Russia ed esiti del vertice: perché l’ue non può fare per la pace in Ucraina
Dopo le celebrazioni del 9 maggio in Russia, il clima torna a farsi teso e la questione del percorso di pace si intreccia con una nuova ondata di tensioni legate alla guerra dei droni. A riscaldare il dibattito sono soprattutto le parole di Vladimir Putin, che evocano una “fine vicina” del conflitto, insieme alle prime ricostruzioni sui possibili nomi di un mediatore. Da Mosca, però, arrivano indicazioni precise: definire i dettagli sarebbe prematuro e, soprattutto, l’Unione europea verrebbe esclusa dal ruolo di mediatore.
fine vicina, ma senza dettagli: dichiarazioni dal cremlino
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riprendendo le dichiarazioni del presidente, ha affermato che le basi avviate in termini di processo di pace rendono possibile sostenere che la fine è vicina. Allo stesso tempo, è stata indicata l’impossibilità, in quella fase, di entrare in dettagli specifici.
La lettura che emerge è quella di una comunicazione orientata a ribadire l’esistenza di un percorso, più che a fornire un avanzamento concreto di trattative già definite. In questo quadro, la situazione viene descritta come ancora embrionale sul piano dei contenuti operativi.
mosca esclude l’unione europea come mediatore per la pace
Il viceministro degli Esteri, Alexander Grushko, ha chiarito che per Mosca considerare l’Europa come possibile mediatore non rientra tra le opzioni praticabili. Le ragioni addotte si fondano sulla valutazione di Mosca secondo cui l’Ue mostrerebbe un orientamento volto a prolungare il conflitto in Ucraina.
critiche alle posizioni dell’ue e impatto sul negoziato
Grushko ha sostenuto che, nonostante una retorica orientata al ripristino della pace, le richieste di cessate il fuoco e di pace si accompagnerebbero, secondo Mosca, ad azioni considerate come finalizzate a estendere il conflitto il più a lungo possibile. Da questa linea deriverebbe, quindi, l’esclusione dell’Unione europea da un ruolo costruttivo in un percorso politico-diplomatico.
Il quadro presentato collega anche la posizione sulle risoluzioni pacifiche alla conseguenza di impedire il raggiungimento stesso di un esito negoziale, escludendo l’Ue come mediatore e come partecipe agli sforzi per trasformare il conflitto in una traiettoria diplomatica.
tajani e costa: mediazione scelta dall’ue e dialogo con mosca
Le posizioni russe si misurano con alcuni elementi circolati in quei giorni sul fronte della mediazione. In particolare, le affermazioni del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani secondo cui il mediatore verrebbe scelto dall’Ue risultano in contrasto con l’esclusione indicata da Mosca.
Nel frattempo, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, per due volte nella settimana precedente, ha ribadito l’esigenza di aprire un dialogo con Mosca e con il presidente Putin.
putin e le aperture negoziali: possibile mediatore schroeder
Da parte di Putin, in risposta alle sollecitazioni sul dialogo, è stato indicato che la Russia non ha mai rifiutato la possibilità di tenere negoziati con l’Ue. Sabato, inoltre, è stata evocata l’ipotesi di un mediatore nella figura dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder.
Questa opzione viene però descritta come poco gradita in ambito europeo, anche per via dei rapporti e dei trascorsi legati a Gazprom e Rosneft.
incontro putin-zelensky: non escluso, ma con condizioni
Nello stesso briefing con la stampa, Peskov ha risposto anche a una domanda sulla possibilità di un incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Il portavoce non ha escluso l’eventualità.
È stato ricordato che Putin ha affermato di essere pronto a incontrare Zelensky a Mosca in qualsiasi momento. Secondo quanto spiegato, avrebbe senso incontrarsi in un luogo diverso solo se l’obiettivo fosse finalizzare il processo di pace. In quel momento, tuttavia, viene sottolineato che ci sarebbe ancora molto lavoro da svolgere per arrivare alla conclusione e chiudere il capitolo.
figure citate: cremlino, diplomazia e possibili mediatori
- Dmitry Peskov
- Vladimir Putin
- Alexander Grushko
- Antonio Tajani
- Antonio Costa
- Gerhard Schröder
- Volodymyr Zelensky
