Millennium e epstein files al salone del libro con gomez e castigliani
Gli Epstein files hanno trasformato uno scandalo di abuso, ricatto e impunità in una materia documentale di dimensioni enormi. Milioni di elementi tra documenti, mail, immagini e contatti sono diventati disponibili online, ma la quantità è tale da renderli difficili da consultare in modo ordinario. Da questa tensione nasce il lavoro raccontato a Torino, con l’obiettivo di rendere leggibile e utilizzabile una mole di informazioni che, se restasse indistinta, resterebbe di fatto quasi impraticabile.
Allo Salone del Libro di Torino, nell’incontro dedicato al numero speciale del mensile MillenniuM su “Epstein files – Sesso, ricatti e geopolitica”, Peter Gomez e la giornalista del Fatto Quotidiano Martina Castigliani hanno presentato il percorso di trasformazione di quella massa documentale in uno strumento di ricerca. Il focus è sul passaggio da dati sparsi a un dizionario del potere: un impianto che mette ordine tra nomi, luoghi, relazioni e riscontri, così da far emergere connessioni e significati.
epstein files: abuso, ricatto e impunità nelle élite globali
Lo scandalo Epstein viene descritto come una vicenda in cui abuso, ricatto e impunità trovano spazio dentro le élite globali. Castigliani richiama una lettura che mette al centro i meccanismi di potere e parla di un’alleanza tra uomini bianchi basata sulla capacità di esercitare controllo. Al centro del racconto compare anche il tema della schiavitù sessuale, con ragazze spesso indicate come minorenni.
Un passaggio rilevante riguarda la priorità da dare alle denunce che precedono qualsiasi lettura geopolitica. Nel quadro delineato, la narrazione mette in primo piano giovani donne che avrebbero denunciato per anni senza essere credute. Castigliani evidenzia che la prima denuncia risale al 1996 e porta i nomi delle sorelle Farmer, elemento che viene presentato come punto di partenza cronologico.
da dati online a dizionario del potere
Gomez inquadra i files come un racconto capace di descrivere dinamiche più ampie rispetto alla singola vicenda. Per Gomez, la documentazione fornisce materiale per leggere un contesto definito come “post-democrazia”. L’idea centrale è che parlamenti, governi e procedure continuino a funzionare, mentre una quota crescente di decisioni finirebbe per spostarsi altrove: tra finanza, istituzioni sovranazionali, servizi e relazioni informali.
Nel racconto entrano figure e ambienti associati a circuiti di potere. Vengono citati Donald Trump, Bill Clinton ed Ehud Barak, oltre a riferimenti alle ombre del Mossad e al ruolo di Wall Street. Gomez precisa la natura delle connessioni, rifiutando l’idea di un modello come quello attribuito a “Spectre” e indicando invece l’esistenza di un cerchio ristretto di persone.
Secondo la ricostruzione presentata, il cerchio ristretto si riconoscerebbe per la condivisione di percorsi sociali: le stesse scuole, gli stessi salotti e gli stessi circuiti di potere. Questo modo di mettere in relazione persone e ambienti viene collegato al funzionamento delle reti capaci di sostenere lo scambio di favori e informazioni.
ricatto senza dichiarazione esplicita: il nodo pubblico delle violenze
La questione del ricatto viene descritta come un elemento che non sempre richiede una formulazione diretta. Gomez, nel quadro dell’incontro, riporta l’idea che il ricatto possa operare attraverso una semplice consapevolezza reciproca: “io so che tu sai che io so”. L’effetto è l’attivazione di meccanismi di pressione, mantenendo sullo sfondo ciò che può essere usato come leva.
Castigliani riporta la discussione alla sua base materiale, collegando la sfera privata a conseguenze pubbliche. Se soggetti con ruoli politici, economici o finanziari sono a conoscenza di violenze sessuali, anche su minorenni, e non intervengono con una denuncia, viene indicato che la questione non resterebbe confinata ai fatti personali. In quella prospettiva, si parla di passaggio a un fatto pubblico, perché la mancata denuncia diventerebbe parte del funzionamento di un sistema.
figure citate nell’incontro su epstein files
Durante il confronto vengono nominati diversi soggetti riconducibili ai circuiti discussi.
- Peter Gomez
- Martina Castigliani
- Mario Portanova
- Edoardo Novella
- Donald Trump
- Bill Clinton
- Ehud Barak
- le sorelle Farmer