Ricina, la scientifica torna a Pietracatella: 5 ore di interrogatorio per Di Vita
A più di quattro mesi dalla morte per avvelenamento di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi, riparte un nuovo passaggio investigativo nell’abitazione di Pietracatella (Campobasso). Dopo il sequestro dell’immobile avvenuto a fine dicembre e dopo un accesso limitato autorizzato nel mese di marzo, gli esperti della Scientifica, provenienti da Roma, rientrano nella casa con un obiettivo preciso: acquisire elementi digitali fondamentali per ricostruire tempi, contatti e circostanze del duplice omicidio.
accesso della scientifica a pietracatella e verifica delle tempistiche
Le operazioni riguardano la casa in cui, nei giorni precedenti a Natale, la famiglia aveva cenato con alcuni familiari. Il nuovo intervento arriva dopo che, da allora, nessuno aveva più varcato quella soglia, salvo il rientro autorizzato nel mese di marzo, quando Gianni Di Vita e la figlia Alice avevano potuto recuperare alcuni effetti personali sotto stretta sorveglianza delle forze dell’ordine.
Tra le ipotesi operative da verificare figura anche l’eventualità che l’avvelenamento sia avvenuto dopo Natale, e più precisamente il 26 dicembre. Il rientro attuale rappresenta quindi il primo accesso approfondito dopo il sequestro disposto a fine dicembre.
procura di larino: prelievo di dispositivi elettronici e protocolli di tutela della scena
Le attività vengono svolte su disposizione della Procura di Larino, guidata dalla procuratrice Elvira Antonelli. L’intervento mira al prelievo di tutti i dispositivi elettronici appartenuti alle due vittime, includendo telefoni cellulari, computer, tablet e chiavette USB.
L’obiettivo è acquisire elementi utili per ricostruire ultime attività, contatti e eventuali comunicazioni in grado di chiarire le modalità con cui si sarebbe consumata la tragedia. Le operazioni seguono protocolli rigorosi: ogni fase viene videoregistrata e il personale si muove con modalità pensate per non alterare lo stato dei luoghi, rimasti sottoposti a sequestro. Dopo la rimozione temporanea dei sigilli, i dispositivi verranno repertati e successivamente l’abitazione sarà nuovamente chiusa e sigillata.
procedure previste per le parti del procedimento parallelo
Le parti coinvolte nel procedimento parallelo per omicidio colposo—indicate come cinque medici iscritti nel registro degli indagati e cinque familiari delle vittime in qualità di persone offese—sono state informate dell’attività istruttoria. Potranno presenziare con un proprio rappresentante, purché dotato di adeguati dispositivi di protezione per prevenire contaminazioni della scena.
analisi forense e estrazione dati: chat, messaggi e cronologie
Terminata la raccolta, i reperti digitali vengono trasferiti al laboratorio della Procura di Campobasso, dove verranno sottoposti ad analisi forense. L’impostazione operativa prevede l’estrazione dei dati: chat, messaggi, cronologie e ogni altra informazione utile a definire il contesto della tragedia.
Come già avvenuto per lo smartphone sequestrato ad Alice Di Vita nelle settimane precedenti, gli investigatori puntano a ricostruire i passaggi comunicativi e digitali che possano contribuire alla comprensione degli eventi.
audizioni della squadra mobile e interrogatorio di gianni di vita
In parallelo prosegue l’attività della Squadra Mobile, coordinata da Marco Graziano. Anche durante il recente periodo festivo sono proseguite le audizioni di persone informate sui fatti. In particolare, emerge che due giorni fa, in gran riserbo, è stato nuovamente ascoltato Gianni Di Vita.
L’ex sindaco è considerato parte offesa nel procedimento per duplice omicidio premeditato e avrebbe sostenuto un interrogatorio di durata tra quattro e cinque ore presso gli uffici della questura. Secondo fonti investigative, Di Vita avrebbe fornito risposte dettagliate alle domande degli inquirenti, in continuità con quanto già accaduto nelle fasi iniziali e con un ulteriore confronto avvenuto ad aprile.
Nei prossimi giorni non vengono esclusi nuovi ascolti tra gli altri familiari, mentre le attività continuano con l’obiettivo di fare luce su una vicenda ancora caratterizzata da numerosi interrogativi. L’analisi dei dispositivi elettronici è indicata come un potenziale passaggio decisivo per chiarire cosa sia accaduto all’interno dell’abitazione e per individuare eventuali responsabilità.
ricina e complessità delle prove: esami per accertare l’esposizione acuta
Il caso della ricina, sostanza altamente tossica e difficilmente reperibile, resta tra i più complessi e inquietanti degli ultimi anni. La ricostruzione fa leva sull’incrocio tra prove scientifiche e testimonianze, con la prospettiva di ottenere elementi utili a sciogliere un mistero rimasto senza risposte definitive.
Sono stati necessari diversi set di esami per far emergere l’esposizione acuta da ricina da parte delle due vittime.
persone coinvolte nelle attività investigative
Nel quadro delle attività menzionate compaiono i seguenti soggetti, legati alle vicende e alle fasi di ascolto o alle informazioni fornite nel procedimento.
- Elvira Antonelli
- Marco Graziano
- Gianni Di Vita
- Alice Di Vita
- Sara Di Vita
- Antonella Di Ielsi
