Molestie in banca: ex impiegato rifiuta risarcimento milione

• Pubblicato il • 4 min
Molestie in banca: ex impiegato rifiuta risarcimento  milione

Un’ex vicenda interna a JPMorgan Chase, al centro di accuse pesanti e conflittuali, sta riaccendendo l’attenzione su molestie, discriminazioni e ritorsioni sul posto di lavoro. Chirayu Rana, 35 anni, sostiene di essere stato vittima per anni di comportamenti illegittimi da parte di una dirigente senior e ha portato la disputa davanti alla giustizia di New York. La banca, tramite i propri rappresentanti, respinge ogni addebito e indica l’esistenza di verifiche interne senza riscontri. Nel mezzo, l’equazione tra accordi economici, procedure giudiziarie e contenuti condivisi online rende la vicenda particolarmente complessa e controversa.

chirayu rana accusa jpmorgan chase di molestie sessuali e ritorsioni

Chirayu Rana, ex banchiere di JPMorgan Chase, ha denunciato la banca di New York sostenendo molestie sessuali, discriminazioni razziali e ritorsioni interne perpetrate, secondo il suo racconto, nel corso del tempo. Nella denuncia presentata in un tribunale dello Stato di New York, l’uomo indica come responsabile Lorna Hajdini, dirigente senior della banca, citando un quadro di aggressione sessuale reiterata.

Rana, di origini nepalesi, afferma anche di aver subito insulti razzisti e di essere stato sottoposto a pressioni professionali nel tentativo di sottrarsi alla situazione. Parallelamente, la banca contesta l’impianto accusatorio.

jpmorgan nega le accuse e punta a un’indagine interna

JPMorgan respinge ogni accusa e sostiene di aver effettuato un’indagine interna coinvolgendo diversi dipendenti, dichiarando di non aver trovato elementi a sostegno delle rivendicazioni di Rana. Anche gli avvocati di Lorna Hajdini contestano categoricamente ogni addebito.

In una nota, un portavoce della banca spiega di aver cercato di raggiungere un accordo per evitare tempi e costi di un contenzioso, aggiungendo che la società continua a ritenere le accuse infondate.

accordo economico rifiutato: 1 milione di dollari contro richieste superiori

La distanza tra le parti emerge anche sul piano economico. Secondo quanto riportato, Rana avrebbe rifiutato un’offerta di 1 milione di dollari avanzata dalla multinazionale statunitense per chiudere la controversia. Sul versante opposto, gli avvocati di Rana avrebbero presentato una controproposta: ad aprile è stata indicata una soluzione extragiudiziale da 11,75 milioni di dollari.

Nel procedimento davanti al tribunale, invece, le richieste di risarcimento danni risultano più elevate, con una cifra riportata pari a 20 milioni di dollari.

timeline lavorativa: ruolo, denuncia interna e trasferimento

Rana sarebbe entrato nel team di finanza strutturata di JPMorgan nel maggio 2024 come vicepresidente senior. Un anno prima dell’apertura della causa, l’uomo avrebbe presentato, a maggio 2024, una denuncia interna alle risorse umane. Dopo il reclamo, sostiene di essere stato posto in congedo retribuito, mentre la banca avvia verifiche interne durate alcuni mesi.

La banca, secondo la propria ricostruzione, aggiunge che Rana nel frattempo si sarebbe trasferito al fondo di private equity Bregal Sagemount e non avrebbe collaborato pienamente alle verifiche, alimentando dubbi sulla sua credibilità. Nel racconto fornito, Rana avrebbe anche finto la morte del padre per dedicarsi, a suo dire, alla raccolta di documenti necessari alla causa.

reazioni sui social e credibilità: video generati con intelligenza artificiale

La vicenda ha guadagnato ampia visibilità online anche per la circolazione di contenuti creati con intelligenza artificiale. Su X e Instagram sarebbero stati diffusi video che ricostruiscono presunti dialoghi e scene descritte nella denuncia pubblicata. Questa dinamica avrebbe contribuito a un acceso dibattito pubblico, con molti utenti che esprimono dubbi sulla coerenza e sulla credibilità dei fatti narrati da Rana.

iter giudiziario complesso: deposito con pseudonimo e nuova presentazione

La controversia avrebbe avuto un andamento giudiziario considerato insolito. Gli avvocati di Rana avrebbero presentato i documenti al tribunale di New York utilizzando lo pseudonimo di John Doe. Successivamente, la denuncia sarebbe stata ritirata dal registro del tribunale e poi depositata di nuovo, con una formulazione sostanzialmente uguale alla precedente.

Daniel Kaiser, avvocato di Rana, avrebbe spiegato che la causa originale non sarebbe stata ritirata, ma che dopo il deposito il cancelliere del tribunale avrebbe comunicato la necessità di revisione e approvazione da parte del giudice prima di poter formalizzare il deposito con uno pseudonimo.

La modifica ritenuta rilevante nella seconda versione riguarderebbe la presenza di due dichiarazioni giurate di testimoni, con i nomi oscurati. Secondo quanto riportato, le dichiarazioni affermerebbero che sarebbe stato assistito un tentato abuso di Rana.

dettaglio sulle dichiarazioni giurate e la testimonianza citata

Uno dei testimoni indicati nel racconto avrebbe un legame di conoscenza con la famiglia della presunta vittima. Il resoconto riferisce che la persona sarebbe testimone di un fatto avvenuto nel settembre 2024. In tale scenario descritto, la dirigente si sarebbe presentata nell’appartamento del banchiere ubriaca e nuda, chiedendo di partecipare a “una cosa a tre”.

persone coinvolte nella vicenda citate nei documenti

Nel quadro delineato emergono i seguenti nominativi legati alla disputa:

  • Chirayu Rana
  • Lorna Hajdini
  • Daniel Kaiser
“La mia capa a JPMorgan mi ha molestato per anni”: ex dipendente rifiuta 1 milione di risarcimento dalla banca per chiudere la causa

Per te