Salute e benessere sostenibile: cosa chiedono gli italiani per protezione e futuro
La sostenibilità cambia volto e, nella percezione degli italiani, smette di coincidere soltanto con l’ambiente. Nel quadro delineato dal terzo rapporto sulla sostenibilità sociale di Eikon Strategic Consulting, emerge una nuova priorità: la domanda di salute, benessere psicofisico, protezione sociale e qualità del lavoro. Il risultato è un’equazione sempre più chiara, in cui la capacità di guardare al futuro senza sentirsi esposti a crisi fuori controllo diventa parte centrale della sostenibilità stessa.
sostenibilità sociale e salute: il nuovo significato percepito dagli italiani
Il punto di avvio del rapporto è l’evoluzione della parola sostenibilità, che si allarga di anno in anno e modifica il proprio contenuto. Se l’associazione iniziale resta spesso ambientale, l’indagine evidenzia un incremento della dimensione sociale: salute, benessere, sicurezza e qualità della vita.
Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS, colloca il lavoro dentro le trasformazioni in corso e richiama un’impostazione fondata su quattro dimensioni: economica, sociale, ambientale e istituzionale. In tale schema, la dimensione sociale è descritta come la più complessa da misurare, poiché include tensioni, aspettative, paure e domande che non assumono sempre una forma immediata.
Dal confronto emerge inoltre che la società italiana non appare ferma: risulta “viva”, attraversata da nuove sensibilità e da un’attenzione particolare dei giovani. Allo stesso tempo cresce l’incertezza, alimentata da eventi internazionali percepiti come incontrollabili, da decisioni prese altrove e da trasformazioni tecnologiche e climatiche difficili da governare.
ansia verso il futuro e peso della salute mentale
In questo contesto, la salute assume un ruolo centrale: non riguarda solo la sfera fisica, ma comprende anche la salute mentale. Il benessere psicologico viene indicato come componente essenziale della sostenibilità sociale, poiché ansia, insicurezza e sfiducia incidono sulla capacità delle persone di progettare la propria vita.
Il rapporto richiama anche il legame tra clima e salute: siccità, raccolti e disponibilità alimentare, insieme alla pressione sui sistemi sanitari e all’impatto psicologico delle crisi ambientali, vengono presentati come elementi di un unico quadro. In questo modo la sostenibilità ambientale non viene esclusa, ma confluisce nella sostenibilità sociale attraverso gli effetti diretti sulle condizioni di vita.
futuro percepito come rischio e domanda di protezione
Tra i nodi più rilevanti emerge la percezione del futuro. L’incertezza non appare come rumore di fondo, ma come elemento strutturale: la paura del domani orienta priorità, modifica aspettative e accresce la domanda di welfare.
Giovannini segnala inoltre un rischio specifico: l’insicurezza può spingere verso scorciatoie, come l’idea di un decisore forte o di risposte semplificate a problemi complessi. La direzione indicata è invece opposta: coerenza delle politiche, visione e capacità di integrare economia, ambiente, salute e istituzioni.
Nel quadro operativo vengono citati passaggi considerati decisivi: revisione della strategia nazionale di sviluppo sostenibile, futura programmazione di bilancio e utilizzo dei fondi europei 2028-2034 come occasioni per definire quale idea di futuro proporre al Paese.
Un’attenzione particolare riguarda anche i giovani: non devono essere solo destinatari, ma coinvolti nei processi decisionali, anche perché intercettano con maggiore intensità la trasformazione della sostenibilità in domande di salute, sicurezza e senso.
vulnerabilità sociale: dal collettivo al benessere come esperienza personale
Il cuore del rapporto è approfondito da Enrico Pozzi, Ceo di Eikon, che descrive la nuova edizione come uno sviluppo fondato su un dato che ha colpito i ricercatori: una forte preoccupazione dei giovani per salute e corpo. La scelta di orientare il lavoro sull’obiettivo 3 dell’Agenda 2030—dedicato a salute e benessere—consente di mettere a fuoco una vulnerabilità percepita in modo marcato.
salute del corpo e fragilità: motivazioni e contenuto della vulnerabilità
Pozzi evidenzia che la giovinezza viene spesso associata a vitalità e progettualità, ma tra i più giovani emerge una domanda di sicurezza legata al corpo e al benessere psicofisico. La paura di non reggere l’incertezza contribuisce a un quadro descritto come “sensazione impressionante di vulnerabilità”.
Nel rapporto, la sostenibilità—intesa come rischio e possibilità ambientale e sociale—si traduce nelle risposte degli intervistati come fragilità individuale. Il passaggio delineato va dal collettivo all’individuale, dal macro al micro, dal “noi” all’“io” e alle reti più vicine alla persona. Il corpo viene presentato come un luogo politico e sociale nel senso che assorbe le grandi questioni, anche perché le crisi ambientali, economiche, sanitarie e tecnologiche vengono vissute in forma di vulnerabilità personale: stress, ansia, paura, insicurezza e bisogno di protezione.
esperienza del futuro e richiesta di welfare allargato
Il futuro viene definito come “spazio del progetto”. Quando lo spazio si restringe, si riduce la capacità di desiderare, scegliere e agire. Nel rapporto si indica che per il 70% degli intervistati l’esperienza del futuro risulta prevalentemente negativa o molto negativa. Questo sposta la sostenibilità dal terreno di politiche di lungo periodo a quello—concreto—della vita psichica e sociale delle persone.
Da qui nasce la domanda di un welfare allargato: non affidato soltanto allo Stato o alle istituzioni tradizionali, ma capace di coinvolgere una pluralità di attori, inclusi terzo settore, imprese, organizzazioni, comunità e reti territoriali.
welfare aziendale e qualità del lavoro: la domanda si sposta anche nel sistema produttivo
Il rapporto descrive uno spostamento della domanda di salute e benessere verso il sistema produttivo. A sottolinearlo è Paola Aragno, vice presidente di Eikon, secondo cui le aziende non sono chiamate soltanto a essere luoghi di lavoro, ma anche soggetti che incidono sulla qualità della vita.
fattori strutturali e nuove condizioni di vulnerabilità nel lavoro
Il cambiamento viene ricondotto a fattori strutturali: l’aspettativa di vita aumenta, una quota rilevante della popolazione convive con patologie croniche, cresce il peso della generazione sandwich, stretta tra cura dei figli e assistenza ai genitori, e aumentano stress e ansia nei percorsi lavorativi.
welfare aziendale come protezione: numeri sulla richiesta di assistenza
In tale scenario, il welfare aziendale non viene percepito come integrazione accessoria, ma come parte della domanda complessiva di protezione. Il rapporto riporta che oltre il 60% degli intervistati chiede alle aziende di inserire nelle politiche di welfare forme di assistenza psicologica. Inoltre il 22% dichiara un peggioramento del proprio benessere al lavoro negli ultimi due anni.
cinque esperienze per un nuovo modello di cura e caring index
Il percorso indicato dal rapporto contempla cinque esperienze pensate per contribuire a un nuovo modello di cura. Tra gli strumenti richiamati compare anche l’idea di un caring index, presentato come elemento di misurazione legato alla capacità di intercettare bisogni e fragilità emergenti.
responsabilità comunicativa nella sostenibilità sociale
La costruzione del messaggio viene considerata parte integrante del lavoro: viene sottolineata la responsabilità di raccontare in modo efficace i contenuti della sostenibilità sociale, collegandoli alla domanda di salute, benessere e qualità della vita emersa dalle percezioni raccolte.
figure citate nel percorso di presentazione del rapporto:
- Enrico Giovannini
- Enrico Pozzi
- Paola Aragno