Modi a roma shenoy imec difesa ed energia al centro del rapporto india italia

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Modi a roma shenoy imec difesa ed energia al centro del rapporto india italia

La visita di Narendra Modi in Italia il 20 maggio si inserisce in un quadro in rapida trasformazione, dove commercio, difesa, energia e sicurezza marittima convergono in una nuova lettura geopolitica. Al centro dell’attenzione emerge la spinta verso un’idea integrata di Indo-Mediterraneo, capace di collegare rotte e interessi tra Oceano Indiano, Golfo, Mar Rosso, Mediterraneo ed Europa. In questo contesto, Vas Shenoy—Chief Representative per l’Italia della Indian Chamber of Commerce—ricostruisce le ragioni della crescente convergenza tra Roma e Nuova Delhi, in un momento segnato da instabilità globale e fattori economici direttamente collegati alle crisi regionali.

modi e roma: commercio e autonomia strategica tra ue e india

La tappa italiana del primo ministro indiano viene letta come parte di un arco strategico occidentale dell’India, alla vigilia della firma dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e India. L’intesa, secondo la cornice tracciata nell’analisi, dovrebbe ampliare in modo significativo gli scambi tra UE-India e Italia-India. La scelta del momento avviene mentre i rapporti internazionali attraversano una fase turbolenta: crisi energetica, pressione sulle democrazie, volatilità nelle relazioni con gli Stati Uniti e ricerca europea di autonomia strategica. In tale scenario l’India viene descritta come un partner in grado di contribuire a quel percorso, mentre Italia e India aumentano il livello di convergenza sul piano strategico e industriale.

indo-mediterraneo: sicurezza marittima, rotte e resilienza energetica

Il rapporto bilaterale non viene presentato solo come un insieme di scambi tra due Paesi. L’idea cardine è la connessione di due poli all’interno di una geografia più ampia: l’insieme tra Oceano Indiano, Golfo, Mar Rosso, Mediterraneo ed Europa. Da questa prospettiva derivano temi centrali dell’agenda, con un focus su sicurezza marittima, rotte commerciali e resilienza energetica. Nell’elenco delle priorità compare anche il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa, indicato come Imec, ritenuto parte di un percorso strutturale che continua a mantenere rilevanza anche mentre la guerra in Asia occidentale incide sul contesto regionale. Un ruolo importante viene attribuito alla relazione condivisa con gli Emirati Arabi Uniti.

difesa e innovazione: roadmap industriale e cooperazione operativa

Accanto alle componenti commerciali e energetiche, l’interlocuzione tra Italia e India include un asse forte su difesa e innovazione. Il riferimento è al Piano d’Azione Strategico Congiunto 2025-2029, che impegna i due Paesi su una Roadmap Industriale della Difesa orientata a co-produzione, co-sviluppo, ricerca nel settore della difesa. All’interno dello stesso perimetro rientrano anche cooperazione marittima, cybersicurezza e contrasto al cybercrime. La visita a Nuova Delhi del ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, a fine aprile, viene indicata come un elemento capace di creare “slancio”, da trasformare in risultati attraverso un confronto diretto tra i leader.

terrorismo, iran e hormuz: un’unica conversazione per temi interconnessi

La visita si colloca dopo Operation Sindoor, descritta come l’azione indiana contro gruppi terroristici in Pakistan, e in un momento in cui le tensioni in Asia occidentale si sono rinnovate. La cornice include anche una dottrina indiana antiterrorismo definita in modo più netto, creando lo spazio per affrontare insieme terrorismo, energia, Iran e Hormuz. Risultato atteso: discussioni su catene di approvvigionamento della difesa e Indo-Mediterraneo trattate connessamente, invece che come dossier separati.

relazione meloni-modi: sovranità, politica industriale e connettività

Il rapporto tra Giorgia Meloni e Modi viene definito come insolitamente produttivo, fondato sulla comprensione del linguaggio della sovranità, della politica industriale, dell’autonomia strategica e della connettività. Nel racconto emerge una visione convergente: l’Italia interpreta l’India come più di un mercato, anche come attore civile e strategico; l’India considera l’Italia un partner europeo con proiezione mediterranea, competenze nella difesa e una serietà politica riconoscibile.

indo-pacifico, africa e intelligenza artificiale: leve per stabilizzazione e sviluppo

Nel profilo descritto, Italia e India condividono relazioni con il Giappone e con la sua leader Sanae Takaichi. Inoltre, dopo la visita del presidente Trump in Cina—con il focus sul passaggio di immagine della Cina come “seconda potenza globale”—il ruolo di Italia e India nell’Indo-Pacifico viene indicato come fattore di stabilizzazione per il Sud globale e per il resto del mondo.

Il quadro include anche l’Africa come asse di investimento: l’India ospiterà il quarto vertice India-Africa il 31 maggio, mentre l’Italia è presentata come impegnata con il Piano Mattei. Italia, India e Kenya hanno inoltre avviato una partnership trilaterale strategica per co-progettare e distribuire soluzioni di intelligenza artificiale scalabili e sovrane in Africa.

brics a nuova delhi: utile, ma diviso sulla linea da seguire

Allargando lo sguardo, la riunione dei ministri degli Esteri dei Brics a Nuova Delhi viene giudicata utile, ma non priva di limiti legati al formato Brics allargato. L’India riesce a convocare il gruppo in un momento complesso, con Iran ed Emirati Arabi Uniti presenti contemporaneamente e con la guerra in Asia occidentale che incide su energia, commercio e sicurezza marittima.

asia occidentale e fratture: dichiarazione presidenziale invece di comunicato congiunto

La riunione, però, non produce una dichiarazione politica unitaria pienamente coerente con l’obiettivo indiano. La frattura principale riguarda l’Asia occidentale: l’Iran avrebbe voluto una condanna rivolta a Stati Uniti e Israele, mentre la posizione degli Emirati appare naturalmente orientata alla condanna dell’Iran. Il risultato è una dichiarazione della presidenza elaborata dall’India, anziché un comunicato congiunto completo. L’esito viene interpretato come un segnale: i Brics sono abbastanza grandi per contare geopoliticamente, ma al tempo stesso risultano troppo divisi per parlare con una sola voce.

assenza di wang yi e contesto pechino: disciplina nella regia indiana

Il quadro include anche la presenza “di basso livello” della Cina, con l’assenza di Wang Yi, indicata come elemento simbolico. La Cina resta una potenza centrale nell’assetto Brics e possiede anche un’influenza rilevante sull’Iran. La riunione coincide inoltre con il vertice tra Trump e Xi a Pechino, circostanza che rende qualsiasi possibile svolta nei Brics potenzialmente meno visibile rispetto al messaggio che la Cina intende proiettare.

Il punto considerato più importante è la disciplina con cui l’India presiede la sessione: i Brics non vengono trasformati in un teatro anti-occidentale costruito interamente attorno a Teheran, Mosca o Pechino. L’obiettivo indicato è mantenere i Brics come piattaforma per la riforma della governance globale e come voce del Sud globale, evitando che diventi un blocco anti-occidentale che eredita automaticamente ogni conflitto dei membri.

guerra in asia occidentale ed economia indiana: effetti su energia, inflazione e rupia

L’impatto della guerra in Asia occidentale sull’economia indiana viene descritto come diretto, perché l’energia agisce da cinghia di trasmissione tra la regione e l’economia del Paese. Lo Stretto di Hormuz non viene trattato come un concetto astratto: risulta legato a inflazione, partite correnti, rupia, fertilizzanti, plastica, costi di trasporto, carburante per il fabbisogno interno e stabilità politica. Sul piano umano, il testo richiama oltre 9 milioni di cittadini indiani presenti nel Golfo, indicati come spina dorsale dell’economia del Golfo e come fonte di rimesse che restano rilevanti per la disponibilità di valuta estera.

Dal punto di vista della dipendenza energetica, l’India importerebbe oltre il 90 per cento del proprio petrolio greggio. Il passaggio finale richiama un dato collegato alla dinamica recente della situazione, ma la cifra appare riportata in modo incompleto.

Personaggi e figure citate:

  • Vas Shenoy
  • Narendra Modi
  • Giorgia Meloni
  • Guido Crosetto
  • Sanae Takaichi
  • Wang Yi
  • Donald Trump
  • Xi Jinping
  • Rappresentanti/attori citati tramite Paesi e contesto: Iran, Stati Uniti, Israele, Emirati Arabi Uniti, Cina, Giappone, Kenya

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