Morto gianclaudio bressa, padre del titolo v e fondatore dell ulivo
Un percorso politico costruito tra autonomie, riforme costituzionali e attenzione costante alle minoranze linguistiche: la carriera di Gianclaudio Bressa, fondatore dell’Ulivo, si è sviluppata per decenni tra incarichi parlamentari e ruoli di governo. La sua scomparsa è avvenuta improvvisamente all’età di 70 anni, lasciando un’eredità legata soprattutto al lavoro sul Titolo V e al rapporto con il territorio, con particolare riferimento a Bolzano e all’area delle Dolomiti.
Gianclaudio bressa: carriera politica e impegno per le autonomie
Gianclaudio Bressa ha rappresentato, nel corso della sua esperienza, un punto di riferimento per le autonomie e per le modifiche legate all’assetto costituzionale. Fondatore dell’Ulivo e a lungo parlamentare del centrosinistra, è ricordato tra i principali artefici della riforma del Titolo V del 2001.
Tra le altre attività istituzionali, ha svolto il ruolo di sindaco di Belluno nei primi anni Novanta, quando era ancora nelle file della Dc. In seguito ha ricoperto anche incarichi di sottosegretario, partecipando ai governi di Renzi e Gentiloni e, prima ancora, ai governi di D’Alema e Amato.
bolzano e trentino alto adige: il legame territoriale di bressa
Il rapporto di Bressa con Bolzano risulta particolarmente forte: nel tempo è stato più volte eletto nella circoscrizione Trentino Alto Adige. Nel profilo personale, emerge inoltre la sua vicinanza alla montagna, richiamata con l’immagine di un “figlio” delle Dolomiti.
La sua scomparsa è stata comunicata con la notizia della presenza dei suoi familiari: lascia un figlio e una figlia.
camere e gruppi politici: dall’esperienza parlamentare alla commissione affari costituzionali
La vita politica di Bressa si è sviluppata principalmente tra i banchi di Camera e Senato. Il suo percorso parte dai Popolari e dai Democratici per Prodi, con il gruppo per il quale è stato numero due alle spalle di Sergio Mattarella. Successivamente ha militato nella Margherita e poi nel Pd, legandosi ad Areadem guidata da Dario Franceschini, con cui avrebbe condiviso una profonda amicizia.
Tra i ruoli parlamentari, Bressa è stato anche capogruppo del Pd della commissione Affari Costituzionali a Montecitorio. In quella sede ha avversato la riforma costituzionale promossa dal governo Berlusconi.
riforma costituzionale del titolo v e attività di produzione politica
Accanto alla partecipazione alla fase di riforma del Titolo V, Bressa risulta anche autore di pubblicazioni. Tra queste viene ricordato il volume “Quel pasticciaccio brutto della riforma costituzionale”, scritto in contrapposizione alla modifica costituzionale voluta dall’allora ministro Roberto Calderoli.
cordoglio trasversale: riconoscimenti, ricordi istituzionali e valore delle autonomie
Il cordoglio è stato definito trasversale, arrivando da ambienti politici che attraversano diversi schieramenti, da Forza Italia alla Lega, con testimonianze che ruotano attorno a affidabilità, competenza e attenzione alle minoranze linguistiche.
attenzione alle minoranze linguistiche dell’alto adige
Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ricorda Bressa come interlocutore straordinariamente affidabile e particolarmente attento alle esigenze delle minoranze linguistiche dell’Alto Adige. Viene sottolineato che Bressa aveva a cuore l’Autonomia e che al sostegno delle minoranze linguistiche aveva dedicato “l’intera, brillante carriera politica”.
grande ordine di merito del 2013
Nel 2013, l’impegno per le minoranze linguistiche dell’Alto Adige venne riconosciuto con l’attribuzione del Grande Ordine di Merito, indicato come la massima onorificenza della Provincia autonoma di Bolzano.
riconoscimenti da svp e gruppo parlamentare per le autonomie
La senatrice della Svp e presidente del Gruppo parlamentare per le autonomie, Julia Unterberger, lo definisce un vero amico delle autonomie speciali e del Sudtirolo. Unterberger ricorda anche che, durante l’ultima legislatura in cui Bressa venne eletto in Senato, aderì al Gruppo per le autonomie, sottolineando una collaborazione fondata su lealtà, passione e disponibilità al confronto.
il ricordo di calderoli sul contributo al titolo v
Il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli collega la discussione sull’autonomia regionale anche al contributo di Bressa alla riforma costituzionale del Titolo V nel 2001. Calderoli richiama inoltre la dimensione territoriale del politico, descrivendolo come espressione del proprio territorio, con esperienze amministrative e di governo maturate tra consigliere, assessore e poi sindaco di Belluno.
Viene richiamato anche il confronto istituzionale in commissione o in aula, con riconoscimento della competenza e della preparazione di Bressa, oltre all’impegno sincero verso le autonomie e le Regioni, incluse quelle a statuto speciale. Nel ricordo di Calderoli emerge pure il riferimento alla Commissione dei sei, per l’attuazione dello statuto autonomo dell’Alto Adige, in cui Bressa risulta essere stato presidente prima di Calderoli.
personaggi e figure citate
- Gianclaudio Bressa
- Sergio Mattarella
- Dario Franceschini
- Renzi
- Gentiloni
- D’Alema
- Amato
- Roberto Calderoli
- Arno Kompatscher
- Julia Unterberger
