Morte evaristo beccalossi: la storia dei due rigori sbagliati in 8 minuti diventati uno spettacolo a teatro
Milano, 15 settembre 1982. Nello stadio Giuseppe Meazza va in scena l’andata dei sedicesimi di finale della Coppa delle Coppe, competizione europea a eliminazione diretta che sarebbe stata soppressa nel 1999. Protagonista assoluto della serata è Evaristo Beccalossi, campione dell’Inter, ricordato non solo per il talento da “numero dieci”, ma anche per una sequenza rimasta impressa per i dettagli e per la sua imprevedibilità: una vicenda durata 8 minuti che intreccia una notte di coppa, due rigori sbagliati, un mezzo infortunio, una porta sfondata e un’atmosfera che somiglia a uno spettacolo teatrale.
inter slovan bratislava 15 settembre 1982: la notte dei due rigori di beccalossi
L’Inter disputa la sfida grazie alla Coppa Italia conquistata pochi mesi prima. In panchina siede Rino Marchesi, mentre dall’altra parte ci sono i cecoslovacchi dello Slovan Bratislava. La superiorità nerazzurra emerge sia sulla carta sia nel ritmo del gioco, ma la sequenza più discussa coinvolge il fantasista interista Beccalossi.
il primo rigore: rincorsa, tiro e palla fuori
All’ennesima azione personale, Beccalossi viene fermato in area di rigore dalla mezzala avversaria Jan Hlavaty. Non essendo ancora l’era del VAR, l’arbitro portoghese Viriato Graca Oliva concede il penalty ai padroni di casa. Dal dischetto si presenta Beccalossi: rincorsa, conclusione e palla fuori. Negli anni, la dinamica verrà ricordata con la stessa immagine evocata dallo stesso calciatore: un tiro “di una specie di mozzarella”, finito lontano dal bersaglio, mantenendo però la scelta di continuare a giocare come se nulla fosse.
il secondo rigore: decisioni, palla al dischetto e doppia reazione del portiere
Sette minuti dopo arriva la seconda opportunità. Su un cross dalla destra segue un fallo di mano in area di rigore cecoslovacca. Beccalossi racconta che, prima di calciare, si è posto un dubbio immediato: affrontare il tiro direttamente o cederlo a un compagno. Decide di consultare Altobelli, indicato come secondo rigorista, e gli propone di tirare; la risposta è negativa. A quel punto interviene Lele Oriali, che gli dà una pacca sulla spalla e lo invita a calciare. Beccalossi rimette il pallone sul dischetto e sceglie un tiro alla sinistra del portiere.
Il portiere si tuffa e respinge. Sulla respinta Beccalossi corre e prova ancora, questa volta con un tiro di destro. Anche qui arriva un’altra parata. Il portiere dello Slovan viene ricordato con il nome Milan Mana, poi scomparso dai riflettori dopo quella giornata.
inter vince 2-0 nonostante gli errori: gol di altobelli e sabato
Nonostante la sequenza negativa dai dischi di rigore, l’Inter riesce a portare a casa la vittoria: la partita termina 2-0. A decidere sono le reti di Altobelli e Sabato. Beccalossi, dopo il secondo errore, riferisce di essersi infortunato entrando in una fase di difficoltà per via di “muscoli troppo tesi” e nervosismo.
infortunio e reazione nello spogliatoio: rabbia e sfogo
L’allenatore lo sostituisce. Entrando negli spogliatoi, Evaristo Beccalossi scarica la tensione con un gesto simbolico: si racconta che sfondi due porte “per la rabbia”, incapace di calmarsi subito. La scena viene completata dall’insieme dei momenti che seguono: compagni e persone presenti gli rivolgono frasi di rito e gli danno pacche sulla spalla per invitarlo a non preoccuparsi. Anche il presidente Ivanoe Fraizzoli entra nello spogliatoio per accompagnare quel passaggio.
paolo rossi e lo spettacolo del rigore: lo stile del monologo su beccalossi
La serata, spesso rievocata con il sorriso dai protagonisti, prende in seguito una forma diversa attraverso il monologo di Paolo Rossi. Attore e comico, oltre che grande tifoso interista, descrive l’atteggiamento dello stadio e la determinazione con cui il calciatore si presenta al dischetto. Nella ricostruzione, Rossi sottolinea la percezione di essere davanti a uomini “veri”, capaci di assumersi responsabilità con sicurezza, anche quando il risultato non segue l’aspettativa.
Il racconto insiste sul contrasto tra la sicurezza dichiarata e l’esito del tiro: lo tiro io viene associato all’immagine di chi non sbaglia, ma il penalty fallisce. Il monologo mette poi a fuoco il tema della difficoltà psicologica per un giocatore che ha appena mancato il rigore, soprattutto nel momento in cui, pochi minuti dopo, l’Inter riceve nuovamente un calcio dal dischetto. Tra le risate, Rossi riprende anche la reazione collettiva suggerita dallo stadio: l’urgenza, quasi corale, di ripetere il gesto affidandolo ancora a Eva, prima dell’ennesima ripresa del momento narrato.
personaggi citati nella ricostruzione della serata
- Evaristo Beccalossi
- Rino Marchesi
- Jan Hlavaty
- Viriato Graca Oliva
- Milan Mana
- Altobelli
- Lele Oriali
- Ivanoe Fraizzoli
- Paolo Rossi
- Sabato