Regeni, niente fondi al docufilm: Giuli risponde con Inaccettabile caduta, mai più

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Regeni, niente fondi al docufilm: Giuli risponde con Inaccettabile caduta, mai più

Un incontro istituzionale al Quirinale è diventato il teatro di un confronto acceso sul futuro dell’audiovisivo e sulle regole con cui vengono assegnati i fondi. Alessandro Giuli, ministro della Cultura, ha riconosciuto criticità emerse nel sistema dei finanziamenti e ha promesso un intervento di riordino orientato a trasparenza, terzietà e responsabilità, partendo da un caso ritenuto inaccettabile e dall’esigenza di mantenere un equilibrio tra merito e selezione.

alessandro giuli al quirinale: mai più, ordine e coscienza morale

Durante il confronto con i candidati e i premiati ai David di Donatello, Alessandro Giuli ha legato la necessità di riforme a un obiettivo preciso: garantire un “mai più” per situazioni considerate ingiustificate. Il riferimento centrale riguarda il docufilm “Tutto il male del mondo” dedicato a Giulio Regeni, che, secondo quanto emerso, non ha ricevuto finanziamenti, nonostante la promessa di un utilizzo corretto delle risorse pubbliche.

Il ministro ha affermato che alcuni film hanno ottenuto sostegni pubblici in modo definito immeritato, sia tramite meccanismi automatici sia tramite quelli selettivi, mentre altri, pur ritenuti meritevoli, non li avrebbero ottenuti. In questo quadro ha espresso un pensiero dedicato alla memoria di Giulio Regeni e ha rilanciato l’impegno a intervenire.

coraggio, verità e regole chiare per i finanziamenti al cinema

Giuli ha parlato anche di “coraggio” e della necessità di “fare un discorso di verità”. L’impostazione indicata si basa su regole chiare e condivise, in modo da ridurre zone d’opacità e incomprensioni. Il ministro ha posto l’accento su un principio: un settore che chiede fiducia ai contribuenti deve pretendere che ogni euro pubblico sia utilizzato bene.

Nella ricostruzione della situazione, sono stati citati paradossi, incomprensioni e errori, con l’assunzione di responsabilità personale su parte delle criticità rilevate: un riconoscimento accompagnato dalla richiesta di rendere il sistema più giusto.

Il ministro ha inoltre sottolineato che paure e allarmi non devono trasformarsi in conflitti ideologici, descritti come infecondi e nocivi. L’obiettivo dichiarato rimane mantenere il confronto su binari produttivi, centrati sulla qualità e su criteri riconoscibili.

rafforzare terzietà e trasparenza: niente condizionamenti sulle decisioni

Giuli ha assicurato di non voler condizionare in alcun modo le scelte dei competenti. In parallelo, è stato indicato un percorso di lavoro con le associazioni di categoria, finalizzato a rafforzare la terzietà di giudizio, aumentare la trasparenza dei criteri e rendere più responsabili le decisioni.

In chiusura del passaggio, ha ribadito l’idea guida: più qualità e meno spazio all’ombra della politicizzazione.

tax credit e abusi: distorsioni e squilibri oltre un miliardo di euro

Al centro dell’attenzione anche il sistema del tax credit. Il ministro ha accusato la presenza di abusi e ha parlato di distorsioni e illeciti che, secondo quanto riportato, avrebbero prodotto nonché squilibri tra richieste e risorse quantificabili in oltre un miliardo di euro.

riforma del sistema, controlli e investimenti: verifiche e guardia di finanza

Giuli ha descritto il proprio ruolo come riferimento recente: da meno di due anni, avrebbe ereditato un sistema definito labirintico e avrebbe individuato la necessità di una riforma mirata a difendere chi lavora in modo serio e legale. Il ministro ha citato interventi già attivati, come verifiche e controlli più rigorosi sulla realizzazione delle opere.

È stata richiamata anche l’intensificazione della collaborazione con la Guardia di Finanza, indicata come strumento per rafforzare l’attuazione delle regole.

cinema scomodo e tutela dell’industria: 20 milioni e fondo cinema

Il ministro ha collegato la visione di sistema anche a un principio culturale: il cinema italiano sarebbe grande quando sa essere scomodo e quando riesce a criticare debitamente il potere, senza trasformare l’opera in dominio. A livello economico, Giuli ha annunciato che, per tutelare il cinema italiano come industria e come lavoro, sono stati stanziati altri 20 milioni di euro per il Fondo Cinema e Audiovisivo.

Le risorse indicate si aggiungono a quelle già ripartite per il 2026, portando la dotazione complessiva a 626 milioni. Il ministro ha inoltre lanciato un appello al Parlamento per un atteggiamento bipartisan e per un impegno coeso nella riforma del sistema audiovisivo nazionale.

sergio mattarella: futuro dell’audiovisivo non solo sostegni e serve intesa

Dopo Giuli, ha preso la parola Sergio Mattarella, con un intervento centrato sulle preoccupazioni della comunità del cinema. È stato evidenziato che sarebbe improprio trattare il futuro dell’audiovisivo come una mera richiesta di sostegni. La linea indicata è quella di dialogo e confronto aperto, senza pregiudiziali.

Mattarella ha aggiunto che, di fronte a difficoltà, l’intesa tra istituzioni e componenti del settore può funzionare come moltiplicatore di risorse e di energie.

mario martone e la reazione del settore: dopo gli orali servono scritti e fatti

Dal Quirinale è arrivato anche il commento di Mario Martone, regista tra i protagonisti del settore. L’uscita dall’incontro è stata accompagnata da una richiesta di passaggio concreto: dopo “gli orali”, il settore attende “gli scritti” e i fatti.

Protagonisti citati:

  • Alessandro Giuli
  • Giulio Regeni
  • Sergio Mattarella
  • Mario Martone
Niente fondi al docufilm su Regeni, ora Giuli mette una toppa: “Inaccettabile caduta, mai più. Alcuni finanziamenti immeritati”

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