Nucleare bonelli avs non esiste nucleare sostenibile solo propaganda

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Nucleare bonelli avs non esiste nucleare sostenibile solo propaganda

Il dibattito sul nucleare torna al centro del confronto politico con una critica netta sulla presunta capacità della tecnologia di ridurre i costi dell’energia. Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs, interviene in piazza Montecitorio contestando l’idea di un “nucleare sostenibile” e sostenendo che la discussione serva principalmente a fare propaganda invece di spingere una strategia energetica realmente orientata al futuro.

nucleare e bollette: la posizione di angelo bonelli

Secondo Bonelli, l’argomento sarebbe mosso da ignoranza politica e da una narrazione priva di basi tecniche: “non esiste nucleare di nuova generazione, non esiste nucleare sostenibile”. Nel suo ragionamento, la realtà del settore viene ricondotta a categorie già operative o in fase sperimentale, con l’obiettivo di dimostrare che l’uso del tema nucleare non porterebbe benefici rapidi ai consumatori.

La critica si concentra anche sull’impatto economico: il nucleare, nella visione del deputato, non abbasserebbe le bollette ma al contrario contribuirebbe a mantenere l’Italia in una condizione di dipendenza dai combustibili fossili. La conseguenza indicata è un aumento dei costi per famiglie e imprese, mentre le grandi società energetiche continuerebbero a registrare profitti elevati.

assenza di nucleare “sostenibile” e centralità di una battaglia ideologica

Bonelli afferma che l’attuale discussione non riguarderebbe un percorso industriale capace di produrre risultati nel breve periodo, ma una battaglia “ideologica” priva di solidità economica. A suo dire, la scelta di puntare sul nucleare verrebbe presentata come soluzione, pur non essendo in grado di generare un vantaggio concreto per la fase immediata della transizione energetica.

smr e nucleare di terza generazione: cosa sostiene bonelli

Nel corso del punto stampa, il deputato introduce un confronto con esperienze e tecnologie menzionate nel dibattito pubblico. Bonelli sostiene che esista il nucleare di terza generazione, citando la Francia come riferimento. Inoltre, richiama gli SMR (small modular reactors), descrivendoli come prototipi.

La valutazione critica si estende a un esempio internazionale: Bonelli afferma che la società NuScale negli Stati Uniti sarebbe fallita perché sarebbe andata fuori scala. Da qui la conclusione del portavoce politico: se gli SMR vengono considerati prototipali e se progetti simili hanno incontrato difficoltà, il tema nucleare risulterebbe privo di realismo nel contesto delle tempistiche necessarie alla riduzione dei costi energetici.

tempi di realizzazione: attesa di 20-25 anni

La contestazione riguarda anche la tempistica. Secondo quanto dichiarato da Bonelli, anche nell’eventualità che il nucleare venisse avviato con successo, non produrrebbe energia in tempi brevi: la stima indicata è di 20-25 anni. Nel frattempo, sostiene, il Paese rimarrebbe legato al gas, con effetti diretti sul prezzo dell’energia.

rinnovabili e gas: il nodo degli investimenti secondo europa verde e avs

Bonelli collega la discussione sul nucleare a una critica più ampia all’impostazione del governo. Il deputato sostiene che la transizione energetica reale debba basarsi su strategie differenti e che la maggioranza, nel confronto politico, stia rinviando la costruzione di una direzione concreta. Nel suo impianto, l’azione prioritaria dovrebbe riguardare gli investimenti nelle rinnovabili, considerate la fonte più economica e rapida da realizzare.

Un passaggio centrale riguarda l’accusa che il governo stia bloccando proprio gli investimenti nelle rinnovabili. Nel quadro descritto, questa scelta manterrebbe il sistema energetico legato al gas e alimenterebbe un ciclo di prezzi più alti, con conseguenze economiche per il tessuto produttivo e per i consumatori.

costi più alti e profitti: l’effetto paventato nel messaggio di bonelli

Il ragionamento di Bonelli collega direttamente la scelta politica sul nucleare all’assenza di una riduzione dei prezzi. Da un lato, la sua posizione sostiene che il nucleare avrebbe costi superiori rispetto alle rinnovabili. Dall’altro, indica che, anche se il progetto fosse realizzabile, l’orizzonte temporale lungo non impedirebbe l’aumento della bolletta nel periodo immediato.

Nel messaggio finale, la funzione della discussione sul nucleare viene ricondotta a obiettivi di comunicazione: propaganda elettorale per rinviare interventi considerati essenziali. La conseguenza evocata è un Paese reso “ostaggio” del gas e della speculazione.

Personaggi citati:

  • Angelo Bonelli

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