Lavoro rizzetto più tutele e formazione per il preposto
La sicurezza nei luoghi di lavoro passa dalla quotidianità delle attività e dalla capacità di prevenire i rischi prima che si trasformino in incidenti. Al centro del confronto, tenuto nell’ambito di Ambiente Lavoro 2026, emerge con forza il valore della figura del preposto: un ruolo operativo e di indirizzo che sovrintende le mansioni dei colleghi, verifica l’attuazione delle norme e contribuisce a rendere più efficace il sistema di tutela nei contesti produttivi in continua evoluzione.
figura del preposto e vigilanza quotidiana nei luoghi di lavoro
Il preposto viene descritto come il lavoratore che, per competenze e posizione, sovrintende l’attività dei colleghi e garantisce l’applicazione delle norme di sicurezza. Il cuore della funzione è una vigilanza diretta e quotidiana, legata alla presenza concreta negli ambienti di lavoro.
Secondo quanto riportato, il preposto è la persona che riesce a cogliere tempestivamente i segnali di criticità: quando una procedura non funziona, quando un comportamento espone a un rischio, quando serve un intervento immediato e quando sono necessari suggerimenti per migliorare l’operatività dell’azienda.
ruolo rafforzato dal decreto legislativo 81 del 2008
La disciplina è collegata al Decreto legislativo 81 del 2008, indicato come riferimento normativo centrale per definire e valorizzare la funzione del preposto. Nel quadro delineato, l’impianto del decreto avrebbe rafforzato il ruolo, ma emergerebbe l’esigenza di un aggiornamento per adeguarlo ai cambiamenti dei contesti produttivi.
aggiornamento della normativa e contrattazione collettiva per valorizzare il preposto
Nel racconto del confronto, l’aggiornamento delle regole viene collegato alla possibilità, offerta dalla contrattazione collettiva, di intervenire in modo più concreto e mirato. La contrattazione sarebbe in grado di conoscere settori, filiere e specificità produttive, rendendo l’azione più tempestiva e aderente alle realtà operative.
Viene indicata come pratica virtuosa l’esperienza Confsal, che avrebbe introdotto nei propri contratti collettivi una misura specifica: una copertura assicurativa dedicata al preposto. La logica descritta collega la sicurezza non solo all’attribuzione di responsabilità, ma anche al sostegno di chi svolge attività considerate particolarmente delicate.
sicurezza e qualità del lavoro come fattori collegati
Il tema è presentato come trasversale: la sicurezza viene collegata non soltanto alla tutela dei lavoratori, ma anche alla qualità del lavoro e alla competitività del sistema produttivo. In questa prospettiva, il confronto richiama il ruolo della politica nel rispondere ai mutamenti del mondo del lavoro, caratterizzato da nuove tecnologie, nuove forme organizzative, filiere produttive e intelligenza artificiale, oltre a nuovi lavori definiti usuranti.
nuove sfide: tecnologia, privacy e prevenzione più efficace
All’interno della visione riportata, la sicurezza viene descritta come un processo costruito nei luoghi di lavoro attraverso scelte organizzative e strumenti di prevenzione, non limitati alla sola risposta dopo l’evento. In questo scenario viene indicato come elemento centrale il tema della tecnologia: l’adozione di sistemi più avanzati, oggi e ancor più in futuro, viene presentata come supporto rilevante rispetto alla sicurezza.
Un ulteriore punto riguarda l’equilibrio tra tutela della privacy e tutela della vita, della salute e della sicurezza. La questione viene formulata nei termini di evitare confusione tra i due aspetti e di costruire, tramite un patto sindacale, sistemi che consentano alle persone di non farsi male e di non rischiare la vita, nel pieno rispetto delle garanzie connesse alla riservatezza.
sicurezza nei contratti collettivi e ruolo reputazionale per le aziende
La contrattazione viene collegata alla necessità di inserire la sicurezza nei contratti collettivi, con l’obiettivo di sostenere un mercato del lavoro moderno. Viene inoltre sottolineato un aspetto reputazionale: anche per le aziende che non considerano prioritario il tema, la sicurezza nei contratti collettivi diventerebbe sempre più un elemento rilevante.
La percezione futura delle nuove generazioni viene richiamata come fattore determinante: i giovani del Paese, soprattutto ventenni e venticinquenni, guarderebbero con attenzione a quanto presente nei contratti collettivi, in particolare sui temi della sicurezza.
formazione obbligatoria e continua per prevenire i rischi
Per rendere efficace il sistema di tutela, viene indicato come necessario il rafforzamento della formazione. La formazione viene descritta come concreta, aggiornata, utile e obbligatoria, con valore di investimento sulla qualità del lavoro e sulle capacità organizzative di prevenire i rischi.
Il contributo della contrattazione sarebbe decisivo per definire percorsi più aderenti alle esigenze dei diversi comparti, promuovere la formazione congiunta e valorizzare una dimensione pratica e operativa. L’obiettivo descritto è costruire un sistema chiaro e vicino alla realtà delle imprese, in grado di semplificare senza indebolire e di distribuire le responsabilità in modo equilibrato, evitando appesantimenti burocratici.
scrivere le norme dentro le imprese, con parti sociali e lavoratori
La proposta centrale consiste nel scrivere le norme dentro le imprese insieme alle parti sociali e ai lavoratori. In questa cornice, i passaggi indicati convergono su sistema, semplificazione, responsabilità coerenti e soprattutto su formazione e aggiornamento continuo per tutti i soggetti coinvolti nel sistema della sicurezza.
patto sociale e centralità del preposto per un sistema di sicurezza più forte
La sicurezza viene presentata come frutto di un patto sociale quasi intergenerazionale. La contrattazione viene individuata come sede decisiva perché consente di tradurre regole generali in indicazioni concrete, anche in relazione a figure centrali come il preposto, descritto come soggetto che vigila, interviene, segnala e previene.
Nel quadro evidenziato, viene richiamata l’urgenza di garantire un sistema all’altezza delle sfide moderne, in un contesto in cui continua a emergere la necessità di ridurre le morti sul lavoro. La figura del preposto viene definita un ingranaggio essenziale per far funzionare la sicurezza nelle migliori condizioni possibili.
La conclusione insiste sull’importanza della contrattazione collettiva e sulla previsione di una copertura assicurativa dedicata, oltre alla definizione nei contratti collettivi di una disciplina specifica per la figura professionale del preposto. L’obiettivo indicato è garantire non solo tutela della vita, ma anche tutela della salute e della salubrità nei luoghi di lavoro.
personaggi citati e soggetti menzionati
Nel resoconto del confronto vengono richiamati i seguenti soggetti:
- Walter Rizzetto
- Cifa
- Confsal
- Inail