Memoria degli italiani riflessione di ornella muti a cannes

• Pubblicato il • 6 min
Memoria degli italiani riflessione di ornella muti a cannes

Ornella Muti sbarca al 79esimo Festival di Cannes con “Roma Elastica”, film di Bertrand Mandico, e usa la cornice della Croisette per riflettere su cinema italiano, memoria collettiva e suggestioni legate a Cinecittà. L’attrice collega il valore della produzione nazionale al bisogno di riconoscerla, ricordarla e coltivarla, mentre racconta il legame con un luogo simbolico del grande schermo e l’impronta visionaria del regista francese, che l’ha voluta nel cast.

ornella muti a cannes e “roma elastica”: cinema italiano, memoria e orgoglio

Quando la conversazione si concentra sul rapporto tra pubblico italiano e patrimonio cinematografico, Muti mette al centro un’idea netta: secondo lei l’Italia fatica a conservare memoria delle proprie conquiste artistiche. Nel ricordare che il nostro paese ha avuto autori, attori e scrittori capaci di dare vita a storie considerate straordinarie, osserva che l’entusiasmo per quei risultati non sempre si traduce in consapevolezza e riconoscimento. Il tema include anche un sentimento di appartenenza che, a suo avviso, dovrebbe essere più presente: sentirsi orgogliosi del cinema prodotto e delle sue radici.

Nel contesto di Cannes, la presenza di Muti si collega anche al fatto che il festival quest’anno non include film italiani, mentre risultano presenti attori italiani inseriti nel progetto. L’attrice afferma che la partecipazione rappresenta il cinema italiano attraverso un film francese che parla di Roma e della fatiscenza del nostro cinema.

cinecittà e i ricordi sul set: “pioggia, neve, sole, animali, terra”

Il discorso di Muti incontra Cinecittà, luogo che definisce con una tonalità nostalgica e personale. L’attrice racconta di avere girato a lungo nella struttura: ricorda un episodio in cui ha assistito a un lavoro di Fellini, in particolare durante la realizzazione di “E la nave va”. La scena viene descritta come un momento difficile da dimenticare, proprio per la forza del fare cinema in quel contesto.

Un altro passaggio riguarda “Il viaggio di Capitan Fracassa”, girato interamente in studio: secondo il racconto di Muti sono state ricreate condizioni e ambienti differenti, dalla pioggia alla neve, fino al sole, includendo animali e la presenza scenica di terra e carri. L’attrice lega a quei lavori un sentimento di mancanza: ciò che è “speciale” e concreto, costruito all’interno degli spazi produttivi, rappresenta un elemento che si è progressivamente perso o almeno affievolito.

casting italiano in “roma elastica”: i nomi citati e il senso della rappresentanza

Muti chiarisce il significato della sua presenza al festival anche attraverso il cast. Nell’elenco degli attori italiani coinvolti nel film di Mandico compaiono Asia Argento, Isabella Ferrari, Maurizio Lombardi e Franco Nero. L’attrice li cita nel quadro di un’idea di rappresentanza: il cinema italiano è presente nonostante l’assenza di titoli italiani, grazie al lavoro degli interpreti.

interazione tra carriere e “ritorni”: la visione di muti

Alla domanda se la partecipazione possa essere interpretata come un ritorno, Muti risponde con una prospettiva personale sul percorso di un attore. Descrive l’idea di “scendere e risalire” come parte della traiettoria professionale, sottolineando che il tragitto comprende anche la scelta e il dire dei “no”. In chiusura di questo ragionamento, ribadisce la propria orgoglionosità per il cammino.

l’equilibrio lontano dal set: base forte, famiglia e protezione personale

Muti racconta di non essersi mai persa nei periodi più distanti dall’attività sul set. Spiega di avere scelto una forma di protezione: avendo iniziato a lavorare da bambina, descrive la propria timidezza come un tratto che conserva anche negli anni. Sottolinea che il lavoro può diventare pericoloso nei momenti di grande auge, quando il contesto attira attenzione continua. A suo dire, in quella fase può aumentare il rischio di perdere equilibrio, seguito poi dai momenti di calo.

La base indicata per evitare di smarrirsi è la famiglia. Muti la definisce come una componente capace di tenerla impegnata anche quando si attraversano drammi e difficoltà. Nel descrivere il quotidiano come elemento centrale, distingue tra ciò che è meraviglioso e ciò che non coincide con la vita. Nel pensiero riportato, quando viene meno un ancoraggio emergono pericoli come alcol, droga e la tendenza al perdersi. L’attrice conclude affermando l’intenzione di non smarrire la propria direzione.

bertrand mandico e “roma elastica”: eccentrismo, sguardo e visione

Muti descrive Bertrand Mandico come un regista che possiede il coraggio di mettere in scena ciò che vede e ciò che sente. Nella sua lettura, oggi molti si conformano per inseguire il successo, mentre Mandico si distingue perché realizza un film considerato visionario e con tratti definiti felliniani ed eccentrici, in linea con la personalità del personaggio interpretato.

donne e caratteri diversi: la costruzione dei personaggi

Muti dedica spazio allo sguardo del regista sulle donne: per ogni personaggio, ogni donna viene rappresentata con un carattere specifico. L’attrice cita il caso di Isabella, definita coraggiosissima. In questa prospettiva, sottolinea quanto sia complesso diversificare i tratti individuali quando le figure femminili sono molte, mantenendo riconoscibilità e unicità.

il ruolo nel film: conduttrice eccentrica, interviste e regia

In “Roma Elastica”, previsto nelle sale italiane con Europictures, Muti interpreta una conduttrice sopra le righe che ospita nel proprio show Eddie, interpretata da Marion Cotillard. Nel racconto del film, Eddie è un’attrice che ha conosciuto il grande successo in America e arriva a Roma per girare un film di fantascienza, presentato come possibile ultimo lavoro.

Muti racconta anche l’approccio al personaggio: inizialmente cercava un riferimento tra le presentatrici italiane, poi ha capito che il modello non era necessario. Secondo la sua descrizione, la conduttrice ha un modo proprio, che risulta eccentrico e poco interessato a chi stia dall’altra parte dell’intervista. L’attrice afferma che la figura compie una relazione immediata con la macchina da presa, facendo emergere per un attimo il resto. L’esperienza sul personaggio viene sintetizzata come un momento di grande divertimento.

progetti futuri: serie con christian de sica, ruolo con pupi avati e teatro

Fuori dal film, Muti aggiorna sui progetti in corso e in preparazione. Indica di avere appena terminato le riprese di una serie con Christian De Sica, intitolata “The Label”. Racconta inoltre che dovrebbe avere un ruolo in “Gotico padano”, serie di Pupi Avati.

Nel quadro delle attività future, segnala anche un lavoro legato al teatro: sta preparando una “cosa” e lascia aperta la possibilità di ulteriori sviluppi.

sean baker e i poster dedicati: attenzione dei fan e affetto ricorrente

Muti dedica un passaggio speciale a un fan considerato molto devoto, Sean Baker. L’attrice racconta che il regista le ha dedicato il cofanetto “Ornella Muti 1970s”, comprendente quattro titoli restaurati e contenuti speciali inediti. Nel descrivere il rapporto con Baker, riferisce che le scrive spesso e che, secondo la sua convinzione, possiede una collezione dei poster più grande al mondo. L’attrice aggiunge che, ovunque si trovi, trova poster relativi ai film in cui ha recitato, citando anche l’arrivo dall’Giappone dell’ultimo materiale, concluso da una foto inviata.

personaggi e nomi citati

  • Ornella Muti
  • Bertrand Mandico
  • Fellini
  • Asia Argento
  • Isabella Ferrari
  • Maurizio Lombardi
  • Franco Nero
  • Eddie (Marion Cotillard)
  • Marion Cotillard
  • Christian De Sica
  • Pupi Avati
  • Sean Baker

Per te