Pazienti cancro ovaio in Italia accesso a cure e prevenzione ancora diseguale

• Pubblicato il • 3 min
Pazienti cancro ovaio in Italia accesso a cure e prevenzione ancora diseguale

La prevenzione dei tumori associati al rischio oncologico eredo-familiare legato alle mutazioni genetiche Brca1 e Brca2 resta al centro del dibattito sanitario nazionale. Secondo Ornella Campanella, presidente dell’Associazione Abracadabra, l’Italia presenta percorsi non uniformi e ostacoli concreti che incidono sia sull’accesso alle cure sia sulla possibilità di ricevere indicazioni chiare e tempestive.

pdta Brca1 e Brca2: solo alcune regioni hanno percorsi dedicati

Un passaggio decisivo riguarda l’approvazione di un Pdta dedicato alle persone portatrici di alterazioni genetiche come Brca1 e Brca2. Campanella evidenzia che oggi solo 8 regioni su 20 hanno approvato un percorso diagnostico terapeutico assistenziale specifico. Il risultato, secondo la denuncia, è una gestione disomogenea sul territorio: in alcune realtà i pazienti hanno indicazioni su a chi rivolgersi e su quali controlli effettuare, mentre in altre permangono riferimenti poco definiti.

disuguaglianze anche sulle esenzioni sanitarie e sui costi degli esami

Tra le criticità segnalate dall’associazione rientrano anche le esenzioni sanitarie. Secondo Campanella, le differenze regionali incidono sulla possibilità di eseguire gratuitamente gli esami previsti dai protocolli di sorveglianza. In molte situazioni le persone sarebbero costrette a sostenere di tasca propria controlli con un costo compreso tra 500 e 1.000 euro l’anno.

La pressione economica risulta ancora più rilevante nelle famiglie in cui più persone risultano portatrici della stessa mutazione genetica, aumentando l’impatto dei costi su decisioni e continuità dei percorsi di prevenzione.

servizi non uniformi e lea: manca la riduzione del rischio chirurgica

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la mancanza di omogeneità nei servizi offerti. Campanella afferma che i provvedimenti regionali spesso prevedono prestazioni diverse tra loro, mentre basterebbe intervenire per rendere i percorsi assistenziali più coerenti sul territorio nazionale.

Tra le criticità indicate dall’associazione compare anche l’assenza, nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), degli interventi chirurgici di riduzione del rischio. In particolare vengono menzionate procedure come mastectomia preventiva e annessiectomia. Secondo Campanella, le evidenze scientifiche disponibili dimostrano l’efficacia di questi interventi nel ridurre il rischio di sviluppare il cancro.

Campanella sottolinea che tali interventi non eliminano il rischio al 100%, ribadendo che in medicina il rischio zero non esiste, ma evidenziando il valore di queste misure come strumento fondamentale per proteggere le persone predisposte. L’approccio viene descritto come un’opportunità cruciale in oncologia: intervenire prima che la malattia si manifesti.

accesso a test genetici e consulenza brca: prevenzione personalizzata e terapie target

Un nodo centrale riguarda l’accesso ai test genetici e alla consulenza Brca. Campanella sostiene che riconoscere in tempo una persona portatrice di mutazioni genetiche consente di attivare percorsi di prevenzione personalizzati.

scelte su misura per riduzione del rischio e interventi preventivi

Secondo quanto indicato dalla presidente di Abracadabra, la possibilità di valutare interventi di riduzione del rischio richiede scelte costruite su misura per ogni persona. L’obiettivo è consentire una pianificazione adeguata in base alle caratteristiche individuali e al profilo di rischio.

identificazione precoce per accedere a terapie mirate

L’individuazione tempestiva delle mutazioni viene collegata anche all’accesso a terapie target innovative. In caso di tumore, tali opzioni avrebbero la capacità di migliorare significativamente la prognosi, affiancando l’approccio preventivo con possibilità terapeutiche più mirate.

Campanella conclude definendo l’obiettivo complessivo: permettere alle persone portatrici di alterazioni genetiche di non diventare pazienti oncologiche.

persone coinvolte nel messaggio pubblico

  • Ornella Campanella, presidente dell’Associazione Abracadabra
Categorie: Salute

Per te