Maldive e legali Montefalcone: università sapeva tutto secondo l’accusa

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Maldive e legali Montefalcone: università sapeva tutto secondo l’accusa

La morte di Monica Montefalcone e Muriel Oddenino alle Maldive ha riacceso l’attenzione su un nodo delicato: la gestione formale delle missioni scientifiche e la tracciabilità delle attività svolte. A distanza di poco tempo, la presenza dei loro riferimenti nella rubrica dell’Università di Genova è cambiata rapidamente, facendo emergere una serie di dettagli che ora risultano al centro delle verifiche in corso.

profili universitari sospesi: “non collabora più”

Il giorno successivo alla notizia della scomparsa alle Maldive, nei profili associati nella rubrica dell’Università di Genova compareva già la formula: “questa persona non collabora più con l’università”. Da lunedì i profili non risultano più visibili sul sito. L’Ateneo ha fatto riferimento a una procedura informatica automatica legata all’inserimento del decesso.

La stessa dinamica viene però messa a confronto con altri casi di docenti scomparsi: restano infatti presenti, nella rubrica, i profili di Sergio Poli, professore emerito e già preside di Lingue, morto nell’aprile 2024, e di Gaetano “Tano” Bignardi, già preside di Farmacia ed ex rettore dell’Università di Genova dal 2004 al 2008, scomparso nel marzo 2021.

missione alle maldive e limiti delle immersioni

Il coniuge di Monica Montefalcone, Carlo Sommacal, ha segnalato la rapidità con cui il profilo accademico della moglie era stato rimosso dal sito, descrivendo la situazione come particolarmente immediata nei suoi effetti. Nello stesso contesto, ai docenti risulterebbe essere stata raccomandata la scelta di non rilasciare dichiarazioni alla stampa.

Secondo l’Università, Montefalcone, professoressa associata di Ecologia, e Oddenino, assegnista di ricerca, si trovavano alle Maldive per una missione scientifica finalizzata al monitoraggio di ambiente marino, cambiamenti climatici e biodiversità tropicale. L’Ateneo indica inoltre che l’immersione avvenuta non rientrava nelle attività previste ed è stata svolta a titolo personale.

autorizzazioni dell’università: snorkeling e barriere coralline

Giorgio Bavestrello, preside della Scuola di Scienze matematiche, fisiche e naturali, ha spiegato che la missione sarebbe stata autorizzata solo per snorkeling e per lo studio delle barriere coralline. In questa ricostruzione, le immersioni profonde non sarebbero state consentite dal regolamento e, nello specifico, sarebbero state espressamente vietate.

replica dei legali: attività note e dati oggettivi

La posizione dell’Università viene contestata dai legali della famiglia di Monica Montefalcone. Alessandro Albert afferma che le missioni avrebbero una ricorrenza annuale o comunque semestrale e che l’Ateneo sarebbe stato consapevole di ciò che veniva svolto. Giuseppe Pugliese sostiene poi che esisterebbero dati oggettivi.

Secondo la replica legale, la professoressa sarebbe stata presente perché doveva svolgere un’attività nell’ambito dell’ateneo, richiamando la competenza e l’esperienza professionale maturate. I legali indicano inoltre la presenza di elementi che permetteranno di approfondire: “le indagini ci consentiranno di approfondire”.

missione e dichiarazioni agli investigatori

Nel quadro delle testimonianze raccolte nelle giornate precedenti dagli investigatori, compare anche la dichiarazione di Stefano Vanin, entomologo forense e professore associato di Zoologia al Distav. Vanin risulta essere stato sulla Duke of York con studenti e ha affermato: “eravamo lì per l’università, io per studiare gli insetti, lei e gli altri per i coralli”.

carte della missione: piano, dvr e coperture

Il punto centrale, indicato come decisivo, riguarda la documentazione formale relativa alla missione. La ricostruzione include piano di missione, autorizzazioni e coperture, oltre al documento di valutazione dei rischi, indicato come dvr. Viene inoltre considerata l’eventuale interruzione formale della missione: un atto che, se esistente, servirebbe a dimostrare che in quel momento la ricercatrice non era più nel perimetro lavorativo.

Per questa verifica, assumono importanza le informazioni su che cosa andasse svolto, con quali limiti e con quali tutele, includendo i profili connessi a responsabilità e coperture assicurative, possibili infortuni sul lavoro e conseguenze civili.

piano e coperture: verifica su atti e documenti

Carlo Nike Bianchi, biologo marino in pensione, dichiara di aver avviato dal 1997 una serie di ricerche sulle grotte e sui reef maldiviani. In base alla sua ricostruzione, quelle missioni non sarebbero state ufficialmente ricerche dell’Ateneo. Secondo Bianchi, si tratterebbe di un progetto personale, autofinanziato da Montefalcone grazie a un accordo con Albatros, con l’idea di utilizzare la formula della “missione” per giustificare l’assenza dall’Università, senza che l’attività fosse finanziata dall’Ateneo.

In questa lettura, l’Ateneo si sarebbe limitato a prendere atto del lavoro svolto, impostazione che viene presentata come da verificare attraverso gli atti. La questione documentale viene descritta come determinante: se una docente è formalmente in missione, il piano deve indicare cosa fare, con chi, entro quali limiti e con quali coperture. Se alcune attività risultassero fuori dalla missione, viene chiesto di chiarire dove fosse scritto, da quando sarebbe iniziata una eventuale sospensione e chi ne sarebbe stato informato.

attività scientifica e immersioni: reef e pubblicazioni

Per Montefalcone, l’attività subacquea risulta essere parte centrale del profilo scientifico. La docente avrebbe fatto parte del comitato tecnico-scientifico dell’Associazione italiana operatori scientifici subacquei e avrebbe insegnato “Scienza subacquea” ed “Ecologia marina tropicale”. Le ricerche includerebbero attività di monitoraggio degli ecosistemi marini costieri e studi su grotte marine sommerse.

La produzione scientifica citata include un paper del 2020 su Frontiers in Marine Science, firmato nel gruppo con altri autori, basato su dati raccolti lungo profili da 10 a 50 metri. Nel lavoro viene discusso il ruolo dei reef profondi come rifugio rispetto agli eventi di sbiancamento. Il paper dichiara un sostegno da fondi interni dell’Università di Genova e ringrazia Albatros Top Boat per l’organizzazione delle crociere scientifiche alle Maldive, con indicazioni sugli staff di Conte Max e Duke of York per l’assistenza sul campo.

dati e verifiche: chi scende alle profondità

Secondo quanto riportato, le pubblicazioni consultate, considerate solo una parte della produzione complessiva, non chiarirebbero esplicitamente chi tra i coautori sia sceso a quelle profondità. Allo stesso tempo, emerge che da anni ricercatori del Distav pubblicano lavori basati su campioni raccolti con immersioni profonde in spedizioni organizzate anche dall’Università.

Un ricercatore, descritto come parte di coloro a cui l’Ateneo avrebbe chiesto di non rilasciare dichiarazioni, collega le crociere scientifiche a una procedura amministrativa precisa: alla partenza si aprirebbe un documento di missione con il piano giorno per giorno. In assenza di una interruzione formale, la ricostruzione fornita sostiene che la persona stesse lavorando senza eccezioni.

procura di roma, squadra mobile e documenti acquisiti

Il piano di missione risulta acquisito dalla Squadra mobile di Genova su delega della Procura di Roma. Le indagini procedono per omicidio colposo contro ignoti e coordinano gli accertamenti sulla morte dei cinque italiani alle Maldive.

Le verifiche si concentrano anche sul dvr: nelle missioni, viene indicato che occorre specificare se si effettuano immersioni con respiratore, se si usano battelli e quali attività comportano rischi specifici. L’obiettivo è chiarire cosa prevedesse quel documento e se stabilisse limiti per l’attività subacquea, includendo valutazioni su profondità, gas, ambiente, emergenze, attrezzature e limiti operativi, con l’indicazione che la valutazione dei rischi non sarebbe un’attività svolta individualmente: sarebbe coinvolto il responsabile del servizio prevenzione e protezione, il medico competente e, per le immersioni, anche specialisti come i medici iperbarici.

richiami alla normativa: formazione e idoneità per subacquei scientifici

Vengono menzionate procedure presenti in anni recenti presso atenei e enti di ricerca, come Cnr, Enea, Ispra e Stazione zoologica. In tali contesti sarebbero previste formazione, visite mediche, idoneità, allenamento e riconoscimenti per i subacquei scientifici. Pur non essendo unificato un protocollo unico tra i regolamenti, viene sottolineato che l’attività non sarebbe ricreativa e ogni ente avrebbe regole precise.

atti per ricostruire la cornice della missione

Tra gli elementi acquisiti risulterebbero presenti quelli utili a ricostruire la cornice: piano, carteggi con il Distav, comunicazioni durante la spedizione, finanziamenti e coperture, oltre alle attività previste ed escluse. La Squadra mobile di Genova avrebbe raccolto per la Procura di Roma materiali, dispositivi, documenti e prime testimonianze.

Nel frattempo, risulterebbe che gli studenti del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita, il Distav, abbiano programmato un’immersione in memoria delle vittime al Cristo degli Abissi, a San Fruttuo.

nomi citati

  • Monica Montefalcone
  • Muriel Oddenino
  • Sergio Poli
  • Gaetano “Tano” Bignardi
  • Carlo Sommacal
  • Giorgio Bavestrello
  • Alessandro Albert
  • Giuseppe Pugliese
  • Stefano Vanin
  • Carlo Nike Bianchi
Gli studi dopo le missioni in profondità. I legali della Famiglia Montefalcone: “L’università assolutamente consapevole di quello che viene fatto”
Categorie: NewsCronaca

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