Sciopero generale 18 maggio: usb ferma il paese per gaza
L’Unione sindacale di base ha promosso una mobilitazione in solidarietà agli equipaggi partiti verso Gaza, richiamando l’attenzione su una cornice di tensioni internazionali e di misure che incidono sugli spazi democratici. Al centro della decisione è uno sciopero generale fissato per lunedì 18 maggio, collegato all’appello della Global Sumud Flotilla, partita con lo scopo di raggiungere Gaza e affrontando ostacoli lungo il percorso.
sciopero generale usb il 18 maggio per solidarietà a gaza
Lo sciopero generale è stato proclamato dall’Usb in risposta alla richiesta lanciata dalla Global Sumud Flotilla. Nell’indicare le ragioni della mobilitazione, l’organizzazione sindacale collega la situazione in Palestina a un quadro più ampio, citando la guerra, il genocidio in Palestina, la corsa al riarmo e, in aggiunta, l’attacco al diritto internazionale e il restringimento degli spazi democratici. Il documento sostiene che tali elementi richiedono un salto di qualità nella mobilitazione.
La piattaforma rivendicativa dell’Usb include l’obiettivo di fermare il Paese per impedire che lavoratori, studenti e territori vengano trascinati dentro quella che viene definita un’economia di morte. La richiesta sindacale si sviluppa anche sul piano del riconoscimento di un diritto di rifiuto rispetto a compiti e forniture legati all’apparato bellico.
richieste dello sciopero usb romovere complicità e fermare filiere belliche
Nella comunicazione dell’Usb, lo sciopero generale viene associato alla necessità di rompere la complicità dell’Italia con la guerra. L’organizzazione chiede anche di fermare il riarmo e di bloccare ogni filiera economica, industriale, logistica, tecnologica, accademica e commerciale che, secondo la formulazione usata, alimenta genocidio, occupazione e conflitti.
Il testo sindacale afferma inoltre che le lavoratrici e i lavoratori devono poter esercitare il diritto di rifiutare la produzione, il trasporto, la movimentazione e la gestione di materiali, tecnologie, servizi e infrastrutture destinati alla guerra. Viene ribadito un principio secondo cui, per la guerra, non deve uscire nemmeno un chiodo dalle aziende.
La mobilitazione viene sintetizzata in una richiesta espressa in forma diretta: il 18 maggio fermare il Paese contro guerra, genocidio, riarmo e repressione, con un riferimento anche a salari, welfare, sanità, scuola, diritti e democrazia.
global sumud flotilla direzione turchia e 31 imbarcazioni rimaste
La Global Sumud Flotilla risulta ripartita all’alba e ha lasciato Creta in direzione Turchia. Le informazioni riferiscono che parte delle unità sarebbe stata intercettata da Israele dopo la partenza, con riferimento a un episodio descritto come un atto di pirateria in acque internazionali attribuito alla Marina israeliana.
Quanto alle imbarcazioni interessate dall’evoluzione dell’iniziativa, il quadro fornito indica che, dopo l’episodio, sarebbero rimaste 31 imbarcazioni.
solidarietà agli equipaggi partiti verso gaza
La mobilitazione dell’Usb si colloca in solidarietà agli equipaggi partiti alla volta di Gaza e in parte intercettati da Israele. Il contenuto diffuso collega lo sciopero generale al tentativo di sostenere la causa della Flotilla e di trasformare l’appello in una risposta organizzata, prevista per lunedì 18 maggio.
