Maldive: nuove ipotesi su sub risucchiati nelle grotte per effetto Venturi

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Maldive: nuove ipotesi su sub risucchiati nelle grotte per effetto Venturi

Un sopralluogo subacqueo alle Maldive si sarebbe trasformato in un evento critico a causa di correnti molto intense e di una conformazione del sito capace di innescare un forte effetto Venturi. L’ipotesi ricostruita riguarda in particolare le condizioni che avrebbero ostacolato l’ingresso nelle grotte e che, una volta superato il punto di accesso, avrebbero favorito un risucchio a -50 metri verso l’interno.

effetto venturi nelle grotte subacquee: ipotesi sulla dinamica del risucchio

Secondo quanto formulato dal presidente della Società italiana di medicina subacquea e iperbarica, Alfonso Bolognini, la situazione sarebbe spiegabile considerando che i sub coinvolti erano altamente preparati e quindi consapevoli dei rischi legati alla visita di ambienti complessi. Nel quadro delineato, l’accesso non sarebbe avvenuto in modo improvvisato: dopo una fase di valutazione, sarebbe stato pianificato un sopralluogo con l’idea di effettuare poi un’esplorazione successiva.

La ricostruzione pone l’attenzione sul tipo di percorso subacqueo, caratterizzato da una logica di entrata e uscita che potrebbe generare un “effetto Venturi” anche a profondità rilevanti. In questo scenario, il restringimento dello spazio attraversato dal fluido favorirebbe un’azione di aspirazione capace di trascinare i sub all’interno.

sopralluogo con roV non riuscito: correnti troppo forti all’ingresso

La dinamica risulterebbe coerente anche con un passaggio tecnico descritto da Bolognini: prima dell’intervento diretto sarebbero stati inviati un ROV (remotely operated vehicle) all’ingresso delle grotte. Il dispositivo, però, non sarebbe riuscito a entrare a causa delle fortissime correnti.

Da qui, secondo l’ipotesi, la scelta sarebbe stata quella di raggiungere personalmente l’area. La ricostruzione si rafforza nel momento in cui viene richiamato uno schema del sito con tre camere e con un’entrata e un’uscita distinte, elementi che avrebbero facilitato la formazione di un potente effetto di aspirazione.

due scenari dopo l’aspirazione: soccorso e gestione della situazione critica

Nel ragionamento sulla dinamica successiva al risucchio, Bolognini individua due possibili esiti: i sub sarebbero stati risucchiati tutti oppure uno solo sarebbe stato trascinato e gli altri avrebbero tentato un soccorso.

professionalità e livello di preparazione come elemento chiave dell’ipotesi

Un punto centrale della ricostruzione è la professionalità degli operatori coinvolti, descritta come particolarmente elevata. Viene citata la presenza della professoressa Monica Montefalcone, con oltre 5.000 immersioni e tutti i brevetti. Nel quadro illustrato, il livello di esperienza avrebbe reso poco plausibile un accesso senza una preparazione specifica per il tipo di esplorazione prevista.

È inoltre riportato che Montefalcone avrebbe portato con sé la propria figlia, elemento che, nella lettura proposta, suggerirebbe un’attenzione ancora più rigorosa nella gestione delle condizioni operative.

pianificazione del sopralluogo e mancato obiettivo dell’immersione

Secondo la ricostruzione, il sopralluogo avrebbe avuto una natura osservazionale, funzionale a pianificare un’immersione successiva. In quest’ottica, le grotte non sarebbero state l’obiettivo principale della singola immersione, associato invece alla presenza di barriera corallina. La decisione di spingersi più in profondità sarebbe servita a visionare l’ingresso.

buio, visibilità minima e disorientamento: fattori che aumentano la criticità

La ricostruzione include anche condizioni ambientali che avrebbero complicato la gestione dell’emergenza: ingresso in un ambiente probabilmente buio, con visibilità pari a zero anche per il pinneggiamento. Questo contesto avrebbe favorito uno stato di grande disorientamento e l’ipotesi di un panico naturale.

Durante la ricerca di una via d’uscita, sarebbe potuta mancare l’aria. L’insieme delle circostanze, nella lettura proposta, renderebbe la ricostruzione complessiva attendibile.

nomi citati: chi erano i sub e i riferimenti professionali

Nel quadro ricostruito compaiono figure specifiche collegate alla competenza tecnica e alla gestione dell’esperienza subacquea.

  • Alfonso Bolognini
  • Monica Montefalcone

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