Poliziotti condannati per Aldrovandi assolto Chef Rubio e definizione maiali
Un post che rimette al centro l’episodio di Federico Aldrovandi, una querela scaturita da un’espressione giudicata offensiva e un processo che si chiude con un verdetto destinato a far discutere. Chef Rubio, all’anagrafe Gabriele Rubini, era chiamato a rispondere di diffamazione aggravata davanti al tribunale di Velletri, dopo la presentazione della denuncia da parte del Sindacato autonomo di polizia (Sap) nella persona del segretario generale Stefano Paoloni. Al centro della vicenda c’è un malinteso legato all’effige installata in ricordo del ragazzo a Ferrara e alla reazione sui social che ha innescato l’azione giudiziaria.
chef rubio diffamazione aggravata: il processo a velletri e la formula piena
Il tribunale di Velletri ha assolto Chef Rubio con formula piena. La contestazione riguardava un’affermazione contenuta in un messaggio pubblicato sui social, riconducibile all’uso della formula “quattro maiali” riferita a quattro poliziotti condannati per omicidio colposo per la morte di Federico Aldrovandi.
Secondo il giudice, il fatto non integra un reato: il diritto di critica è stato ritenuto scriminante, portando all’assoluzione integrale.
fatti all’origine: l’effige per federico aldorovandi oscurata a ferrara
La vicenda nasce da un episodio avvenuto in via Ippodromo a Ferrara, luogo dell’uccisione di Aldrovandi nella notte del 25 settembre 2005. A pochi giorni dal 15esimo anniversario, il 23 settembre 2020, durante le attività di raccolta, gli addetti alla raccolta rifiuti del Comune di Ferrara, riposizionando i bidoni della raccolta differenziata, hanno oscurato l’angolo in cui era installata un’effige in ricordo del ragazzo. L’errore è stato corretto nelle ore successive.
La notizia si diffonde sui social e genera una serie di commenti di indignazione. Tra questi compare anche il post di Chef Rubio, indirizzato al Comune di Ferrara.
il post sui social e l’espressione “quattro maiali”
Nel messaggio, Chef Rubio scrive: “Caro Comune di Ferrara anche se avete messo l’installazione ‘la Monnezza’ proprio a denunciare che chi uccise un ragazzino inerme furono 4 maiali della Polizia di stato di Ferrara (ancora in servizio), potreste far spostare i cassonetti? Grazie”. È questa formulazione a diventare il punto di frizione dell’intera vicenda giudiziaria.
L’azione parte dopo la denuncia: il processo viene avviato presso il tribunale competente per territorio, quindi nella provincia in cui risiede l’imputato.
chef rubio in aula: la difesa sul significato dell’espressione
Durante l’udienza, Rubio — difeso dagli avvocati Fabio Anselmo e Bernardo Gentile — chiarisce la propria posizione. L’imputato sostiene che l’espressione “quattro maiali” non avrebbe avuto l’obiettivo di offendere né la Polizia di Stato, né il sindacato Sap. L’intento, secondo quanto riferito in aula, sarebbe stato collegato alla battaglia già nota con l’hashtag #vialadivisa, richiamando nello specifico i quattro poliziotti condannati per la vicenda di Aldrovandi.
Al termine della discussione, il pm aveva chiesto tre mesi di condanna. La decisione del tribunale, invece, esclude la rilevanza penale del fatto.
la motivazione della sentenza: diritto di critica e assenza di reato
Per il tribunale, il caso non configura un’ipotesi di reato. La scriminante individuata riguarda il diritto di critica, considerato sufficiente a assolvere con formula piena.
reazioni: difesa e sap sulla decisione e sui termini usati
La difesa commenta la conclusione del procedimento ricordando come la strumentalità della querela sarebbe stata evidente. Viene ribadito che Gabriele non ha offeso l’onore della Polizia. Nel passaggio finale, viene richiamato anche il ruolo dei familiari di Aldrovandi, citati nel contesto della presa di posizione.
Il Sap afferma di rispettare la sentenza, pur ritenendo che i termini impiegati nel post siano chiari e inequivocabili. Il sindacato dichiara l’intenzione di attendere le motivazioni per valutare un eventuale appello.
persone coinvolte nella vicenda
- Chef Rubio (all’anagrafe Gabriele Rubini)
- Stefano Paoloni (segretario generale del Sap)
- Fabio Anselmo
- Bernardo Gentile
- Federico Aldrovandi
- Lino (menzionato nella reazione della difesa)
- Patrizia (genitore di Aldrovandi, citata nella reazione)
- Fede (menzionato nella reazione della difesa)
