Scandalo maisano a zurigo 68
Un’indagine amministrativa avviata in Svizzera ha portato alla luce numeri che hanno acceso un forte allarme nel settore sanitario: un eccesso di mortalità, diversi decessi classificati come “inattesi” e casi in cui l’uso di dispositivi medici innovativi sarebbe stato considerato inappropriato. Il caso, inizialmente confinato all’Ospedale Universitario di Zurigo, è diventato rapidamente un tema di discussione anche in Italia, coinvolgendo il profilo professionale di un cardiochirurgo italiano che oggi opera a Milano.
eccesso di mortalità a zurigo: numeri, metodi e classificazioni
Secondo quanto comunicato dall’Ospedale Universitario di Zurigo, le segnalazioni relative a un tasso di mortalità insolitamente elevato presso il Dipartimento di Cardiochirurgia hanno indotto, nel 2024 (agosto), il consiglio di amministrazione ad attivare un’indagine amministrativa affidata a una commissione indipendente. I risultati sono stati poi resi disponibili con l’obiettivo di assicurare trasparenza sulla ricostruzione dei fatti.
La relazione descrive un’analisi della mortalità riferita alla precedente direzione, indicata tra ottobre 2014 e maggio 2020, condotta mediante tre metodi di calcolo indipendenti. Il documento riporta un eccesso di mortalità statisticamente significativo, pari a 68-74 decessi su 4.500 interventi chirurgici.
All’interno dei 307 decessi esaminati individualmente tramite criteri medico-scientifici, 11 sarebbero stati classificati come “inattesi”. Risultano inoltre 13 casi in cui l’impiego di dispositivi medici innovativi — in particolare le fasce cardiache — è stato ritenuto inappropriato.
responsabilità indicate da zurigo: nomina, leadership e gestione del reparto
La direzione dell’ospedale, alla luce degli esiti dell’indagine, ha espresso dolore per i risultati e ha collegato le criticità a una combinazione di fattori organizzativi. Nel testo reso pubblico, l’ente individua come principali elementi: la nomina affrettata dell’allora primario nel 2015, la mancanza di capacità di leadership e la presenza di conflitti di interesse preesistenti. La ricostruzione include anche una gestione inadeguata del reparto.
Nel quadro generale viene inoltre affermato che la direzione dell’epoca sarebbe risultata priva di leadership e supervisione e che il consiglio di amministrazione avrebbe sottovalutato le implicazioni, senza affrontare adeguatamente le irregolarità emerse.
scuse alle famiglie e supporto alle persone coinvolte
Il consiglio di amministrazione ha comunicato di essersi rammaricato per l’accaduto, indicando che la condotta riscontrata è stata considerata inaccettabile. Nel medesimo contesto sono state formulate scuse alle vittime e alle rispettive famiglie per le sofferenze derivate dalla condotta illecita ormai scoperta.
Per garantire assistenza, l’ospedale ha anche attivato una linea telefonica di supporto affinché le famiglie potessero contattare la struttura e ricevere indicazioni o assistenza. È stato riportato che le persone possono rivolgersi all’ente per riferire le proprie storie e chiedere supporto.
segnalazione alla procura: 11 decessi e 13 casi di uso improprio
La relazione indica la possibilità di un seguito sul piano giudiziario. Per valutare le condotte illecite e le eventuali responsabilità penali, il consiglio di amministrazione avrebbe deciso di segnalare alla procura del Cantone di Zurigo: gli 11 decessi imprevisti e i 13 casi in cui l’uso di dispositivi medici sarebbe stato classificato come improprio.
whistleblower e avvio delle verifiche
Secondo la ricostruzione riportata, la vicenda sarebbe stata nota da alcuni anni, con approfondimenti lunghi prima di arrivare alla fase investigativa. Le cronache menzionano la presenza di uno whistleblower, una fonte interna che avrebbe sollevato il caso. L’ospedale, invece, descrive l’avvio formale dell’indagine sulle carenze come iniziato nel 2020, in continuità con precedenti indagini esterne che avevano già intercettato criticità.
ritorno a standard elevati con la nuova dirigenza
La comunicazione dell’ospedale afferma che dopo il cambio di direzione del Dipartimento di Cardiochirurgia, avvenuto oltre quattro anni prima dell’esito reso pubblico, il livello di qualità — misurato dal tasso di mortalità — sarebbe tornato a soddisfare i massimi standard, come indicato da dati e fatti.
Viene inoltre descritta una trasformazione complessiva dell’ente sotto l’attuale dirigenza, con un cambiamento culturale ritenuto centrale per il riassetto dell’organizzazione universitaria.
caso che arriva in Italia: Francesco maisano e le richieste di chiarimento
Il passaggio dalla vicenda svizzera al contesto italiano riguarda il ruolo di un cardiochirurgo indicato come primario responsabile del reparto durante il periodo citato. Il testo identifica tale figura in Francesco Maisano, oggi responsabile del reparto di Cardiochirurgia e dell’Heart Valve Center dell’ospedale San Raffaele di Milano. La struttura milanese viene descritta come un’eccellenza della sanità italiana ed è presentata come estranea ai fatti attribuiti all’ospedale svizzero.
Nel tentativo di ottenere una risposta rispetto alle affermazioni attribuite a Zurigo — comprese le contestazioni legate a conflitti di interesse e all’uso inappropriato di presidi — risulta che il giornalista abbia cercato più volte di contattare Maisano e collaboratori. La risposta riportata è stata: “Il professore non intende rilasciare dichiarazioni”. Anche il San Raffaele avrebbe mantenuto un atteggiamento analogo, con la formula: “Non vogliamo commentare”.
banda cardiaca, incarichi in azienda e documento investor
Il contenuto riporta una richiesta di chiarimenti legata a un documento identificato come “investor e analyst conference” associato a una società produttrice di un avanzato presidio medico cardiaco. Nel materiale indicato, Maisano viene descritto come Chief Medical Officer dal 2008 al 2013 e viene riportato che avrebbe contribuito a sviluppare una “banda cardiaca”. Lo stesso prodotto viene indicato come utilizzato dal San Raffaele e sarebbe stato impiegato anche in Svizzera.
Le domande sollevate nel testo vertono sul fatto che, nei reparti in cui Maisano lavorava, fosse effettivamente utilizzato un prodotto da lui sviluppato; sul ruolo ricoperto nella società; e sull’appropriatezza dell’impiego nei singoli casi descritti. Secondo la ricostruzione, tali richieste sarebbero rimaste senza risposta al momento della stesura.
testimonianze interne sull’arrivo e sull’assenza di anomalie
Vengono riportate anche informazioni da fonti interne all’ospedale milanese: Maisano sarebbe arrivato nel 2021 tramite concorso regolare ed è indicato come allievo di Ottavio Alfieri. Sul tema della conoscenza della vicenda di Zurigo ai vertici dell’ospedale milanese, le fonti citate dichiarano di non saper stabilire se l’informazione fosse nota ai responsabili.
Quanto all’ipotesi secondo cui Maisano sarebbe stato Chief Medical Officer nella società produttrice dei presidi utilizzati, emerge un’interpretazione prudente: sarebbe stato noto che avesse un ruolo, ma si ritiene che possa trattarsi di un’attività ormai passata, senza un coinvolgimento attuale. Inoltre, viene indicato che, presso la struttura milanese, non si sarebbero verificati casi anomali.
personaggi e ruoli citati
- Francesco Maisano, cardiochirurgo indicato come primario responsabile del reparto nel periodo richiamato
- Ottavio Alfieri, citato come riferimento formativo
