Narges mohammdi in terapia intensiva: condizioni critiche e ultime notizie
Le condizioni di salute di Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace iraniana e attivista attualmente detenuta nel proprio Paese, si sono aggravate in modo critico. Un trasferimento d’urgenza verso un ospedale nel nord-ovest dell’Iran è stato disposto dopo un “catastrofico peggioramento”, con la richiesta di rilascio immediato e incondizionato per consentire cure da parte di un’équipe specializzata.
narges mohammadi trasferita d’urgenza in ospedale in terapia intensiva
Secondo quanto riportato in un post su X dalla Fondazione a suo nome, la 54enne risulta ricoverata in terapia intensiva cardiologica. Il trasferimento è collegato a un peggioramento della sua condizione clinica e alla necessità di assistenza sanitaria di livello superiore rispetto a quanto disponibile in carcere.
peggioramento rapido e urgenze sanitarie riportate dalla fondazione
La Fondazione riferisce che la famiglia di Mohammadi ha descritto il trasferimento come un’azione disperata “all’ultimo minuto”, potenzialmente troppo tardiva per rispondere alle sue esigenze critiche. Nel quadro sanitario indicato, l’attivista avrebbe avuto due episodi di perdita totale di coscienza e una grave crisi cardiaca. Le informazioni disponibili dal carcere di Zanjan, dove è detenuta, segnalano inoltre che anche a fine marzo Mohammadi aveva già subito un arresto cardiaco.
storia sanitaria recente e ricadute in carcere
La situazione clinica risulta compromessa già dalla fine del 2024. In quel periodo, il regime aveva disposto il rilascio di Mohammadi per problemi cardiaci. Anche dopo quella fase, la detenzione non si è interrotta: secondo la ricostruzione, Mohammadi stava scontando una pena di 12 anni quando, a dicembre, è stata nuovamente arrestata.
arresti e aggravamenti legati a precedenti decisioni del regime
Nel racconto fornito dalla Fondazione, l’attuale trasferimento ospedaliero giunge dopo un periodo indicato come caratterizzato da negligenza medica. Viene infatti citato un lasso di 140 giorni di “sistematica negligenza medica” e viene sottolineato che l’intervento ospedaliero è avvenuto solo per “necessità inevitabile”, dopo che i medici del carcere avrebbero stabilito l’impossibilità di gestire le sue condizioni in loco.
condanna aggiuntiva e motivazioni per il Nobel per la pace
A febbraio, il regime degli ayatollah ha inflitto a Mohammadi sette ulteriori anni di reclusione, comunicando la condanna per “associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati”. La notizia è stata attribuita al suo avvocato Mostafa Nili tramite l’agenzia di stampa Afp.
pena prevista: reclusione, propaganda e restrizioni sullo spostamento
La sentenza indicata include anche un altro anno e mezzo di reclusione per attività di propaganda, la previsione dell’esilio per due anni nella città meridionale di Khosf e il divieto di lasciare l’Iran per due anni.
detenzioni arbitrarie, torture e motivazioni della condanna
La Fondazione ricorda che, da oltre 14 anni, Mohammadi sarebbe stata sottoposta a detenzioni arbitrarie, torture e maltrattamenti collegati alla sua lotta contro l’oppressione delle donne in Iran e alla sua attività per promuovere diritti umani e libertà. Tali riferimenti sono coerenti con le motivazioni per cui Mohammadi è stata insignita del Nobel per la pace nel 2023.
richiesta di rilascio e ruolo dell’équipe medica specializzata
Nel messaggio diffuso dalla Fondazione, la situazione viene presentata come urgente: l’unità ospedaliera indicata è la terapia intensiva cardiologica e viene avanzata la richiesta di rilascio immediato e incondizionato per permettere affidamento alle cure di un’équipe specializzata. La Fondazione collega inoltre la necessità del trasferimento all’esito di valutazioni mediche in carcere, descritte come determinanti nel decidere l’uscita dall’istituto.
nomi citati
- Narges Mohammadi
- Mostafa Nili
- Afp

