Reddito universale di base proposta di musk: cosa potrebbe succedere e parte andrà la storia

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Reddito universale di base proposta di musk: cosa potrebbe succedere e  parte andrà la storia

Nel corso del Novecento, molte istituzioni economiche sono nate, si sono consolidate e hanno finito per diventare strutture stabili dell’economia reale. Tra queste, il sistema pensionistico pubblico italiano rappresenta un esempio emblematico: avviato nel 1919, nel tempo si è radicato e oggi incide in modo significativo sul reddito nazionale. A partire da questo precedente, torna con forza un interrogativo più ampio: il reddito universale di base, inteso come un sostegno sganciato dal lavoro, potrà vivere la stessa parabola di successo istituzionale, trasformandosi nell’innovazione sociale dominante del secolo?

La discussione si accende anche grazie a una proposta rilanciata da Elon Musk, che ipotizza l’introduzione di un reddito di base per contrastare la disoccupazione di massa generata, secondo la sua visione, dall’imminente rivoluzione tecnologica. L’idea prevede che lo Stato eroghi un assegno mensile ai lavoratori che perderanno l’impiego a causa dell’avanzata dell’intelligenza artificiale. L’operazione viene presentata come risposta a un futuro vicino: strumento eccentrico o anticipazione?

reddito universale di base: una proposta che torna, con obiettivi nuovi

Il tema del reddito universale di base non è recente: diversi studiosi se ne occupano da anni, e sono state avviate alcune piccole sperimentazioni. I risultati teorici non sono stati considerati conclusivi, mentre sul piano politico la proposta è rimasta confinata a cerchie ristrette legate a ispirazioni sociali o comunitarie. Il rilancio associato a un personaggio di primo piano come Musk riporta al centro un’idea già nota, ma con finalità differenti rispetto alle formulazioni tradizionali.

la visione di elon musk: reddito di base come risposta economica

Secondo la proposta attribuita a Musk, il reddito di base non mira principalmente alla giustizia sociale intesa come sostegno a persone in difficoltà. Il punto essenziale, nell’impostazione descritta, riguarda il profitto imprenditoriale e la tenuta della domanda in un’economia guidata dall’automazione.

L’argomento si fonda sull’idea che, nel prossimo futuro, molte attività produttive possano essere gestite da robot e in particolare da macchine umanoidi. Viene richiamato il riferimento di Tesla, indicata come azienda orientata a produrne milioni all’anno. In tale scenario, i lavoratori verrebbero sostituiti e, di conseguenza, la società dovrebbe affrontare il nodo di chi acquisterà le merci prodotte da impianti senza lavoratori.

economia del consumatore: la funzione keynesiana del sostegno

Nel ragionamento attribuito a Musk, il reddito di base elevato nella retorica avrebbe una funzione keynesiana: garantire la spesa necessaria a sostenere le merci prodotte in fabbriche senza occupati. L’immagine proposta è quella di una sostituzione dell’economia del produttore con un’economia del consumatore, in cui la domanda rimane attiva anche quando la produzione perde lavoro.

Si delineerebbe quindi una trasformazione del ruolo della classe operaia, descritta come un passaggio dai vincoli della produzione verso un accesso diretto ai consumi. Rimane però un problema immediato e centrale: reperire le risorse per sostenere l’erogazione di assegni a milioni di disoccupati.

risorse e stampa di moneta: lo scenario teorico evocato

Nel quadro descritto, non emergono dubbi sulla copertura economica secondo Musk: l’elevata produttività dei robot renderebbe possibile, almeno in teoria, accumulare l’ordine di grandezza necessario per finanziare le centinaia di miliardi richiesti per gli assegni. La prospettiva include anche la possibilità che la banca centrale stampi moneta in misura sufficiente, aprendo una fase nuova della storia economica dell’umanità, in uno scenario prospettato come utopico.

il nodo della distribuzione e l’impiego dei guadagni

Pur con l’attenzione posta alla produttività, resta il punto della distribuzione: i redditi generati da una fabbrica “deumanizzata” dovrebbero confluire verso manager, azionisti oppure verso lo Stato, che poi utilizzerebbe tali risorse per finanziare il reddito di base.

Viene indicato che Musk avrebbe già definito una propria quota di compenso pari a mille miliardi nel caso di Tesla. Ne risulta un quadro in cui, oltre all’idea di un reddito di base, si affianca anche un reddito d’impresa di dimensioni molto elevate, descritto in modo critico come distante dall’ordine umano dei rapporti economici.

un possibile scenario alternativo: produzione senza lavoro e cambiamento della proprietà

Accanto alla prospettiva legata al sostegno finanziato dalla spesa pubblica, viene evocato uno scenario considerato più diverso, e forse più realistico. In questa lettura, i beneficiari del reddito non si limiterebbero a incassare passivamente mensilmente la somma; emergerebbe invece il desiderio di “qualcosa di più”.

Ne deriva l’ipotesi che l’automazione della produzione possa portare, oltre al distacco dal lavoro, anche a un distacco dalla proprietà dei mezzi di produzione. I percettori del reddito potrebbero diventare azionisti attraverso una socializzazione dei mezzi di produzione a favore dello Stato. In questa impostazione, la trasformazione dei disoccupati assistiti dalla finanza pubblica in soggetti capaci di partecipare alla proprietà sarebbe il passaggio più probabile in un contesto di produzione affidata ad avatar umanoidi.

reddito di base come provocazione e tensione politica

La proposta attribuita a Musk viene ricondotta anche a una dimensione provocatoria: viene interpretata come l’idea di un miliardario incentrata su un modello “di finanza e tecnologia” e lontana, secondo l’impostazione descritta, da una valutazione concreta della realtà. Il testo richiama poi un elemento di coerenza politica: il ruolo di Musk viene collegato a una posizione di guida nel Doge, il dipartimento statunitense incaricato di tagliare almeno mille miliardi della spesa pubblica federale.

Il quadro complessivo mostra quindi una tensione: da un lato la richiesta di un intervento statale consistente sotto forma di reddito di base; dall’altro la presenza di azioni orientate al contenimento della spesa pubblica. Nel bilancio considerato, anche senza un’effettiva riuscita nello smantellare il welfare americano, vengono comunque attribuiti impatti rilevanti su milioni di persone.

reddito universale di base e futuri possibili per il capitalismo

Il reddito universale di base viene presentato come una proposta ciclica associata, nel racconto, a interessi dei super miliardari: un modo per mettere al riparo profitti e, allo stesso tempo, per gestire l’impatto sociale dei cambiamenti tecnologici. La direzione storica rimane aperta tra due alternative: un capitalismo senza lavoratori oppure un capitalismo senza capitalisti. La trasformazione viene descritta come capace di cambiare la fisionomia economica su tempi più rapidi di quanto tradizionalmente previsto, rendendo la questione particolarmente urgente.

Personaggi citati:

  • Elon Musk
  • Giorgio Rufolo
La proposta di Musk di un reddito universale di base? Vedremo da che parte andrà la storia

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