Piano per eliminare i pappagalli in puglia: cacciatori arruolati per difendere le mandorle
Nel Nord Barese la diffusione del parrocchetto monaco sta trasformandosi in un’emergenza ambientale con ricadute dirette sull’agricoltura. La Regione Puglia ha approvato un insieme di misure operative pensate per gestire, controllare e rimuovere i nidi della specie, con l’obiettivo centrale di ridurne l’espansione e limitare i danni alle coltivazioni.
parrocchetto monaco in puglia: obiettivo e strategia di contenimento
Le “prime linee di indirizzo per la gestione, il controllo e la rimozione dei nidi” sono state approvate dalla Regione Puglia in collaborazione con il dipartimento di bioscienze, biotecnologie e ambiente dell’Università di Bari. Il provvedimento definisce un indirizzo unitario per contrastare l’arginamento dei pappagallini verdi, articolato in tre azioni principali: caccia, distruzione delle uova e sradicamento dei nidi.
misure autorizzate nelle aree a maggiore densità
Gli interventi previsti rientrano in protocolli specifici: nelle zone con alta densità vengono autorizzate attività mirate per interrompere il ciclo riproduttivo. In particolare, l’essere umano può smantellare fisicamente i nidi, distruggere le uova e procedere con soppressione eutanasica dei nidiacei.
formazione avviata dal 20 maggio per cacciatori e proprietari
La data operativa indicata è quella di un avvio formativo dal 20 maggio. La formazione è destinata ai cacciatori abilitati e ai proprietari di fondi privati. Il percorso mira a fornire competenze direttamente spendibili sul campo e riguarda l’intera filiera di monitoraggio e rimozione.
durata del corso e focus su monitoraggio e rimozione
Il corso ha una durata di 14 ore e concentra l’attenzione sulle migliori tecniche di monitoraggio e sulla rimozione, integrando le competenze scientifiche dei docenti dell’ateneo barese con procedure di gestione sanitaria.
parrocchetto monaco: origine, diffusione nel barese e aree coinvolte
Il primo avvistamento del parrocchetto monaco risale a Molfetta, nei primi anni del Duemila, in corrispondenza di un eucalipto nella contrada Madonna delle Rose. In seguito, l’aumento della tropicalizzazione del clima ha favorito lo spostamento della specie, originaria del sudamerica (Myiopsitta monachus Boddaert), verso diverse località della provincia e oltre.
dal molfettese verso bisceglie, bisceglie e alta murgia
La progressione ha riguardato Bisceglie, Giovinazzo, Palese, Bitonto e Palo del Colle, con arrivo fino all’Alta Murgia.
danni all’agricoltura: colture colpite e impatti economici stimati
La specie viene considerata aliena e altamente invasiva anche per la sua capacità di alimentarsi con continuità durante le fasi di sviluppo delle colture. Il cosiddetto “peccato di gola” riguarda soprattutto la predilezione per frutti come mandorle, ciliegie, fichi, pesche e albicocche.
coltivazioni danneggiate: oltre 19mila ettari di mandorlo
Nutrendosi dei frutti in maturazione e dei germogli, i volatili sono indicati come responsabili del danno principale per oltre 19mila ettari di coltivazioni di mandorlo nella provincia di Bari. Il problema viene associato anche ai danneggiamenti alle attrezzature agricole, in particolare agli impianti di irrigazione utilizzati dai pappagalli per abbeverarsi.
stima dei danni e periodo di espansione
Secondo le organizzazioni agricole, la specie avrebbe iniziato la sua “invasione” circa 20 anni fa, con danni stimati nell’ordine di 35 milioni di euro.
interventi e posizioni di associazioni e istituzioni
Le misure vengono presentate come indispensabili per preservare le coltivazioni, in particolare mandorleti e frutteti, costantemente esposti alla pressione della specie. Coldiretti Puglia e CIA Puglia evidenziano la necessità di protocolli di intervento strutturati, collegandoli alla dimensione del fenomeno.
cia puglia e l’esigenza di gestione senza improvvisazione
Il presidente della CIA Puglia Gennaro Sicolo sottolinea la portata della proliferazione senza controllo, indicando che negli ultimi anni la specie avrebbe causato danni importanti alle colture agricole, legati alla voracità e a un aumento numerico descritto come esponenziale.
assessorato all’agricoltura: ruolo della formazione e procedure sanitarie
L’assessore all’agricoltura pugliese Francesco Paolicelli richiama la necessità di operare con personale qualificato e formazione strutturata, con un corso da 14 ore dedicato a monitoraggio e rimozione, in integrazione tra competenze scientifiche e procedure di gestione sanitaria.
sicurezza del percorso tecnico e descrizione dell’impatto sul territorio
Nella stessa linea, Sicolo evidenzia che la specie risulterebbe capace di devastare campi di legumi e di rovinare i campi di grano, arrivando a prendere d’assalto i frutteti. Viene inoltre richiamato che esistono altri fattori di squilibrio legati a specie selvatiche che avrebbero modificato l’equilibrio precedente, mentre la strada operativa indicata è rappresentata dal provvedimento adottato dalla Regione Puglia.
nomi citati
- Gennaro Sicolo
- Francesco Paolicelli
- Coldiretti Puglia
- CIA Puglia
