Sabalenka alza la voce sui premi slam e minaccia il boicottaggio senza di noi non c’è spettacolo
La ripartizione dei ricavi dei tornei dello Slam torna al centro del dibattito nel tennis: la discussione assume toni più netti quando la numero uno al mondo, Aryna Sabalenka, collega la questione dei compensi a un possibile boicottaggio come strumento di pressione. Il tema si intreccia anche con l’annuncio dei premi dell’edizione 2026 del torneo parigino, con un incremento che, secondo le critiche emerse, risulta insufficiente rispetto alla dinamica complessiva dei guadagni dei Major.
aryna sabalenka: boicottaggio come risposta ai diritti delle giocatrici
Interpellata sul tema della distribuzione dei ricavi dei tornei dello Slam, Aryna Sabalenka ha espresso l’idea che, a un certo punto, un’azione di boicottaggio possa diventare l’unico modo per far valere i diritti. Il ragionamento centrale si basa su un principio: senza le giocatrici non esisterebbe lo spettacolo offerto dai tornei.
Sabalenka ha quindi indicato che la strada potrebbe portare fino a un boicottaggio, descrivendolo come una possibilità reale nel percorso verso cambiamenti concreti. La questione più discussa rimane la quota dei ricavi destinata agli atleti, considerata troppo bassa e quindi difficilmente sostenibile rispetto alla crescita dei guadagni dei tornei.
slams e montepremi 2026: aumento premi ma crescita dei ricavi superiore
Il caso torna d’attualità dopo l’annuncio dei premi per l’edizione 2026 del torneo parigino. L’incremento indicato è del 9,5% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la crescita complessiva dei ricavi del torneo viene stimata intorno al 14% annuo, dato che amplia lo scarto tra quanto entra e quanto viene poi redistribuito.
quale percentuale dei ricavi arriva agli atleti
La differenza tra circuiti e tornei dello Slam viene messa in evidenza attraverso una comparazione percentuale. Nei tornei dei circuiti ATP e WTA, circa il 22% degli introiti viene redistribuito ai giocatori. Negli Slam, invece, la percentuale si colloca tra il 13% e il 15%, elemento che alimenta la contestazione e rende più complicata, per molti, la giustificazione del divario.
pressione sul welfare: tutele richieste oltre ai compensi
Il confronto non viene presentato come una protesta improvvisa. Nel 2025 i principali tennisti avevano già avviato un dialogo con gli organizzatori dei quattro Major, chiedendo non solo un incremento dei compensi, ma anche maggiori tutele sul piano del welfare.
Le richieste riguardano in particolare pensioni, assicurazioni contro gli infortuni e congedi di maternità, indicati come aspetti essenziali per riequilibrare le condizioni degli atleti dentro e fuori dalla competizione.
jasmine paolini: percentuali, maternità e pensioni nel mirino
Alla posizione di Sabalenka si aggiunge Jasmine Paolini, che sottolinea come il tema circoli nello spogliatoio. Paolini afferma che la richiesta riguarda una disposizione più migliore e corretta per i giocatori, includendo la dimensione legata a pensioni e maternità.
Secondo Paolini, mentre WTA e ATP starebbero intervenendo su queste tematiche, i tornei del Grande Slam non avrebbero applicato cambiamenti nella stessa misura. Anche sul fronte economico, viene evidenziato che gli Slam stanno aumentando i montepremi, ma non nella stessa proporzione con cui crescono i ricavi.
boicottaggio e unità nello stesso momento
Riguardo all’ipotesi di boicottaggio, Paolini lega l’eventualità al raggiungimento di un accordo tra tutte le parti interessate. Se le giocatrici e gli atleti risultassero uniti su una linea comune, la strategia potrebbe prendere forma, con la convinzione che in quel caso sarebbe possibile arrivare a una forma di pressione collettiva.
voci principali sul tema della redistribuzione dei ricavi e delle tutele
- Aryna Sabalenka
- Jasmine Paolini
