Ruby Ter: difese all’attacco, ripartire come Garlasco
Il processo Ruby Ter torna a muoversi con intensità davanti alla Corte d’Appello di Milano, in un’udienza segnata da una sequenza fitta di eccezioni e da un confronto acceso su questioni tecniche e costituzionali. Dopo l’annullamento intervenuto in Cassazione, le difese delle 22 imputate – già indicate come ex ospiti delle cosiddette “cene eleganti” di Arcore” – chiedono una ripartenza integrale del percorso processuale, puntando l’attenzione su regole probatorie, qualifiche giuridiche e competenze.
Davanti alla seconda sezione penale della Corte d’Appello di Milano, presieduta da Maria Rosaria Correra, l’udienza si è protratta per oltre tre ore e ha incluso cinque questioni di legittimità costituzionale, una ventina di liste testimoniali e corpose produzioni documentali. Il punto di frizione centrale riguarda l’effetto dell’annullamento della sentenza assolutoria disposto dalla Suprema corte, che ha spinto il procedimento verso un nuovo esame.
ruby ter a milano: udienza lunga con eccezioni e questioni costituzionali
Le difese si sono presentate compatte con una richiesta unitaria: ottenere la riapertura della vicenda come se il giudizio dovesse ricominciare dal primo grado, dopo la caduta della decisione di assoluzione del Tribunale di Milano, pronunciata nel febbraio 2023 e successivamente annullata dalla Cassazione.
sviluppi in aula: richieste di riaccertamento e produzione di documenti
Nel corso dell’udienza, l’avvocato Jacopo Pensa, legale di Karima El Mahroug (conosciuta come Ruby), ha richiamato un parallelo con altri procedimenti noti, descrivendo il “paradosso” di una vicenda trascinata da molti anni. Sul piano processuale, il nodo resta l’impostazione derivata dall’annullamento, che secondo le difese impone di riconsiderare l’accertamento in modo pieno.
Le parti hanno inoltre depositato circa venti liste testimoniali e nuovi materiali documentali. Tra i documenti indicati, anche quelli predisposti dagli avvocati Luigi Liguori e Nicola Giannantonio, in qualità di legali di Alessandra Sorcinelli e Barbara Guerra, mirati a sostenere che le due ex ospiti avrebbero lasciato entro dicembre 2026 le ville ricevute in comodato d’uso dall’ex premier. Secondo la ricostruzione difensiva, i comodati sarebbero stati revocati tramite conciliazioni giudiziali.
annullamento in cassazione e nodo sul ruolo del testimone
La frattura interpretativa nasce dalla decisione della Suprema corte che ha rovesciato l’impostazione adottata in primo grado. Il Tribunale di Milano aveva ritenuto che le ragazze coinvolte non avessero dovuto essere sentite come semplici testimoni, sostenendo che già dall’aprile 2012 emergessero gravi indizi di un loro coinvolgimento e di un interesse economico volto a ottenere dichiarazioni compiacenti a favore dell’ex presidente del Consiglio.
In quella prospettiva, secondo il Tribunale, si sarebbe dovuta applicare la disciplina riservata agli indagati, con le garanzie difensive previste dalla legge, inclusa la presenza di un avvocato. Di conseguenza, i giudici non avevano affrontato il merito della veridicità delle dichiarazioni contestate, dichiarando inutilizzabili i verbali delle deposizioni e determinando, di fatto, il venir meno dell’impianto accusatorio relativo alla corruzione in atti giudiziari.
dal tribnale alla cassazione: necessità di verificare verità e falsità
La Cassazione ha invece accolto il ricorso per saltum della Procura di Milano, ritenendo necessario accertare se le testimonianze fossero vere o false, anche se il reato presupposto di falsa testimonianza risulta ormai prescritto. Da tale impostazione è derivato il rinvio alla Corte d’Appello di Milano.
richiesta di riapertura dal primo grado: la linea difensiva
Su questo punto le difese hanno costruito il nuovo fronte dello scontro. Secondo diversi legali, il riconoscimento della Cassazione sul mancato esame del tema in primo grado rende necessario un nuovo accertamento del fatto storico dinanzi al giudice competente nel primo livello, con la conseguenza che il procedimento dovrebbe ripartire dal primo grado.
questione di legittimità costituzionale: ritorno obbligato al giudizio iniziale
L’avvocato Paolo Cassamagnaghi, difensore di Marysthell Polanco, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale contro le norme che non prevedono, dopo un annullamento in conseguenza del ricorso per saltum, il ritorno al giudice di primo grado. La richiesta di riaprire integralmente il dibattimento è stata sostenuta anche dall’avvocato Ivano Chiesa, legale di Aris Espinosa.
Durante l’udienza, Chiesa ha richiamato circostanze connesse alla rinuncia ai testimoni e ha sostenuto che, per perseguire la verità, le persone indicate come testimoni debbano essere sentite, contestualizzando la questione ai presunti presupposti dei pagamenti richiamati nel processo.
questioni costituzionali incentrate su testimone e pubblico ufficiale
Il fulcro del dibattito è costituito da una serie di eccezioni di carattere costituzionale. In aula sono state presentate almeno cinque questioni contro quello che l’avvocato Pensa ha definito un “groviglio di norme”.
equiparazione del testimone al pubblico ufficiale: contestazioni sulla consapevolezza
Il nodo principale riguarda la figura del testimone e la sua equiparazione a pubblico ufficiale. Le difese contestano che la normativa chiarisca con precisione quando un cittadino chiamato a testimoniare diventi effettivamente pubblico ufficiale e, soprattutto, quando ne acquisisca piena consapevolezza.
La linea argomentativa proposta, attraverso le parole dell’avvocato Jacopo Pensa, richiama l’idea che il pubblico ufficiale scelto o investito di ruolo abbia una percezione distinta della qualifica; al contrario, le persone indicate come imputate non avrebbero effettuato una scelta analoga e, secondo la tesi difensiva, rischierebbero di affrontare le conseguenze di un reato grave con pene non irrilevanti.
corruzione in atti giudiziari e intralcio alla giustizia: sovrapposizioni contestate
Tra le questioni trattate rientra anche la contestazione della sovrapposizione tra corruzione in atti giudiziari e intralcio alla giustizia. Secondo la difesa, i due reati finirebbero per punire condotte analoghe in modo indeterminato. Inoltre, nel caso dell’intralcio alla giustizia, la norma sarebbe rivolta a chi induce a rendere dichiarazioni false, quindi al presunto corruttore, e non alla persona indicata come quella che sarebbe stata indotta.
competenza territoriale: trasferimenti chiesti verso siena e forlì
Accanto al cuore costituzionale, le difese hanno sollevato anche questioni relative alla competenza territoriale. I legali di Luca Giuliante, tra cui Fabio Giarda, hanno chiesto di valutare il trasferimento di parte del procedimento verso Siena. La richiesta si collega alla presenza di un filone parallelo già transitato davanti alla Corte d’Appello di Firenze nel processo che ha coinvolto anche Mariano Apicella.
Una diversa istanza difensiva ha inoltre chiesto di trasferire alcune posizioni al Tribunale di Forlì.
prossime udienze: decisioni sulle eccezioni e riapertura del dibattimento
Dopo oltre dodici anni dall’inizio delle indagini e sedici anni dai fatti originari, il processo Ruby Ter prosegue tra questioni tecniche, conflitti interpretativi e dubbi costituzionali. La domanda decisiva, sullo sfondo, riguarda il momento in cui una persona chiamata a testimoniare diventa realmente pubblico ufficiale e da quale punto sia possibile contestare la presunta corruzione per mentire.
La Corte d’Appello dovrà decidere il 29 giugno su tutte le eccezioni preliminari e sulle richieste di riapertura del dibattimento. Una nuova udienza è già stata fissata anche per il 30 settembre. La presidente Correra ha indicato che non si tratterà dell’ultimo passaggio previsto, descrivendo un calendario che potrebbe estendersi.
Personaggi e figure citate nell’udienza:
- Maria Rosaria Correra
- Jacopo Pensa
- Karima El Mahroug
- Silvio Berlusconi
- Paolo Cassamagnaghi
- Marysthell Polanco
- Ivano Chiesa
- Aris Espinosa
- Patrizia De Natale
- Lisney Barizonte
- Luigi Liguori
- Nicola Giannantonio
- Alessandra Sorcinelli
- Barbara Guerra
- Luca Giuliante
- Fabio Giarda
- Mariano Apicella
