Quarto sciopero in quattro mesi e mezzo atm: conflittualità alle stelle
La crisi di Atm emerge con sempre maggiore evidenza, tra scioperi ricorrenti, carenze di personale e segnali crescenti di deterioramento operativo. Nel contesto milanese, il servizio pubblico registra difficoltà che incidono sull’affidabilità quotidiana e sull’attrattività del trasporto, mentre le misure adottate ai piani alti restano assenti nonostante una situazione economica descritta come severa.
scioperi, conflittualità e difficoltà operative in atm
Dal 15 maggio la conflittualità in Atm viene descritta come fuori controllo. La dinamica indica uno sciopero al mese, con quattro scioperi nei primi quattro mesi e mezzo del 2026. Anche il 2025 viene indicato come un anno problematico per i cittadini, con dieci scioperi, quasi uno al mese.
In parallelo, vengono evidenziate condizioni che incidono sulla gestione ordinaria: mancano tra 300 e 400 autisti, i salari sono considerati bassi, i turni risultano pesanti e diventa sempre più difficile ottenere giorni di ferie. Crescono inoltre gli episodi legati agli straordinari, descritti come ormai non più contabili, e aumentano i comportamenti antisindacali attribuiti all’azienda.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la sicurezza e la manutenzione: dopo l’incidente del Tramlink si rafforzano le preoccupazioni sulle condizioni di sicurezza e sulla manutenzione di mezzi e rete. In questo quadro, viene sottolineato il rischio che Atm stia progressivamente perdendo i propri tratti di azienda di servizio pubblico.
costi in crescita e prospettive economiche giudicate gravi
La pressione finanziaria non viene trattata come marginale: si parla di costi in continua crescita e di prospettive economico-finanziarie molto gravi, fino ad arrivare all’ammissione delle difficoltà da parte dello stesso sindaco Sala. Nonostante questo, nel testo viene riportato che non vengono adottati provvedimenti dall’azionista nei confronti dei vertici, indicati come responsabili di una crisi aziendale presentata come sempre più inarrestabile.
passeggeri in calo dal 2019 e tagli che riducono l’attrattività
Escludendo il periodo del Covid e quello dell’Expo, il 2025 con 675 milioni di passeggeri viene riportato come ancora distante dai livelli del 2019, attestati su 830 milioni annui. Il dato evidenzia un traffico inferiore di circa 14%.
investimenti e crescita esterna: perché il numero passeggeri non decolla
Il calo viene segnalato nonostante una serie di fattori considerati favorevoli per il trasporto a Milano: estensione della M5, apertura della M4, aumento dell’uso del Tpl grazie a Area C, potenziamento dell’offerta metropolitana e crescita turistica e immobiliare della città. In questo scenario, vengono indicati come cause determinanti i tagli alle corse di superficie e l’aumento dei tempi di attesa, che hanno ridotto l’attrattività del servizio e portato al crollo del numero di passeggeri.
Il testo quantifica anche il potenziale mancato: se l’utenza fosse rimasta sui livelli del 2019, negli ultimi tre anni sarebbero stati trasportati 413 milioni di passeggeri in più.
strategie aziendali: dalla riorganizzazione al nuovo modello di gara
Nel quadro descritto, i vertici di Atm vengono rappresentati come impegnati a negare o a non riconoscere lo stato di crisi. In alternativa a una riorganizzazione aziendale e a un rilancio del core business
