Pfas nei farmaci quasi tutti sostituibili secondo la scienza

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Pfas nei farmaci quasi tutti sostituibili secondo la scienza

Le sostanze PFAS sono al centro di un confronto acceso tra normativa europea, scelte industriali e impatti ambientali legati ai farmaci. Un nuovo studio condotto in Germania mette in discussione l’idea secondo cui non esisterebbero alternative praticabili, mentre restano aperti interrogativi sui rischi connessi ai sostituti e sull’impatto complessivo lungo l’intera filiera produttiva e di utilizzo.

pfas nei farmaci: studio e quadro regolatorio ue

Per molti medicinali, i produttori potrebbero già oggi fare a meno dei PFAS: è quanto emerge da una ricerca dell’istituto farmaceutico dell’università di friburgo insieme all’agenzia nazionale tedesca per l’ambiente, riferita dalle reti NDR e WDR. Nel contempo, gli autori segnalano che i potenziali rischi associati ai farmaci alternativi non risultano ancora analizzati in modo sufficiente; la valutazione del miglior trattamento terapeutico resta quindi demandata alla discrezione dei medici curanti.

Dal 2023 l’unione europea lavora a una normativa organica per i PFAS, includendo oltre 10mila composti chimici distinti con l’obiettivo di limitarne l’utilizzo. Sul piano industriale, viene evidenziato che l’industria farmaceutica sarebbe in gran parte esentata: secondo i produttori, mancherebbero alternative pronte, mentre la loro ricerca richiederebbe tempo e risorse. In questa cornice i PFAS contribuirebbero a maggiore stabilità e durata di conservazione più lunga dei medicinali.

alternative senza pf as: numeri e principi attivi coinvolti

Le conclusioni dello studio, riferite al caso tedesco, ridimensionano la narrazione secondo cui le sostituzioni sarebbero non disponibili. Secondo l’analisi, esisterebbe già oggi un’opzione priva di PFAS per 97 dei 111 principi attivi farmaceutici esaminati.

approvazioni già in corso o prossime alla commercializzazione

Per alcuni principi attivi, i sostituti sarebbero già in commercio oppure approvati in altri paesi. Nei casi in cui non fossero ancora disponibili sul mercato tedesco, lo studio indica che le alternative sarebbero comunque vicine all’approvazione o in una fase avanzata di sviluppo.

In Germania risultano approvati 70 principi attivi contenenti PFAS; di questi, secondo la ricerca, 61 avrebbero un’alternativa disponibile.

rischi ambientali e ruolo del tfa: impatto e classificazioni

Uno degli elementi centrali riguarda la trasformazione ambientale dei PFAS. Michael Müller, tra gli autori della ricerca, ha affermato che l’utilità dei PFAS non sarebbe proporzionata ai rischi ambientali. L’84% dei principi attivi analizzati può degradarsi in acido trifluoroacetico (TFA), un composto considerato particolarmente persistente.

tfa e diffusione nell’ambiente

Il TFA viene espulso dal corpo umano in tempi relativamente brevi, ma rimane nell’ambiente per periodi lunghi. Inoltre si dissolve facilmente nell’acqua potabile: di conseguenza può essere rimosso solo tramite procedure complesse. Le autorità tedesche lo hanno classificato nel 2025 come tossico per la riproduzione.

valutazione in fase di approvazione dei farmaci

Secondo le informazioni riportate, durante il processo di approvazione dei nuovi farmaci i rischi ambientali vengono documentati. La presenza di tali rischi non comporta però restrizioni automatiche: l’efficacia del preparato per i pazienti viene indicata come prioritaria.

industria farmaceutica, incentivi e tempi per la sostituzione

Hannes Hönemann, portavoce stampa di Pharma Deutschland, associazione di categoria che raccoglie alcune tra le principali aziende del settore, ha dichiarato che l’industria ha riconosciuto i PFAS come un problema e sta già cercando principi attivi alternativi. La sostituzione, però, richiede tempo considerevole.

Un nodo strutturale è stato collegato anche alla mancanza di meccanismi di incentivo. Daniela Gildemeister dell’agenzia tedesca per l’ambiente, che ha contribuito allo studio, ha evidenziato che all’industria farmaceutica non vengono offerti incentivi sufficienti per integrare la compatibilità ambientale nella produzione.

pfas nell’ambiente: contaminazioni, esempi e dati

In assenza di adeguati presupposti, ogni anno diverse tonnellate di prodotti di degradazione dei PFAS, persistenti come il TFA, vengono rilasciate nell’ambiente, anche tramite l’uso dei medicinali. In un’indagine collaborativa transfrontaliera e interdisciplinare, il Forever Pollution Project ha rivelato, all’inizio del 2023, quasi 23mila siti contaminati in Europa e ulteriori 21.500 aree considerate presumibilmente interessate.

riscontri su fauna e campioni alimentari

Un report di Greenpeace dell’ottobre scorso ha riportato la presenza di PFAS in pesci, granchi e cozze commestibili provenienti da mare del nord e mar baltico. Anche se basata su 17 campioni, la ricerca ha indicato esiti positivi in tutti i casi; in alcune misurazioni compaiono anche PFAS come PFOS (acido perfluoroottansolfonico) e PFOA (acido perfluoroottanoico). In 16 campioni è stato rilevato un cocktail di diversi inquinanti.

pfoa e pf as: classificazioni di rischio e rilevazioni

Le autorità statunitensi e l’international agency for research on cancer (IARC) hanno classificato il PFOA come “probabilmente cancerogeno” per i tumori del rene e del testicolo. È inoltre riportato che un consumo due volte alla settimana supererebbe, con margine significativo, le concentrazioni considerate sicure dall’efsa (autorità europea per la sicurezza alimentare).

In un ulteriore riscontro, è indicato che uno studio dell’European Environmental Bureau, basato sul sangue di 24 esponenti politici dell’ue, avrebbe rilevato PFAS in tutti i campioni. Il principale produttore di queste sostanze, DuPont, avrebbe saputo sin dagli anni ’60 che i PFAS potevano essere tossici: secondo quanto riportato, già tre anni fa NDR e WDR hanno evidenziato effetti come un ingrossamento del fegato nei ratti e nei conigli e, in seguito, l’accumulo delle sostanze nel sangue dei dipendenti.

approccio del governo tedesco e limiti all’uso dei pfas

Per quanto riguarda la politica pubblica, il governo tedesco prevede che l’impiego di PFAS venga sostituito solo quando esistano già alternative. Nei restanti casi, devono essere garantite misure opportune per la riduzione efficace delle emissioni, mantenendo comunque possibili le applicazioni essenziali.

nomi citati nello scenario pfas nei farmaci

  • Michael Müller
  • Hannes Hönemann
  • Daniela Gildemeister
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