Sonno giusto quanto dura per invecchiare meno dormendo troppo o troppo poco
Un sonno insufficiente o eccessivo può incidere sul benessere, con effetti che, col tempo, arrivano a coinvolgere diversi organi e processi di invecchiamento. Uno studio condotto negli ambienti scientifici della Columbia University ha messo a fuoco la durata del riposo notturno che risulta più favorevole, evidenziando un intervallo preciso e collegandolo a cambiamenti molecolari coerenti con un invecchiamento più rapido quando il sonno si discosta dai valori ottimali.
durata del sonno ideale: l’intervallo tra 6,5 e 8 ore
La ricerca indica che il sonno ideale non dovrebbe scendere sotto una soglia minima e non dovrebbe superare un limite massimo. In particolare, il range considerato “linea guida” comprende:
- minimo assoluto: 6,5 ore
- massimo consigliato: 8 ore
La finestra di optimum individuata dagli autori oscilla tra 6,4 e 7,8 ore, collocando il risultato migliore tra riposo non troppo breve e non troppo prolungato. Nel quadro descritto, dormire fuori dall’intervallo segnalato si associa, per quasi tutti gli organi analizzati, a invecchiamento più rapido.
ottimo biologico per uomini e donne: differenze nella durata
All’interno dello studio emerge una distinzione legata al sesso. Secondo i dati riportati, gli uomini mostrano un optimum con una durata media più bassa rispetto alle donne. In particolare:
- uomini (ottimo biologico): 7,7 ore
- donne (ottimo biologico): 7,82 ore
La possibile spiegazione viene collegata a fattori ormonali o fisiologici e a elementi anche sociali. La differenza rilevata riguarda il modo in cui il sonno si associa a indicatori coerenti con l’invecchiamento biologico.
sonno insufficiente o eccessivo e invecchiamento molecolare
Lo studio parte da un presupposto di base: le ore di sonno necessarie variano tra le persone. La durata richiesta può differire per fattori genetici, ambiente e stile di vita. La ricerca ha poi utilizzato modelli statistici avanzati per valutare se dormire troppo poco o troppo a lungo fosse collegato a variazioni molecolari coerenti con processi di invecchiamento più rapidi.
Nei risultati riportati, sia la carenza sia l’eccesso di sonno risultano associati a un peggioramento coerente con un invecchiamento più rapido per quasi tutti gli organi.
dormire oltre 8 ore: associazione con invecchiamento più rapido
Un passaggio rilevante riguarda chi dorme più di 8 ore: tale condizione risulta associata a un invecchiamento più rapido del corpo. La ricerca però precisa che non emerge una dimostrazione consolidata di un rapporto causa-effetto. Gli autori indicano che condizioni di salute precarie preesistenti potrebbero influenzare la durata del sonno, portando alcune persone a dormire più a lungo.
come è stato condotto lo studio: UK biobank e machine learning
La ricerca si sviluppa nel laboratorio della Columbia University utilizzando database biomedici e un approccio basato sul machine learning. L’obiettivo è stimare l’età biologica dei tessuti e degli organi per comprendere come la durata del sonno si rifletta su cambiamenti compatibili con l’invecchiamento.
I dati analizzati riguardano 500mila persone, raccolti tramite UK Biobank, il database biomedico del Regno Unito. L’ipotesi descritta dagli autori è che, anche all’interno dello stesso individuo, gli organi possano invecchiare a velocità diverse.
limiti dello studio e interpretazione della “durata ideale”
Lo studio riporta alcuni limiti indicati dagli stessi autori. In primo luogo, i dati di UK Biobank riguardano soprattutto persone di origine europea. Per questo motivo vengono richieste ulteriori verifiche che coinvolgano persone di origine asiatica e africana.
In secondo luogo, la durata ideale non viene proposta come prescrizione valida per tutte le persone: il quadro può variare da individuo a individuo. Rimane un’indicazione generale orientata al buon senso, con esempi pratici come evitare lo smartphone poco prima di andare a dormire.
considerare la guida come riferimento pratico
Un riferimento importante riguarda l’interpretazione della ricerca come guida: l’autore principale della ricerca sottolinea l’importanza di dormire in modo regolare nell’arco di circa 6-8 ore al giorno e richiama l’idea che questa fascia sostiene la salute generale.
principio chiave emerso dallo studio
La conclusione più stabile descritta dai risultati è che una durata del sonno collocata tra 6,5 e 8 ore tende a collegarsi a un funzionamento migliore di più sistemi e a segnali molecolari compatibili con un invecchiamento più lento. L’optimum viene definito in modo differenziato tra uomini e donne e resta centrale la regolarità del riposo.
personalità citate
- Junhao Wen, professore associato di radiologia alla Columbia University
- Marie-Pierre St-Onge, professoressa di medicina nutrizionale e direttrice del Centro di Eccellenza per la Ricerca sul Sonno e i Ritmi Circadiani presso la Columbia University