Ross condannato a 14 anni per stupro: era convinto di poter ottenere sesso a comando

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Ross  condannato a 14 anni per stupro: era convinto di poter ottenere sesso a comando

Ross Davidson, 37 anni, noto al pubblico con lo pseudonimo Ross Wild ed ex cantante della pop band britannica Spandau Ballet, è stato condannato a 14 anni di carcere. La decisione è arrivata dopo un procedimento giudiziario articolato su otto capi d’imputazione, che includono stupro, tentato stupro, aggressione sessuale e voyeurismo. Secondo quanto emerso nel corso dei processi, l’uomo avrebbe approfittato del periodo di massima notorietà per commettere abusi ai danni di sei donne, anche attraverso la registrazione video delle violenze mentre alcune vittime dormivano.

Ross Davidson: condanna a 14 anni per stupro e reati sessuali

La sentenza è stata pronunciata dalla Wood Green Crown Court di Londra al termine di due procedimenti separati. La condanna definisce un quadro di responsabilità legato a episodi gravi, descritti nei dettagli durante le udienze.

due processi e otto capi d’imputazione

Nel luglio 2024 Davidson è stato ritenuto colpevole di stupro, oltre a due capi d’accusa per aggressione sessuale e voyeurismo a danno di quattro donne. Successivamente, nel mese di gennaio, un secondo processo lo ha dichiarato colpevole di aver stuprato una donna a Londra nel marzo 2015 e di aver tentato di stuprare e aggredito sessualmente un’altra vittima in Thailandia nel dicembre 2019. Davidson si è inoltre dichiarato colpevole di un’accusa di voyeurismo.

periodo dei fatti tra 2013 e 2019

La ricostruzione processuale colloca gli abusi nel periodo compreso tra agosto 2013 e dicembre 2019. Gli episodi sarebbero avvenuti nel lasso di tempo in cui l’imputato, secondo quanto riferito, era impegnato in attività legate alla propria carriera di intrattenimento e musica.

carriera di ross davidson e contesto temporale dei procedimenti

Originario di Aberdeen e residente a Finchley, nel nord di Londra, Davidson aveva ottenuto visibilità grazie alle esibizioni nel musical del West End “We Will Rock You”, basato sui successi dei Queen. Nel 2018 si era poi unito agli Spandau Ballet, subentrando allo storico frontman Tony Hadley.

ingresso negli spandau ballet e sviluppo della notorietà

La ricostruzione dei giudici e delle parti ha indicato che gli abusi si sarebbero verificati proprio in quello specifico arco temporale, collegato alla fase di massima notorietà dell’imputato.

modus operandi e accuse: video durante la vulnerabilità delle vittime

Durante il processo sono emersi dettagli sul modus operandi. Il procuratore Richard Hearnden ha spiegato che i video sarebbero stati girati quando le donne erano “il più vulnerabili possibile”, in una condizione descritta come sonno così profondo da non poter essere disturbate. Molte vittime, secondo quanto riportato, avrebbero scoperto quanto accaduto solo in seguito, quando sono state informate dalla polizia durante le indagini.

“sesso a comando” e atteggiamento descritto dall’accusa

Nel corso delle udienze, l’accusa avrebbe indicato che Davidson riteneva di poter ottenere “sesso a comando”, descrivendo sé stesso come “sesso-positivo”. La ricostruzione del comportamento attribuito all’imputato include anche aspetti relativi alla fase testimoniale.

comportamento in aula durante le testimonianze

Secondo i dettagli riportati, durante il processo, mentre le vittime raccontavano i traumi subiti, l’imputato sarebbe rimasto seduto al banco degli imputati a leggere un libro.

sentenza del giudice e conseguenze legali dopo la condanna

Nel leggere la sentenza, il giudice John Dodd KC, Recorder di Haringey, si è rivolto direttamente a Davidson. Le parole attribuite al giudice hanno evidenziato il contrasto tra la fase di sviluppo rapido della carriera musicale e teatrale e la condotta tenuta nei confronti delle donne. Il giudice ha affermato che per un periodo di sei anni l’uomo si sarebbe comportato in modo “del tutto vergognoso”, aggiungendo che avrebbe abusato della fiducia delle vittime.

ordine di prevenzione e registrazione a vita

Oltre alla pena detentiva di 14 anni, Davidson sarà sottoposto a un ordine di prevenzione dei reati sessuali (Sexual harm prevention order). È inoltre prevista l’iscrizione a vita nel registro degli autori di reati sessuali.

reazioni delle vittime e dichiarazioni sulla giustizia

All’udienza hanno preso parte cinque delle donne coinvolte, con tre vittime presenti che hanno assistito in silenzio durante la lettura della sentenza. A conclusione del processo, una delle donne ha dichiarato: “Vedere Ross ritenuto responsabile è un momento importante per me, e spero che incoraggi altre persone che hanno vissuto un’esperienza simile a sentirsi in grado di parlare e cercare sostegno”. Un’altra vittima ha aggiunto: “Parlare di violenza sessuale non è facile. Può sembrare opprimente, spaventoso e a volte isolante. Spero che, facendomi avanti, io abbia dimostrato che è possibile essere ascoltate e che ciò che è successo ha importanza”.

dichiarazioni della detective sulla risposta delle forze dell’ordine

A margine della condanna, la detective Kamila Kedadrova ha evidenziato l’aumento di arresti e denunce per reati sessuali gravi gestiti dalle forze dell’ordine londinesi. La detective ha ribadito: “Rimaniamo impegnati ad assicurare giustizia alle vittime di reati sessuali, indipendentemente da quando si sono verificati”.

figure citate nel procedimento e nell’udienza

  • Ross Davidson (Ross Wild)
  • Tony Hadley
  • Richard Hearnden
  • John Dodd KC
  • Kamila Kedadrova
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