Mistero dei video privati chiavetta di Chiara: la spiegazione di Marco Poggi

• Pubblicato il • 5 min
Mistero dei video privati chiavetta di Chiara: la spiegazione di Marco Poggi

La vicenda giudiziaria legata ai video intimi e alla chiavetta/pen drive al centro degli accertamenti apre scenari investigativi complessi, in cui le parole registrate in intercettazione e le dichiarazioni rese davanti ai pm vengono messe a confronto. Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Pavia, emergono ricostruzioni che ruotano attorno alla presunta conoscenza del materiale da parte di Andrea Sempio, indicato come amico del fratello della vittima, e alle spiegazioni fornite da Marco Poggi, chiamato a chiarire una parte cruciale del “soliloquio” intercettato in auto.

inchiesta pavia e soliloquio intercettato su “quel video”

Le dichiarazioni attribuite ad Andrea Sempio nell’ambito di una conversazione captata tramite intercettazione in auto sarebbero collegate a un riferimento esplicito al video. Nel corso dell’audio, l’indagato parla di “quel video” e aggiunge “e io ce l’ho”. Secondo gli investigatori, quel contenuto viene ricondotto ai filmati intimi registrati da Chiara Poggi con il fidanzato Alberto Stasi, diventando un tassello che incide sul possibile movente.

marco poggi: spiegazione sulla chiavetta e definizione “surreale”

Marco Poggi, riportato come testimone davanti ai pm di Pavia, tenta di fornire una lettura personale delle frasi pronunciate da Sempio nel soliloquio. La spiegazione proposta viene presentata come l’unica plausibile, seppure assurda: Sempio avrebbe preso una penna usb presente in camera di Chiara e se l’aveva portata a casa. Le parole del testimone risultano, nelle sue intenzioni, finalizzate a rendere comprensibile l’esistenza di un riferimento a un “video” in possesso dell’indagato.

La ricostruzione, però, viene accompagnata da forte incredulità. Marco Poggi sostiene di trovare la situazione “folle”, argomentando che non si aspetterebbe un gesto del genere da parte di un amico, aggiungendo che Chiara si sarebbe potuta accorgere di una sottrazione. Il testimone definisce l’intero quadro “surreale” e riferisce di non riuscire a trovare una spiegazione coerente.

conoscenza dei video privati: cosa confermato e cosa escluso

Marco Poggi dichiara di sapere dell’esistenza di filmati intimi tra la sorella e Alberto Stasi, ma solo per un episodio descritto come accidentale: l’aver sbirciato una chat sul computer di casa. Nei suoi chiarimenti, esclude di aver visto i video e di averne parlato con gli amici. Secondo la sua versione, sarebbe apparso improbabile che Chiara non gli avesse detto nulla, anche considerando la riservatezza: se fosse emerso un problema, sarebbe venuta meno la “chiusura” informativa.

Nel seguito, Marco Poggi racconta che Andrea Sempio nega di aver visto i video. Sempre in procura, Marco Poggi registra inoltre il nodo del movente sessuale: l’indagato non si capacitava della contestazione, anche perché non avrebbe frequentato Chiara.

audizioni delle cugine e percezione dei video

La questione dei video privati compare anche nelle audizioni di persone vicine alla vittima. Le cugine gemelle Paola Cappa e Stefania Cappa vengono sentite presso la caserma Montebello di Milano. Nel corso delle dichiarazioni, Paola afferma di non aver mai sentito parlare dei video. Stefania, invece, riferisce di esserne a conoscenza: avrebbe ricevuto un racconto della vicenda in modo molto generico.

toni del racconto e episodio nei giorni precedenti

Alla richiesta relativa alla modalità con cui le informazioni sarebbero state riferite, Stefania Cappa descrive i toni come sereni e semplici. La cugina ricorda poi un episodio avvenuto pochi giorni prima dell’omicidio: racconta di aver visto Chiara uscire di corsa in strada, con abbigliamento da casa, tra ciabatte e pigiamino bianco. Il comportamento le sarebbe apparso spaventato, legato alla volontà di controllare che non ci fossero ladri in giro.

carabinieri milano: soliloquio e accesso ai video dal pc o dalla pen drive

Nell’informativa conclusiva dei carabinieri di Milano, depositata con l’atto di chiusura delle indagini, si sostiene che il soliloquio di Sempio indichi una conoscenza diretta sia della situazione personale di Chiara Poggi sia dell’esistenza dei video privati. I militari rilevano che dalla conversazione captata, definita a tratti angosciosa, si sarebbe desunto che Andrea fosse perfettamente a conoscenza del fatto che Chiara fosse rimasta sola a casa.

Nel documento si sottolinea inoltre l’elemento ritenuto inquietante: la presunta consapevolezza dei video che Chiara e Alberto Stasi avrebbero girato registrando la propria intimità, senza condividerla con altri. I carabinieri affermano che, secondo la loro lettura, Andrea Sempio non avrebbe potuto conoscere quei contenuti se non avesse avuto accesso al materiale attraverso il pc presente nella stanza di Chiara oppure, come risulterebbe dalla consulenza informatica, tramite la pen drive da 2GB rinvenuta nella casa dei Poggi e rianalizzata recentemente.

trascrizioni e ipotesi alternative di accesso

L’informativa precisa che gli audio, considerati determinanti sul presunto movente, al momento risultano non ascoltati integralmente, con trascrizioni o riassunti. L’impianto accusatorio prende forma tramite l’ipotesi che l’accesso ai file potesse avvenire:

  • con la presenza di Marco Poggi, nel cui caso vengono ritenute incongruenti le spiegazioni su come sarebbe venuto a conoscenza del video e su come vi avrebbe avuto accesso;
  • oppure agendo autonomamente e di nascosto rispetto a Marco Poggi, sfruttando l’accesso al pc o alla pen drive.

capacità informatiche e uso del pc per attività in compagnia

I carabinieri rilevano che sia Marco Poggi sia Andrea Sempio avrebbero avuto una capacità informatica ritenuta idonea. Viene inoltre indicata come assolutamente improbabile l’idea che l’uso del computer di Chiara fosse limitato al gioco. A sostegno della ricostruzione viene richiamata la presenza di un video di Andrea Sempio sul pc in questione, elemento interpretato come prova del fatto che il gruppo di amici utilizzasse quel computer per varie attività svolgibili anche in compagnia.

personaggi e riferimenti nominativi citati nella ricostruzione

Nel quadro delle dichiarazioni e degli atti descritti emergono i seguenti nominativi, richiamati direttamente nei passaggi relativi all’inchiesta e alle audizioni:

  • Marco Poggi
  • Andrea Sempio
  • Chiara Poggi
  • Alberto Stasi
  • Paola Cappa
  • Stefania Cappa
“Assurda ma unica spiegazione plausibile è pensare che Sempio abbia preso la chiavetta di Chiara”, così Marco Poggi ai pm sul mistero dei video privati

Per te