. Rimane però invariata una specifica condizione: la franchigia pari a 1 milione di euro per i trasferimenti in linea retta.

gettito stimato e destinazione vincolata delle risorse

Il gettito atteso viene indicato in un intervallo compreso tra 26 e 60 miliardi annui, con valori variabili in base allo scenario considerato. Le risorse derivanti sarebbero vincolate al finanziamento di diverse aree di intervento pubblico.

settori coperti dalla destinazione del gettito

La proposta individua tra le finalità: sanità pubblica, istruzione, politiche abitative, tutela ambientale, sicurezza sul lavoro, disabilità e sostegno al reddito. È inoltre prevista una quota finalizzata alla diminuzione dell’Irpef.

finalità dell’iniziativa: progressività e rafforzamento dei servizi

La proposta di legge nasce con l’obiettivo di intervenire su un sistema fiscale considerato non pienamente coerente con la progressività richiesta dall’articolo 53 della Costituzione Italiana, richiamando la necessità di un riequilibrio rispetto alla situazione attuale. Viene indicato, tra i riferimenti motivazionali, il peso maggiore attribuito al lavoro rispetto ai grandi patrimoni, oltre alla volontà di rafforzare servizi pubblici essenziali da tempo ritenuti sottofinanziati.

raccolta firme 1%equo: calendario e modalità di sottoscrizione

La campagna di raccolta firme prenderà avvio il 15 maggio e si concluderà il 15 novembre. Sul territorio nazionale saranno previsti banchetti diffusi, mentre sarà disponibile anche una piattaforma governativa per firmare.

firma con spid o cie

La sottoscrizione online potrà avvenire anche tramite SPID o CIE, ampliando le modalità di partecipazione.

promotori e primi firmatari della proposta

La proposta 1%EQUO viene promossa da Rifondazione comunista insieme a economisti, docenti universitari e ricercatori impegnati sui temi della giustizia fiscale e della giustizia sociale. Tra i primi firmatari risultano indicati diversi nomi.

  • Maurizio Acerbo
  • Pier Giorgio Ardeni
  • Anna Bruna Camposampiero
  • Elena Coccia
  • Francesca Fornario
  • Alfonso Gianni
  • Matteo Prencipe
  • Rosa Rinaldi
  • Nadia Rosa
  • Benedetta Sabene
  • Marco Veronese Passarella
Depositata la proposta di legge di iniziativa popolare 1%Equo per un’imposta sui grandi patrimoni sopra i 2 milioni di euro

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